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“Il punto nascite del San Timoteo si può ancora salvare”. Fontana assicura impegno col neo commissario che ancora non c’è foto

L'esponente M5S replica al sindaco Angelo Sbrocca: "Danneggia i termolesi, il punto nascite di Termoli si può mantenere in funzione e la richiesta di deroga arriverà al neo commissario". Ma dopo sei mesi la nomina non c'è ancora

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Il punto nascite del San Timoteo si può ancora salvare e la richiesta di deroga finirà sul tavolo del neo commissario alla Sanità. Lo assicura il consigliere regionale del M5S Valerio Fontana in una nota nella quale replica al sindaco di Termoli, Angelo Sbrocca, che aveva accusa i pentastellati di non fare nulla per scongiurare la chiusura del reparto di Ostetricia del nosocomio bassomolisano. Nessuna novità, tuttavia, sulla nomina del commissario alla Sanità, nomina che si attende ormai da oltre sei mesi, dopo la fine dell’Amministrazione Frattura in Regione.

“Il punto nascite di Termoli, per veder assicurata la propria esistenza, deve garantire almeno 500 parti l’anno, tuttavia da diversi anni, salvo rarissimi casi, è al di sotto di questo standard – esordisce l’esponente grillino -. Quindi proprio non mi spiego perché il sindaco Sbrocca solo oggi ha preso consapevolezza che al San Timoteo abbiamo un problema. È evidente che le sue dichiarazioni sono solo un pretesto per attaccare il Movimento 5 Stelle sfruttando il fatto che il Ministro della Salute è in quota M5S. Decisamente forzato come ragionamento, visto che la sanità è materia di competenza regionale e sappiamo bene chi l’ha gestita negli ultimi cinque anni”. Vero, com’è vero anche che non essendoci un commissario alla Sanità da oltre sei mesi, per la Regione chiedere deroghe appare più difficile.

Rimandata la palla nel campo del sindaco, che è esponente del Partito Democratico esattamente come l’ex governatore e commissario ad acta Paolo Frattura, il consigliere regionale contrattacca passando dalla sanità all’urbanistica, riferendosi alla vicenda tunnel. “Capisco che il sindaco sia contrariato dai risvolti negativi che sta prendendo l’iter del progetto di riqualificazione urbana tanto amato, ma reputo infelice la sua reazione. Io non farò lo stesso sbaglio: non userò un tema così delicato per attaccare gli avversari politici; il punto nascite di Termoli è cosa troppo importante per la nostra comunità per farne teatro di attacco politico”.

valerio fontana

Quindi Fontana afferma di essere al lavoro “per salvare il reparto e garantire che lì dentro vi siano tutte le condizioni per operare in sicurezza rilanciando la nostra volontà di lavorare a tutti i livelli istituzionali. Il nostro impegno è frutto di una sensibilità che abbiamo sviluppato in anni di lavoro sul territorio e che si è meglio concretizzata proprio a seguito del nostro tour della Sanità. In occasione della visita all’ospedale San Timoteo, il primo reparto che abbiamo visitato è stato proprio quello di ginecologia, quindi conosciamo bene la situazione e la professionalità delle persone che operano al suo interno”.

Secondo il giovane politico termolese, la chiave di volta è ritrovare qualità e quindi attrattività del reparto. “Ora, come prima cosa dobbiamo lavorare affinché i termolesi ritrovino la fiducia di andare lì a far nascere i propri figli. La ‘fiducia’ nel reparto, è proprio questo il centro della questione. La stessa fiducia venuta a mancare negli ultimi anni, soprattutto quello in corso, che registra un numero di parti molto lontano dalla fatidica quota 500.

Semplicemente ora bisogna lavorare affinché le donne del Basso Molise vengano a partorire a Termoli e non scelgano di andare altrove. Per farlo bisogna avviare percorsi virtuosi che rendono attrattivo il reparto, magari come fatto a Isernia, bisogna dare garanzie ai pazienti, bisogna mettere il personale medico e sanitario in condizioni di lavorare al meglio, bisogna che il reparto sia in grado di affrontare complicanze post parto, penso a una TIN (Terapia intensiva neonatale). In una parola, deve essere attrattivo”.

Va ricordato che di recente era stata la ministra Cinque Stelle Giulia Grillo, in occasione della visita degli ispettori ministeriali, a ricordare con una lettera inviata all’Asrem che sotto i 500 parti annuali il decreto Balduzzi dispone che non possa rimanere aperto un punto nascite.

L’opinione del consigliere regionale tuttavia è che “se aumenta il numero dei parti, più competente diventa il personale quindi cresce la fiducia nel reparto e se cresce questa fiducia, cresce il numero di parti. È una logica circolare, un circolo virtuoso. Bisogna innescarlo. In quest’ottica serve anche la buona pubblicità, il passaparola positivo e quindi fanno tanto bene anche le lettere aperte delle pazienti che ringraziano pubblicamente il personale, come quella di Daniela che in quel reparto ha dato alla luce Michelle.

Non poteva certo mancare l’affondo politico. “Al contrario, fa male, malissimo al punto nascite, un sindaco (quindi una istituzione) che addirittura a mezzo stampa lo descrive come un reparto ‘alla frutta’. Un mazzata tremenda. In questo modo Sbrocca dimostra di non conoscere minimamente quali sono le delicate dinamiche che stanno dietro al lavoro di un punto nascite, ma soprattutto danneggia tutta la comunità termolese e tutti quei cittadini, me compreso, che vogliono soltanto che i propri figli nascano a Termoli”.

La buona notizia Fontana la lascia in conclusione. “Per quanto riguarda la richiesta di deroga, ricordiamo a Sbrocca che è la Regione a doverla chiedere e non noi che, indipendentemente da lui, ci stiamo interessando alla cosa da tempo, senza proclami e senza strumentalizzare politicamente un tema così importante. Ad ogni modo la salvezza del punto nascite di Termoli sarà la prima istanza che porterò sul tavolo del neo Commissario della Sanità“. Sperando che la nomina arrivi presto, possibilmente prima della paventata chiusura.

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