Una telefonata da un numero straniero: le promettono soldi facili e le spillano 400 euro. “Aiutatemi”
La vittima è una termolese: “Ho pagato perché mi avevano assicurato un investimento sicuro”. Ora si rivolgerà alla Polizia Postale
Ha creduto alla buona fede di quella persona, si è fatta convincere e le ha versato i proprio risparmi su un conto che, così le avevano promesso, “darà presto grossi guadagni”. Invece non c’era nessun investimento, solo una truffa in piena regola realizzata tramite telefono e internet. Quattrocento euro volatilizzati in due bonifici effettuati con ricarica Postepay, e del truffatore non c’è traccia. La vittima è una donna di Termoli che preferisce restare anonima ma chiede l’aiuto delle autorità.
“Ho chiesto aiuto alla Consob, ma mi hanno risposto che la cifra è troppo esigua per fare qualcosa” dice la signora, mostrando una delle mail alle quali ha creduto. Scritta in un italiano claudicante, senza accenti e con poca attenzione all’ortografia, quello scritto è arrivato dopo le telefonate. “Mi ha chiamato con un numero straniero, mi ha detto come si chiamava, ma forse era un nome falso. Parlava un buon italiano, mi ha chiesto di versare duecento euro promettendo un investimento con guadagni in poco tempo”.
Ma dopo quel primo versamento non ha avuto nulla in cambio. Anzi, il truffatore si è fatto più insistente, tempestandola di telefonate e mail. La donna ingenuamente ha creduto alla nuova proposta: “Altri duecento euro e vedrai che guadagni”. Invece nulla. Adesso la vittima, amareggiata e confusa, spera che qualcuno possa aiutarla. “So che non sono tanti soldi, ma sono comunque guadagnati. Sono andata dalla Finanza ma mi hanno detto di rivolgermi alla Polizia Postale. Al commissariato di via Cina però mi hanno indirizzato all’Ufficio della Polpost di Campobasso”.
La speranza è che la Polizia Postale disponga di altre informazioni, o magari di denunce simili che possano servire ad acciuffare i responsabili. “Ho l’indirizzo a cui ho mandato i soldi, forse può essere utile” suggerisce la signora. A lei e a chiunque si trovi a ricevere telefonate o mail di questo tenore il suggerimento è sempre quello di non fidarsi e chiedere aiuto a qualcuno più esperto prima di fornire i propri dati personali, o ancor peggio, versare del denaro.


