Edizione bagnata per la Festa dell’uva riproposta in città dopo 40 anni di assenza

Dopo quattro decenni di assenza a Campobasso è stata riproposta la Festa dell'uva: la prima edizione non è stata fortunata perché bagnata dalla pioggia che, però, non ha spento l'entusiasmo attirando decine di persone incuriosite dai quattro carri allegorici che hanno sfilato per le vie del centro.

Una prima edizione bagnata quella della Festa dell’Uva di Campobasso, riproposta dopo 40 anni di assenza. Le strade del centro sono state invase da una brigata festosa: carri sul tema della vendemmia, abiti folcloristici, canti e balli tradizionali.

La sfilata è partita puntualissima da piazza Cuoco per poi riversarsi lungo le vie centrali fino a Corso Vittorio Emanuele dove il maltempo non ha fermato l’entusiasmo anche se ha inciso negativamente sul pubblico presente che era curioso ma non troppo numeroso.

L’iniziativa è stata organizzata dalla Polifonica Monforte, con a capo la professoressa Rosa Socci (nella foto di Katerina Barone), in collaborazione con gli assessorati alla Cultura del Comune e della Regione Molise.

Quattro i carri presenti: due di contrade campobassane (Mascione e Covatta) e altri due dei paesi vicino al capoluogo (Oratino e Matrice): sui trattori vestiti a festa con foglie e grappoli di uva, non poteva mancare il vino che è stato offerto ai passanti e accompagnato da salumi e formaggi, tutto rigorosamente locale.

L’edizione 2018 si preannuncia come la prima di una serie che la Polifonica Monforte ha intenzione di riproporre anche per gli anni a venire.