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La Bomba ecologica di Guglionesi

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In relazione alla notizia titolata “Bomba ecologica   a…Guglionesi”  mi permetto di contestare  alcune  parti dell’articolo , senza volere minimamente entrare nella libertà di un Giornale di scrivere come ritiene più opportuno.

Il Titolo: BOMBA ECOLOGICA.

Non ritengo che sia questo un titolo che corrisponda alla natura dei rifiuti elencati che, comunque, almeno dalle foto, interessano una parte minima rispetto ai 75 mila metri quadrati della proprietà interessata. La contestazione del titolo è rafforzata dall’inizio dell’articolo che paragona Guglionesi addirittura alla  “Terra dei fuochi” ed evoca, per l’ennesima volta, la presenza a Guglionesi dell’ex sito di interesse nazionale “Guglionesi2”.

Ritengo che presentare così questa brillante e meritoria azione coordinata della  Magistratura, della Guardia di Finanza e della struttura tecnica del Comune di Guglionesi, non serve soltanto a scongiurare che si ripetano atri episodi del genere, ma, purtroppo a buttare fango mediatico su Guglionesi. Esagerare con i riferimenti alla “Terra dei fuochi” a cosa serve? A chi giova?

Sarebbe stato opportuno invece indagare meglio (ma questo può essere fatto ancora) perché quei rifiuti sono finiti lì. Il denunciato era consapevole che sul suo terreno , man mano si andava accumulando tutta una serie di rifiuti? Si faceva pagare? Ne ricavava un utile?

A questo punto sarebbe stato interessante ed educativo per tutti quei proprietari di terreni un po’ nascosti citare la legge che comunque pone a carico del proprietario la bonifica, anche se “inconsapevole”.  Questo vale anche per i proprietari delle scarpate delle strade (Anas, Provincia, Comune) che loro sì conoscono la norma.  Se questo si facesse sapere a tutti , al primo rilascio ci si attiverebbe per fare la comunicazione alle autorità competenti e , prima che le quantità crescano, con pochi euro si bonificherebbe. E si provvederebbe alla installazione di presidi opportuni.  Si sarebbero anche potuto demonizzare (ammesso che serva)  gli incivili. Se questi venissero scoperti in numero sempre più consistente, con le loro multe lo Stato potrebbe intervenire per le bonifiche di aree di proprietari inconsapevoli …ma, per l’attuale normativa, colpevoli.

Circa l’ennesimo riferimento all’ex sito (ex perché il Ministero dell’Ambiente lo  ha declassificato da qualche  anno)  mi corre obbligo di riferire il mio disappunto per la leggerezza con cui si parla di quel sito, addirittura attribuendogli, non so con quale fondamento scientifico, addirittura delle morti a Guglionesi e dintorni! Basta buttare fango mediatico! Il mio disappunto viene dal fatto che so, per avere partecipato una decina di anni fa alla conferenza di servizio al Ministero e avere sentito le motivazioni per cui, veniva annunciato che la bonifica, per la quale era stato presentato un progetto di massima di venti milioni di euro, non si sarebbe fatta . Il motivo era che i metalli pesanti entrano attraverso le radici nelle coltivazioni e pertanto se non si intendeva recuperare i circa sei ettari all’agricoltura( spendendo una somma con la quale, ai prezzi di oggi, si acquistano 2000 ettari), si poteva evitare appunto la bonifica. Su quegli ettari , veniva detto, anche alla presenza dei rappresentanti delle maggiori associazioni ambientaliste, si possono fare anche attività antropiche (artigianato, industria ad esempio). Veniva, naturalmente, detto che nessuna dispersione ci era stata e ci sarebbe stata nelle falde freatiche. Evidentemente i metalli pesanti non evaporano e non emettono radiazioni.

Fino a quando il Signore mi darà la vita mi opporrò con tutte le mie forze a che “qualcuno” vorrà speculare su quel sito, economicamente e politicamente. E, come sto facendo con questa lettera, difenderò il nostro territorio che non può essere deprezzato da ..sensazionalismi.

Il prossimo passo lo farò col Ministro dell’Ambiente a cui racconterò tutto quello che so.

Antonio Lucarelli


Pienamente d’accordo con molte considerazioni, ma non certo con il collegamento tra la denuncia (che a nostro avviso, trattandosi del bene più prezioso che il Molise possiede, deve essere forte e netta) e il male arrecato alla immagine della nostra terra. Ricordiamo al nostro lettore Antonio Lucarelli, ma prima ancora a noi stessi e a chi ci legge, che il Molise che esiste, nel bene e nel male, non è una cartolina da vendere al miglior offerente come paradiso in miniatura o oasi felice, bensì un luogo concreto dove troppo spesso – non lo diciamo noi, ci sono i dati – si maltratta l’ambiente e si sputa nell’unico piatto in cui si possa mangiare, per dirla con una espressione locale.

Il Molise è fatto, prima che di immagini da salvaguardare, da molisani che spesso devono ancora imparare ad amare la terra in cui abitano e difenderla dagli attacchi violenti di chi la sporca e la uccide di veleni. Non c’è una grande differenza tra la terra dei fuochi campana e le nostre piccole terre dei fuochi quando si ha a che fare con la nostra comune fonte di sostentamento e sopravvivenza.

Un quantitativo di rifiuti speciali come quello che lo sforzo comune tra amministratori e forze dell’ordine hanno portato a galla in una zona tanto delicata, sotto il profilo paesaggistico, è considerabile, a tutti gli effetti, una bomba ecologica.

Ultima precisazione: non abbiamo scritto da nessuna parte e in nessun modo che il sito tossico Guglionesi II ha ucciso persone. Il sensazionalismo lo lasciamo ad altri, esattamente come la sindrome a voler minimizzare. Sono entrambi estremismi che non ci appartengono. Grazie per la lettera e gli spunti forniti.

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