Emergenza pediatri in Basso Molise, stop a migrazioni in altre città. Asrem rassicura: “Soluzione vicina”
L’emergenza pediatri, derivata da una cattiva distribuzione degli specialisti nei vari distretti sanitari molisani potrebbe risolversi a breve grazie all’impegno dell’Asrem che sta già vagliando le varie opzioni.
L’emergenza pediatri di libera scelta (PLS) in Basso Molise potrebbe risolversi in breve tempo. Queste le rassicurazioni della Asrem che, tramite il suo Direttore Amministrativo, sembra aver già individuato le soluzioni tra quelle al vaglio della stessa Azienda Sanitaria e della Regione Molise.
Ma andiamo con ordine: nel distretto, attualmente, ce ne sono solo 11 in servizio per 4mila 900 bambini tra 0 e 6 anni e 7mila 300 tra 7 e 14 anni. Troppo pochi per le reali esigenze del territorio e, nello specifico, della città di Termoli. A questo si aggiunge il fatto che, nel giro di 5 o 6 anni, molti specialisti raggiungeranno il traguardo della pensione lasciando scoperti i propri pazienti, costretti a farsi seguire da un altro medico.
L’emergenza è nata qualche mese fa quando alcune neomamme si sono recate presso lo sportello della Asrem termolese per iscrivere il secondogenito od il neonato presso uno dei pediatri con sede nella cittadina bassomolisana. Lì l’amara scoperta: gli studi sono tutti pieni e, per ricevere assistenza, bisogna macinare chilometri in auto e migrare verso un’altra città.
Vane anche le speranze di attingere al cosiddetto ‘ricongiungimento familiare’, pratica che permetteva la possibilità di riunire il nucleo sotto la guida di un unico specialista. Molte di loro hanno dovuto optare per Montenero di Bisaccia, realtà dove, fino a qualche settimana fa, era ancora possibile iscrivere il proprio figlio. Qui il passato è d’obbligo, perché ormai non c’è più posto. Le liste sono in esubero anche qui.
La questione è ben nota sia ai malcapitati genitori, costretti a rivolgersi a visite private ed a pagamento o al pediatra della Asrem, sia ai medici che, a gran voce, si sono adoperati per ottenere un incontro con i vertici dell’Azienda Sanitaria per risolvere il problema.
Sul banco degli imputati è finita la mancata applicazione dell’articolo 38 dell’accordo collettivo nazionale del 5 dicembre 2005, che prevede, tra le altre, la deroga sull’aumento del massimale dei pazienti. La legge stabilisce che ogni pls possa seguire un massimo di 880 bambini, approvandola si potrebbe far salire il numero fino a 1000, come avviene in altre regioni come l’Abruzzo.
Sebbene l’aumento di questo massimale sia la scelta più veloce e pratica, la situazione non si risolverebbe del tutto: “Stiamo lavorando per approvare le deroghe – ha commentato il Direttore Amministrativo Asrem Antonio Forciniti ai microfoni di primonumero.it – Anche se il problema non si risolverebbe del tutto”.
La questione è ben più complessa e riguarda una mal distribuzione dei pediatri nella regione. Al momento la Asrem sta effettuando una ricognizione su tutto il territorio per individuare tutte le unità pediatriche presenti e riuscire a ‘spalmarle’ meglio nelle circoscrizioni. “A Campobasso c’è la situazione opposta – continua Forciniti – Ci sono più pediatri che bambini”.
La soluzione ideale sarebbe quella di spostare uno dei pls del capoluogo nel distretto del Basso Molise così da porre fine ai disagi ed alle carenze sanitarie dei bambini. “Andremo sicuramente verso questa direzione, spostando un professionista su Termoli. Aumentando il massimale ed aggiungendo un professionista l’emergenza rientrerebbe. C’è la massima attenzione al problema e la volontà di venire incontro alle giuste aspettative dei genitori”, ha concluso il Direttore Sanitario.


