La storia della Prima Guerra Mondiale raccontata dalle immagini e dagli attori di ‘Historia Magistra Vitae’ foto

Trecento scatti inediti, racconti di vita, una mostra dedicata ai manicomi ed ancora progetti che pongono l’attenzione su un’epoca che ha stravolto la storia così come era conosciuta: a causa della sua potenza di fuoco e dell’inaudita violenza, la Prima Guerra Mondiale ha sconvolto per sempre le vite dei soldati e delle loro famiglie, cambiando l’assetto politico, monetario ed iconografico di intere nazioni, proiettandole verso il futuro.

Si tratta di fotografie, esposizioni, mostre dedicati agli anni della guerra, la prima a livello mondiale, che ha inferto numerose ferite nelle anime degli italiani. Immagini che non mirano a raccontare la quotidianità dei soldati nelle trincee, ma vogliono far immergere lo spettatore in un’epoca tragica, incredibile e sanguinosa di “errori ed orrori affinché non vengano commessi nuovamente”, come affermato dal consigliere Andrea Casolino che aggiunge la volontà della città di “dare un messaggio forte contro le ingiustizie, la discriminazione, il sopruso e l’intolleranza, attraverso un messaggio di fratellanza, di tolleranza e di rispetto degli altri e dell’ambiente in cui viviamo”.

Nel centenario dalla fine del grande conflitto 1914-1918, si inaugura ‘Historia Magistra Vitae’, presentato questa mattina, venerdì 26 ottobre, durante una conferenza stampa: un percorso organizzato da diverse associazioni culturali di Termoli per ricordare le milioni di vittime, tra cui tanti termolesi, che persero la vita per difendere la Nazione. Ma non solo: si parlerà di emarginazione, della vita in trincea, delle speranze di una vita migliore in un periodo di transizione dall’era di pace e prosperità della Belle Époque al futurismo ed all’indipendenza di numerosi stati con l’affermazione dei principi democratici.

Sono tre le associazioni coinvolte nel progetto che profuma di storia e cultura: il circolo fotografico FramMenti assieme a Progetto Cultura, l’associazione ‘U Battellucce e Mai più sole – Non una di meno che “si spendono per la cultura nella città – ha commentato il Presidente del Consiglio Comunale Manuela Vigilante – Associazioni che, superando le difficoltà e le ristrettezze economiche, continuano a crederci ed organizzano eventi che tengono viva la comunità”.

Si partirà il 1 novembre con gli scatti curati dal circolo fotografico FramMenti e Progetto Cultura ospitato all’interno del Castello Svevo fino al 5 novembre. “La storia è essenziale per costruire un futuro diverso e migliore” ha commentato Liberato Russo, in rappresentanza delle due associazioni. Proprio su questo si fonda la mostra fotografica che racconta la vita nelle trincee negli anni dal 1915 al 1918: “Sono circa 300 scatti raccolti dall’amico Gaetano Ricci che li ha ereditati da suo nonno – continua Russo – Abbiamo selezionati alcuni di questi per rappresentare la vita in quegli anni”.

Scatti di vita vera, reale che modellano la sofferenza e la speranza dei soldati, partiti per difendere la propria Nazione e mai più tornati: “Si tratta di una guerra nuova – ha sottolineato Gaetano Ricci – Durante questi anni sono state introdotte armi mai usate prima: le mitragliatrici che, in anteprima, hanno fatto il loro ingresso nei combattimenti, portando morte e distruzione. Una guerra di attesa, in cui i soldati hanno trascorso diversi giorni in trincea senza combattere”.

A seguire l’associazione ‘U Battellucce organizza la rievocazione intitolata ‘Cento anni dalla grande guerra’ in scena il 3 novembre alle ore 17.00 nell’auditorium Santa Maria degli Angeli. “Un ultimo viaggio, un omaggio ai caduti italiani – ha dichiarato, visibilmente commosso Nicolino Cannarsa, Presidente dell’associazione – Perché la guerra è follia. La loro morte sembra quasi non appartenerci, ma fa parte di noi”. Cannarsa non solo rende omaggio ai defunti, ma ricorda i nomi dei giovani termolesi, figli della nostra città, caduti in trincea, ricordando il loro sacrificio, assieme alle famiglie che “abbiamo cercato ed invitato ad assistere all’evento”.

Dal 6 al 16 novembre presso l’Arcivescovado in Piazza Duomo l’associazione ‘Mai più sole – Non una di meno’ organizza una mostra dal titolo ‘I figli del male’: una serie di fotografie che mostrano la vita all’interno dei manicomi nell’epoca fascista che rappresentano “lo stigma di quella società che vedeva le donne segregate in cucina o impegnate a fare figli per la comunità e per mandarli in guerra – ha spiegato Petronilla Di Giacobbe curatrice della mostra – La popolazione femminile popolava in gran numero i manicomi, soprattutto durante il ventennio fascista, perché non si adattavano a queste imposizioni. Ma anche bambine disobbedienti o troppo vivaci ed ombrose che avevano subito violenze in famiglia”.

La mattina è dedicata alle scuole che dalle 9,30 e fino alle 12,30 potranno visitare la mostra, il pomeriggio è aperto a tutti dalle 16,30 alle 19,30. Il 7 novembre alle 17.30, presso la pizzeria Sognadoro, ci sarà anche la presentazione di un libro scritto da una molisana e dedicato ai diversi ed agli emarginati nei vari paesi del Molise. Il 10 novembre è dedicato alla poesia che racconta la follia, con un’attrice che leggerà poesie di Silvia Plath, Alda Merini ed Anna Sexton, grandi poetesse che hanno avuto a che fare con la malattia mentale e che nella poesia hanno trovato la loro cura, il tutto con il sottofondo musicale di una fisarmonica. Il 12 la pedagogista Anna Paolella parlerà di ‘Scuole ed educazione di genere durante l’epoca fascista’, in cooperazione con l’Unimol. Il quarto evento al Liceo Artistico Benito Jacovitti di Termoli il 15 novembre, con una lezione dedicata alla pittura ed alla follia, con la presenza del Direttore Servizi Salute Mentale Angelo Malinconico. Il tutto grazie ad una rete di diverse collaborazioni.