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La plastica in paradiso: problemi e soluzioni per le Tremiti. Che dichiarano guerra alle cassette di polistirolo foto

Plastica e mare: quale futuro? Convegno all'Università tra problemi e soluzioni del fenomeno da inquinamento da plastica a pochi mesi dal divieto di usare stoviglie di plastica monouso del sindaco dell'arcipelago. Intanto presto potrebbe arrivare, sulle isole di San Domino e San Nicola, il divieto di usare cassette in polistirolo per il trasporto del pesce

Plastica monouso convenzionale, tanto comoda quanto inquinante. Tanto utile nelle situazioni in cui si è fuori casa quanto problematica per l’ambiente. Un dato imprescindibile: occorrono 100 anni per degradare naturalmente una bottiglia o un sacchetto di plastica, come pure piatti e posate di plastica.

 

La soluzione è il riciclo, il recupero? Sicuramente, ma è anche una soluzione molto difficile da attuare in un contesto come, per esempio, quello delle Isole Tremiti, caratterizzato da spiagge e calette, con poco spazio per i contenitori dei rifiuti e una oggettiva criticità nel trasporto via mare dei rifiuti riciclabili.

Qui, nello splendido arcipelago pugliese a due passi dal porto di Termoli, da qualche mese è iniziata la raccolta differenziata e le percentuali, – riferisce la consigliera Annalisa Lisci, “sono soddisfacenti: siamo arrivati al 50 per cento”. Ma il problema delle isole Tremiti c’è in estate, quando i 450 residenti del periodo invernale diventano migliaia e migliaia di turisti, in arrivo da tutta Italia e anche dall’estero e desiderosi di trascorrere almeno una giornata nell’acqua cristallina della riserva naturale, in genere con pranzo al sacco. Ovvio che il cibo e le bibite siano conservati e consumati nella plastica, come peraltro si usa dovunque.

Col risultato di aumentare massicciamente le dosi e le concentrazioni di plastica nella vegetazione e sulle spiaggette, e di microplastica in acqua. E’ una forma di inquinamento che si basa sull’abbandono di materiale, soprattutto plastica, nell’ambiente, e va sotto il nome di marine littering.

Per questa ragione nell’aprile scorso, con una ordinanza inedita in Italia, alle Tremiti è scattato il divieto di usare piatti e bicchieri di plastica. Solo stoviglie biodegradabili, e multe fino a 500 euro a chi trasgredisce.

Una ordinanza finalizzata a salvare la natura e il turismo, una soluzione “inevitabile sulla quale abbiamo deciso di scommettere perché non possiamo più permetterci di andare avanti così” spiega Annalisa Lisci che fra le altre cose è anche una operatrice turistica.

Il dibattito su plastica e mare è stato ospitato giovedì mattina nell’aula Adriatico, Polo di Scienze turistiche dell’Università del Molise a Termoli. Promosso dal professore Angelo Presenza per fornire a studenti e al pubblico arrivato con interesse dalla cittadina una occasione preziosa per parlare di un tema al quale nessuno può sottrarsi, tanto più ora che le stoviglie di plastica convenzionale sono state messe al bando dall’Unione Europea.

Cosa accade quando c’è una ordinanza di divieto di usare piatti, forchette e bicchieri di plastica su un’isola? Il professor Presenza parte da qui per illustrare l’analisi fatta,  in maniera empirica ma efficace, durante l’estate da poco conclusasi. Non è facile, è emerso, far rispettare una ordinanza di divieto che dice che non si possono portare piatti, bicchiere e stoviglie di plastica convenzionale. Ammessa solo la bioplastica. Ma chi controlla quanto c’è solo un vigile e due ausiliari, che chiaramente non possono tenere sotto controllo un territorio esteso e difficile da raggiungere via terra, come le isole?

Interviste ad operatori e turisti, reportage fotografici che hanno anche rivelato comportamenti sbagliati e approcci culturali limitati, confermando tuttavia che il marine littering è un problema. E come tale si deve affrontare. Il metodo è stato l’oggetto del confronto, serrato, fra i vari ospiti invitati.  Massimo Di Molfetta, in rappresentanza di Corepla, il Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica e Marco Ombroni, di Promo, produttori di stoviglie monouso in plastica, hanno fornito due visioni diverse, incentrate rispettivamente la prima sulla importanza della “second life” per la plastica, dunque del suo riciclo e della sua riconversione, e il secondo sugli svantaggi, per l’ambiente, di materiali alternativi alla plastica convenzionale. In aula illustrato uno studio di UnionPlast – su dati scientifici – fatto fare da un ente terzo “e mai confutato da nessuno”, nel quale si evidenzia come la bioplastica, comunemente utilizzata per fare stoviglie monouso, abbia un maggiore impatto ambientale della semplice plastica monouso.

Da qui, anche alla luce delle recentissime disposizioni europee che vogliono eliminare dal commercio piatti e posate di plastica (ma non, per esempio, le bottiglie di plastica), una domanda posta alla platea: “Ma i prodotti alternativi alla plastica sono davvero fatti per risolvere il problema del littering oppure nascono per interessi diversi?”.

Numeri, grafici, dati e visioni, appunto, diverse ma conciliabili, che riconoscono il fenomeno e la sua gravità e lavorano in qualche modo in un’ottica di miglioramento dei servizi di riciclo, della educazione ambientale delle persone e delle scelte aziendali di allargare il raggio di ricerca di materiali alternativi alla plastica tradizionale, che hanno posto anche l’accento sul Molise poco riciclone, soprattutto in termini di imballaggi di plastica: a fronte di una media nazionale del 17 per cento la nostra regione si attesta sul 7,5, e con la Sicilia è maglia nera del Belpaese.

Alla fine dell’incontro una proposta per le isole Tremiti sulla quale nei mesi prossimi si dovrà lavorare di concerto con il sindaco Fantetti e Annalisa Lisci, che ha dato piena disponibilità a valutare idee e iniziative per incentivare il riciclo della palstica. Ombroni ha lanciato la sua: una fornitura agevolata di stoviglie monouso in monopolimero, che ha una selezione e un riciclo più facili, l’acquisto e il posizionamento di materiale informativo e di raccolta sul posto per aumentare la consapevolezza e ridurre il fenomeno del littering, un accordo tra Promo e Corepla sulla migliore soluzione di fine vita del rifiuto per un minore impatto ambientale. E poi informazioni da fornire sui traghetti, e ritorno sulle isole di prodotti da riciclo.

Ovvio, garantire una raccolta differenziata di plastica in entrata e uscita dalle Isole Tremiti non è semplice, Ma è anche vero che diventa indispensabile lavorare su più fronti per evitare di soccombere al rifiuto. Il tema è controverso e l’università di Termoli ha il merito di aver aperto un primo focus con esperti dei vari settori coinvolti.

Intanto, fa sapere la consigliera Annalisa Lisci, le isole Tremiti hanno deciso di fare la guerra alle cassette di polistirolo, che si disintegrano e hanno l’aggravante di trasformarsi in pallini che i pesci mangiano, avvelenandosi. Una vera piaga dice lei, “contro la quale faremo certamente qualcosa. Questo è il nostro principale obiettivo”. Probabilmente, dopo quella sulla plastica, ci sarà un’ordinanza che vieterà il polistirolo. E le Isole Tremiti saranno il Comune italiano pioniere.