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La crisi nera dell’edilizia molisana tra difficoltà, disoccupazione ed arretratezza

Il settore dell’edilizia, in Molise, sta attraversando una crisi ‘nera’ da cui sembrerebbe non esserci una via d’uscita. L’allarme, lanciato dal segretario generale degli edili della UIL Roberto D’Aloia, delinea un quadro drammatico con un calo di 5mila occupati nella regione. Una situazione a cui la politica non sembra dedicare il giusto interesse, come ribadito nella nota stampa a firma della UIL: “Spiace che questo non sia avvertito dal Governo e dal Parlamento nazionali e che anche da noi, dalla nostra politica, non si colgano segnali di adeguata attenzione”.

Sul tavolo dei disagi evidenziato dalla Feneal Molise sono finite anche le reti viarie che, per la maggior parte, “risalgono agli anni 60 e 70 – si legge ancora nella nota – Solo il 10% è stato sviluppato negli ultimi 25 anni”. Di qui l’esigenza di “attivare subito un piano straordinario di manutenzione e potenziamento delle infrastrutture con investimenti che prevedano regole certe, trasparenza e legalità negli appalti, ma è indispensabile velocizzare i tempi delle procedure per avviare le opere”.

Anche sul piano privato bisognerebbe mettere in atto degli interventi, che comprendano misure fiscali e contributive per “l’efficentamento energetico, della rigenerazione urbana, dell’adeguamento sismico e della salvaguardia del nostro patrimonio artistico”, incalza D’Aloia che lancia un monito: “Il settore delle costruzioni da sempre è volano per la crescita di tutta l’economia. Quello che si fa per l’edilizia, in buona sostanza, è fatto per tutta la società, per ogni settore produttivo. Per questo vanno previste misure fiscali e contributive che sgravino lavoratori e imprese senza sacrificare il sistema dei bonus edilizi che hanno contribuito a tenere a galla il settore e che costituiscono l’unica vera prospettiva per il suo rilancio”.

È necessario che accanto ad interventi di rilancio del settore si affianchino il riconoscimento “del valore e della qualità del lavoro – continua il sindacato – Ciò significa anche sicurezza nei luoghi di lavoro, contrastando la lunga scia di tragedie personali e familiari. Odiose e intollerabili in quanto prevedibili. È evidente che questa battaglia va combattuta dai lavoratori insieme a imprese e istituzioni all’interno di un’idea complessiva di rilancio del settore”. Tutte operazioni per cui serve, conclude la UIL, “maggiore coraggio ed innovazione da parte delle imprese, abbandonando la logica degli espedienti per abbattere il costo del lavoro ricorrendo a forme di precarizzazione del rapporto di lavoro”.