Istruzione, Flc Cgil a congresso: “Investire sui lavoratori per una scuola di qualità”

Appuntamento a Campobasso per tutti i delegati chiamati al rinnovo delle cariche sindacali. Si è discusso dei temi più vicini ai lavoratori e dei programmi della confederazione in un contesto politico–sociale che vuol mettere all’angolo la rappresentanza sociale. Soprattutto nel mondo dell'istruzione

La Flc Cgil è arrivata al congresso con l’obiettivo politico e organizzativo che non è soltanto quello di espandere ulteriormente la propria rappresentanza bensì di rafforzare la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che operano nella scuola, nell’università, nella ricerca, nell’alta formazione artistica e musicale. Perché se la Costituzione è conoscenza come recita lo slogan che ha guidato i lavori iniziati questa mattina a Campobasso è anche vero che la stessa conoscenza e quindi la Costituzione troppe volte viene messa in discussione da politiche di governo opinabili.

Al tavolo dei relatori il segretario regionale Flc, Pino La Fratta ma anche quello regionale della Cgil Abruzzo-Molise, Sandro Del Fattore, il collega Sergio La Sorella.

Lo sforzo questa mattina – 9 ottobre – è stato quello di andare oltre il dibattito prettamente “sindacale” per mettere insieme idee, tematizzarle e rilanciarle unitamente ad una visione del “lavoro” legata all’attualizzazione dei diritti di tutti e di ognuno, generale e contestuale allo stesso tempo.

Questione urgente è dunque “investire sui settori della conoscenza in termini di risorse finanziarie ma anche di organico per garantire una qualità della scuola e dell’università pubblica”.

flc cgil

E se il sindacato della conoscenza ha descritto come fallimentari le politiche del governo Renzi, di quello targato Gentiloni e non certamente migliori quelle messe in campo dal governo Conte, ribadisce che con l’evoluzione dei tempi non è tanto una questione di ideologia quanto di consapevolezza e competenza rispetto ad un settore delicato come lo è quello dell’istruzione.

Infine il reddito di cittadinanza, il sindacato non è critico rispetto ad un sostegno finalizzato a sollevare famiglie e potenziali lavoratori ma naturalmente a condizione che “non diventi un sussidio alla disoccupazione ma un incentivo all’occupazione“.