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Travolto dalla frana nel cantiere del Comune, troppe ombre dietro la morte di Carlo. Indagine per omicidio colposo

Dai soccorsi chiamati in ritardo ai Carabinieri intervenuti solo su richiesta dell'ospedale fino alla regolarità dell'intervento affidato al 56enne operaio comunale: ancora tante le domande senza risposta nella tragedia di Carlo Concettini, nella quale la Procura procede per omicidio colposo al momento contro ignoti.

La Procura del capoluogo procede per omicidio colposo sulla morte dell’operaio comunale 56enne Carlo Concettini  avvenuta il 17 settembre scorso. Al momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati ma ci sono tante domande cui gli inquirenti stanno lavorando per dare risposte chiare e certe.

L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Giuliano Schioppi. L’autopsia invece è stata eseguita da un medico legale di Benevento che ha annunciato l’esito degli esami entro i canonici novanta giorni.

Ci sono ancora tanti interrogativi a cui rispondere. I primi sono relativi ai tempi di allerta dei soccorsi. L’ambulanza del 118 infatti sarebbe arrivata sul luogo dell’incidente almeno due ore dopo i fatti e comunque soltanto dopo che – pare – a chiedere l’intervento del servizio di emergenza è stata la moglie dell’operaio che si è precipitata nella contrada.

Il 56enne, operaio comunale part-time con mansione di autista dello scuolabus del paese, quel lunedì era stato chiamato per riparare la rottura della rete idrica in zona Piana San Nicola. Da chi e in forza di quale autorizzazione? E’ il primo quesito che dovrà trovare una risposta anche alla luce dell’ipotetico coinvolgimento di terze persone, le cui responsabilità sono in fase di accertamento.

Poteva Carlo Concettini essere delegato a svolgere quel tipo di lavoro? Lui, diligente e disponibile, rigoroso e collaborativo, lavoratore infaticabile sicuramente non si sarà rifiutato, ma poteva riparare la rete idrica spaccata? Era nelle condizioni di sicurezza per calarsi in quello scavo? Da valutare anche la profondità della fossa e l’angolo di pendenza in relazione alle norme di sicurezza che stabiliscono determinati parametri per questo tipo di intervento perchè, in caso di difformità dei requisiti del cantiere si deve procedere, ai sensi di legge, con altre modalità di intervento.

Altro cono d’ombra nella dinamica: i soccorsi.

Carlo Concettini, travolto dal fango, pare sia stato tirato fuori dallo scavo dai suoi colleghi. L’uomo era cosciente ma lamentava naturalmente forti dolori.

Steso a terra avrebbe atteso che arrivasse la moglie.  Forse il fatto che fosse vigile ha rassicurato i presenti ma purtroppo l’essere cosciente in alcune circostanze non vuol dire essere fuori pericolo.

Quindi il 118 è stato sollecitato dalla povera coniuge che quando è giunta sul posto ha rapidamente percepito la gravità delle condizioni del marito. Che era steso a terra, abbiamo detto. E anche in questo caso: è stato corretto farlo? Domanda fondamentale: è stato corretto liberarlo dalla terra che gli era franata addosso senza prima rivolgersi ai medici? Oppure, anche se del tutto involontariamente, le sue condizioni sono peggiorate proprio per un intervento improprio?

Al di là delle tante supposizioni e di una ricostruzione al vaglio degli inquirenti, c’è un dato certo: Carlo Concettini era ancora cosciente quando è stato trasportato in ospedale. Al Cardarelli i medici hanno fatto il possibile per salvarlo. Trasfusioni, un intervento chirurgico ma niente da fare: il suo cuore purtroppo ha cessato di battere. E dal pronto soccorso è partita anche la prima chiamata ai carabinieri di Gambatesa. Diverse ore dopo la tragedia.

A questo punto l’Arma ha comunicato con la Procura e sono giunti sul luogo dell’incidente. Dove però, pare non abbiano trovato riscontri pratici utili. Almeno per il momento. Perché durante la corsa in ospedale si sarebbe continuato a lavorare e la scena dunque sarebbe stata irrimediabilmente ‘inquinata’.

Sul posto il sostituto procuratore – insieme ai carabinieri – avrebbe inviato anche gli ispettori dell’Asrem che forniranno a breve  le loro valutazioni al fascicolo d’indagine.