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Il dragaggio cambia prospettive al porto, Termoli sulla rotta delle navi da crociera foto

Potrebbe terminare entro due mesi la maxi operazione di pulizia dei fondali: 210mila metri cubi di materiale asportato, ripulito e reimmesso in acqua.

Il porto di Termoli apre al turismo delle navi da crociera e a nuove opportunità di sviluppo: è questo uno degli obiettivi inclusi all’interno dei lavori di dragaggio. Interventi iniziati a metà agosto, quando la stagione balneare si avviava a conclusione e resi necessari dai sedimenti nei fondali che non permettevano l’arrivo, e successivo attracco, delle imbarcazioni più grandi.

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Con l’assessore regionale Vincenzo Niro, il Comandante della Capitaneria di Porto di Termoli Francesco Massaro e gli ingegneri dell’azienda ‘La Dragaggi s.r.l.’ di Chioggia che si è aggiudicata l’opera, è stato presentato il workshop sullo stato del dragaggio del porto termolese. L’evento, ospitato nelle sale del Circolo della Vela giovedì 11 ottobre, ha affrontato le tecniche, le metodologie operative e le problematiche riscontrate durante le operazioni.

Due i mezzi in funzione per garantire la buona riuscita dell’opera: si tratta delle motonavi ‘Gino Cucco’ e ‘Giuseppe Cucco’, oltre al supporto tecnico del pontone ‘Dragonda’. I lavori termineranno entro fine anno, salvo condizioni meteo marine avverse: un’opera che supera i due milioni e mezzo di euro che porterà vantaggi in termini non solo di pesca ma soprattutto di turismo. “Uno degli obiettivi è proprio quello della mobilità e dei trasporti – ha affermato Niro –. Un fattore importante che vedrà Termoli protagonista del turismo internazionale, facendo da traino a tutta la Regione”.

Una mattinata condita di informazioni in cui è stata sottolineata la necessità di interventi di manutenzione ordinaria ciclica per la pulizia dei fondali:  “Le violente condizioni meteo marine degli ultimi anni stanno stravolgendo il clima – le parole di Stefano Boscolo Cucco, ingegnere e legale rappresentante della società che sta svolgendo i lavori –. Queste sono lavorazioni che vanno nell’ottica della manutenzione per evitare situazioni critiche”.

Sono passati quasi vent’anni dalle ultime operazioni: era il lontano 2000 quando l’allora amministrazione regionale firmò l’accordo per la pulizia dei fondali. Da quel momento il problema è passato in secondo piano, restando sempre al centro di un aspro dibattito tra Regione ed operatori portuali che, a più riprese, richiedevano un nuovo intervento.

Ma, stavolta, l’insabbiamento che per anni ha afflitto il porto costellando di difficoltà gli attracchi delle imbarcazioni, dovrebbe diventare solo un ricordo. La maxi autorizzazione prevede il dragaggio di ben 210mila metri cubi di materiale suddiviso in due aree: la zona A, i cui lavori sono quasi terminati, che prevede 160mila metri cubi e la B con i restanti 50mila che saranno sottoposti al processo di washing sedimentologico.

Si dragherà fino a una quota di sei metri sotto il livello del mare, spingendosi fino ad un massimo di sei metri e dieci. Tutta sabbia che sarà trasferita per il ripascimento a nord del porto, dopo che sarà lavata per eliminare la componente pelitica, riducendo il quantitativo di inquinante presente. Per fortuna non ci sono stati problemi rilevanti durante le operazioni e, già dalle prime settimane, sono state aggredite le criticità maggiori e, se le condizioni meteorologiche saranno favorevoli, entro due mesi il porto tornerà allo splendore originale.