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Gioco d’azzardo, l’Unione consumatori inizia la ‘battaglia’ tra i giovani

Il 9 novembre al liceo Scientifico di Campobasso l'incontro organizzato dall'Unione dei Consumatori del Molise. "Si tratta di un incontro rivolto ai ragazzi del quarto e del quinto anno - spiega l'avvocato Ennio Cerio - e per l'occasione saranno raccolte le firme per l'eliminazione dei bancomat dai tabacchini. Inoltre ci sarà spazio per l'informazione e la prevenzione su un tema scottante come quello della ludopatia".

In una Italia sempre più malata di gioco d’azzardo, dove un adulto su 3 gioca con le famose ‘macchinette’ almeno una volta l’anno (secondo uno studio realizzato dall’Istituto superiore di Sanità in accordo con l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli), c’è chi affronta la battaglia contro la ludopatia partendo dai giovani. C’è preoccupazione infatti che tale patologia coinvolga anche loro, la parte più fragile della società.

Nel nostro Paese, infatti, sempre secondo l’indagine dell’Istituto superiore di Sanità, giocano 700mila minorenni, di cui il 3% problematici. Questo fa capire l’importanza della iniziativa organizzata dall’Unione per la difesa dei consumatori del Molise che il 9 novembre ha organizzato al liceo Scientifico di Campobasso un incontro sull’argomento. Alla manifestazione parteciperanno il presidente dell’Unione consumatori del Molise Ennio Cerio e il segretario nazionale Dino Cimaglia.

“Si tratta di un incontro rivolto ai ragazzi del quarto e del quinto anno – spiega l’avvocato Ennio Cerio – e per l’occasione saranno raccolte le firme per l’eliminazione dei bancomat dai tabacchini. Inoltre ci sarà spazio per l’informazione e la prevenzione su un tema scottante come quello della ludopatia”.

Un’iniziativa importante nel “Molise delle slot”, dove ci sono 400mila macchinette e migliaia di giocatori abituali. L’indagine l’L’Italia delle slot’ ha fornito i numeri di questa piaga pochi mesi fa. A Campobasso, città capoluogo, 50mila abitanti e reddito medio di 20mila euro (uno dei centri più ’ricchi’) si spendono 1200 euro a testa per il gioco, che complessivamente ammontano a 60 milioni di euro. Tanto hanno messo nelle slot e nelle videolottery i campobassani nell’arco del 2016.

E poi crescono le domande di aiuto dei malati da gioco ai Sert, ai servizi sociali. Gente che non riesce più a vivere, che dilapida lo stipendio nelle macchinette che si trovano praticamente in ogni locale, bar o tabaccheria.