Modificata la legge contro la violenza di genere, ma la Manzo dice “no”

La consigliera dei Cinque Stelle d'accordo con le variazioni tecniche al testo del 2013 ma non è d'accordo con la posizione assegnata al reato di stalking che "sembra quasi avere una maggiore rispetto ad altri abusi e sappiamo bene invece che non possono esserci distinzioni perché per ogni donna la violenza peggiore è semplicemente quella subita"

La quarta Commissione consiliare (servizi sociali) presieduta da Quintino Pallante ha espresso parere positivo al testo coordinato e presentato dal relatore del provvedimento Paola Matteo, delle due proposte di legge presentate, rispettivamente, dalla giunta regionale e dai consiglieri Matteo, Calenda, Romagnuolo, Scarabeo, Micone, Di Lucente, D’Egidio, Romagnuolo, Cefaratti, Tedeschi, Scuncio e Pallante, concernenti modifiche e integrazioni alla legge regionale numero 13 del 2013 in merito alle misure in materia di prevenzione e contrasto alla violenza di genere.

Il parere è stato espresso a maggioranza con il voto contrario del Consigliere Manzo e quello di astensione del Consigliere De Chirico.

“Ho votato in maniera contraria alla nuova proposta di legge riguardante la violenza di genere – ha spiegato la consigliera Manzo – perchè la legge è figlia di due proposte, una della giunta e una della maggioranza consiliare, e ha per titolo ‘Misure in materia di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e allo stalking’.

La proposta modifica in alcuni punti la legge regionale del 2013, una legge in cui ho creduto subito, condivisa da tutto il consiglio regionale e che recepiva la convenzione di Istanbul, un testo fondamentale per il settore. Un testo che elenca le tipologie di violenza: quelle psicologiche, quelle fisiche, quelle sessuali, le molestie, le mutilazioni genitali, il matrimonio e l’aborto forzato e lo stalking.

Ebbene, condivido le modifiche tecniche apportate in questa nuova proposta – continua Patrizia Manzo – ma non si capisce perché lo stalking debba essere considerato qualcosa di diverso, sembra quasi elevato a violenza di importanza maggiore, quando sappiamo bene che non possono esserci distinzioni tra violenze perché per ogni donna la violenza peggiore è semplicemente quella subita. Aggiungiamo che, dai dati forniti dai centri regionali antiviolenza, lo stalking è tra le tipologie meno denunciate. Certo, sappiamo bene che in questo ambito tante donne scelgono il silenzio, tuttavia non si può elevare lo stalking a violenza di rango superiore. Ma, soprattutto, questa proposta di legge non è partecipata: manca il parere di chi si occupa quotidianamente di violenza di genere, manca il parere della commissione per le Pari opportunità, quello del Garante delle pari opportunità, quello del tavolo di coordinamento regionale.  Ora aspettiamo che la proposta sia discussa in Consiglio con la speranza che, intanto, siano almeno acquisiti i pareri di chi la violenza di genere ‘la vive’ ogni giorno”.

Il presidente Pallante ha quindi provveduto a nominare il consigliere Cefaratti relatore in commissione della proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Matteo, Romagnuolo A., Calenda, Micone, Tedeschi, Cefaratti, Romagnuolo, Scuncio, Pallante e Scarabeo avente ad oggetto: “legge quadro contro ogni forma di discriminazione per l’affermazione dell’uguaglianza”.