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Droga, scoperchiata la cupola molisana: affittava appartamenti per lo spaccio. 39 misure cautelari fotogallery video

Durante la notte eseguite 22 misure, 13 in carcere. Altri 17 erano stati arrestati durante le indagini dell'operazione 'Lungomare', che vede complessivamente 57 denunciati in gran parte molisani, coordinata dalla Procura della Repubblica di Campobasso e condotta dal Nucleo investigativo - Reparto Operativo del Comando provinciale Carabinieri di Campobasso. Il sodalizio criminale che operava in Molise e si riforniva a San Severo smerciava eroina e cocaina. Sono accusati di associazione a delinquere.

La droga – eroina e cocaina soprattutto – arrivava da San Severo e veniva rivenduta in Molise. La ‘cupola’ che gestiva il traffico illecito e accusata di associazione a delinquere è stata smantellata durante il blitz scattato all’alba, quando sono state effettuate 51 perquisizioni con l’impiego di 200 carabinieri, 11 unità cinofile di Carabinieri e di Guardia di Finanza. 

Durante la scorsa notte sono state eseguite 22 misure: 13 persone finite in carcere, tre sono ai domiciliari. Altri 17 erano stati già arrestati durante le indagini.  Inoltre, è stato disposto l’obbligo di dimora in Molise per quattro, per altri due è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Complessivamente ci sono 59 indagati, in gran parte molisani. 

Questi i numeri dell’operazione ‘Lungomare’ coordinata dalla Procura della Repubblica di Campobasso e condotta dal Nucleo investigativo – Reparto Operativo del Comando provinciale Carabinieri di Campobasso.

Operazione Lungomare blitz all'alba

I dettagli sono stati illustrati questa mattina – 30 ottobre – nella conferenza stampa a cui hanno partecipato i massimi esponenti della Procura di Campobasso Guido Rispoli e Nicola D’Angelo, il comandante provinciale dei Carabinieri, il tenente colonnello Emanuele Gaeta.

Presenti anche il questore Mario Caggegi e i vertici della Guardia di Finanza. Per l occasione è arrivato da Chieti anche il generale Carlo Cerrina, comandante della Legione Carabinieri Abruzzo Molise.

“Abbiamo scoperto modalità di spaccio in Molise che non pensavo di trovare”, le parole del procuratore generale della Corte di Appello di Campobasso Guido Rispoli. E la maxi operazione è stata possibile “anche grazie ai sei nuovi sostituti procuratori” che hanno rinforzato gli organici e consentito di mettere tutte le tessere al loro posto, ricostruendo le attività di quello che è stato definito “un pericoloso sodalizio criminale composto da pregiudicati molisani e sanseveresi che si avvaleva del supporto di esponenti della criminalità organizzata foggiana per il rifornimento di sostanza stupefacente”. 

arresti cupola

I pusher si rifornivano in provincia di Foggia e a San Severo in particolare, la piazza di spaccio più vicina al Molise. Poi smerciavano hashish, eroina e cocaina in appartamenti affittati tra Campomarino (snodo nevralgico per il traffico di droga dalla Puglia) e aperti 24 ore su 24.

I malviventi avevano pensato ad ogni più piccolo dettaglio: utilizzavano appositi cellulari e parlavano ‘in codice’. La droga veniva definita in modi diversi. Per esempio, con il nome Nicola si indicava l’eroina, con il nome Michele si indicava la cocaina. Un linguaggio convenzionale veniva utilizzato pure in alcune delle case utilizzate come ‘base’: non c’era il nome e il cognome della persona, ma quello in codice della droga. Ad esempio, se si trovava il nome ‘Ciro’, era sicuro di poter trovare un rifornimento h24.

Un quadro ricostruito mediante pedinamenti, l’osservazione dei movimenti dei pregiudicati e le perquisizioni.

Nicola D'Angelo Procura Campobasso

C’è un dato che D’Angelo ha sottolineato parlando dell’operazione di oggi: il numero degli arresti. “Il piano inclinato in cui si trova il Molise o si raddrizza oppure è finita. Abbiamo perso”. Perchè? “I maltrattamenti sono legati alla droga. Stessa cosa le rapine e l’usura”. C’è un altro aspetto negativo: “Sono stati arrestati molisani e pugliesi. A San Severo stanotte sono state condotte 20 perquisizioni: è lì che si stanno concentrando i rifornimenti dei tossicodipendenti del Molise. Quello di oggi è il primo segnale di altri che arriveranno in tempi brevi”.

Tra Molise e Puglia c’è “un commercio fiorente, anche se la strategia è cambiata”, ha evidenziato il colonnello Gaeta.

Per ricostruire quello che avveniva tra il Basso Molise e il capoluogo di regione è stata fondamentale la testimonianza degli stessi assuntori. Ogni giorno c’era un via vai di tossicodipendenti: almeno 30 i consumatori abituali individuati dalle forze dell’ordine. Con noi hanno collaboratori i tossici, segno che il Molise è ancora una regione libera e non ostaggio dell’omertà“, ha puntualizzato il procuratore Nicola D’Angelo. La Procura ha lanciato un’offensiva contro lo spaccio di droga. Ieri il convegno con 450 ragazzi, oggi con gli arresti è stata vinta una battaglia importante, anche se il percorso è ancora lungo.