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Decreto dignità, la Uil: “Il Molise si sostiene sui precari, abbiamo bisogno di lavoro vero”

La Uil Molise da un lato critica il Decreto dignità e il reddito di cittadinanza: "Abbiamo bisogno di lavoro vero e non di una paghetta", e dall'altro attacca il Governo regionale: "Sino ad oggi nessun atto concreto per creare nuovi posti di lavoro". Per Tecla Boccardo il Molise è una: "Regione che si sostiene sui precari"

Il Molise, i molisani e tutto il sud “non hanno bisogno di una paghetta ma di un lavoro vero che dia loro dignità”. Questo è il grido di battaglia lanciato dalla Uil Molise ieri pomeriggio, mercoledì 10 ottobre, dall’auditorium dell’Istituto Alberghiero “Federico di Svevia” di Termoli. Quello svoltosi ieri è stato il primo di una serie di incontri che la Uil farà sul territorio regionale e nazionale con l’obiettivo di informare quante più persone possibili sulle novità introdotte dal Decreto dignità e, allo stesso tempo, quello di creare un documento condiviso in cui emergano “le criticità e le possibili soluzioni al provvedimento del Governo”.

A fare gli onori di casa la Segretaria Generale della Uil Molise, Tecla Boccardo. Con lei, al tavolo dei relatori, Antonella Pirastu, responsabile delle politiche attive e passive della Uil, e Ivana Veronese, Segretaria Confederale della Uil.

Uil Molise

Il lavoro è dignità perché “è il lavoro che può ridare dignità alle persone e non un decreto”. Tecla Boccardo entra dritto nel merito nella sua relazione introduttiva dinanzi ai delegati che hanno riempito la sala dell’Istituto alberghiero. “Noi siamo un sindacato che non ha governi amici o nemici contro cui lottare a prescindere – dichiara la Segretaria -. La Uil è il sindacato dei cittadini ed entra nel merito delle questioni”. Nel 2017 hanno abbassato la saracinesca “1017 piccole aziende: artigiani, commercianti e piccole partita Iva” afferma la Boccardo.

Il Molise è diventata una “regione precaria dove il lavoro a somministrazione rappresenta solo un terzo del vero precariato che c’è.  – spiega la Boccardo – Qui abbiamo lavoratori che per un posto di lavoro sono costretti ad accettare forme contrattuali più assurde specie nelle cooperative, le quali creano un forte danno contrattuale e generano grossi problemi ai lavoratori che si vedono privati dei loro diritti”.

Uil Molise

Al centro del dibattito c’è il Decreto dignità e per la Boccardo è il lavoro “che porta dignità non un decreto”, e rispetto al lavoro che non c’è attacca l’attuale Governo regionale: “Non abbiamo ancora visto nessuna azione concreta fatta dal Consiglio regionale per la creazione di nuovi posti di lavoro”. Viceversa negli anni “abbiamo visto bruciare tante risorse e il Molise, oggi, è l’unica regione del sud che non ha ancora agganciato la ripresa. Il Molise è una regione che si sostiene sui precari”.

Infine lancia la sua ricetta per la ripresa economica. “Siamo convinti anche che bisogna scoraggiare la precarietà sul lavoro, ma conveniamo che tale obiettivo si può ottenere con un mix di misure semplici ma efficaci: rendendo strutturale nel tempo la riduzione del costo del lavoro sui contratti a tempo indeterminato; aumentando contestualmente il costo dei contratti a termine (tutti) che sarebbe buona cosa destinare direttamente ai lavoratori quale ‘compenso’ per situazioni lavorative discontinue e temporanee”.

Uil Molise

Per Antonella Pirastu, responsabile delle politiche attive e passive della Uil, il vero problema risiede nell’interpretazione giuridica della nuova manovra economica. “Quello che servirebbe è una circolare interpretativa da parte del Governo – spiega – perché da un punto di vista giuridico ci sono diverse interpretazioni che creano confusione ai lavoratori, alle aziende e anche a noi sindacalisti. Questo facilita i licenziamenti piuttosto che i rinnovi contrattuali”.  

A chiudere i lavori Ivana Veronese, Segretaria Confederale della Uil. Per la dirigente sindacale la manovra è priva di quegli strumenti che possano permettere lo sviluppo del Paese. “Mancano investimenti per le infrastrutture, fondi per il lavoro dei giovani per le donne” afferma la Segretaria.  L’intento della Uil è quello di fare degli incontri a tema dove emergano “criticità e soluzioni da scrivere e condividere in un documento che verrà poi condiviso in assemblee unitarie in tutta Italia – spiega la Veronese – perché sia patrimonio comune delle nostre lavoratrici e lavoratori per poi presentarlo al Governo come richieste delle organizzazioni sindacali”.

Ivana Veronese Uil

Ciò che davvero non è piaciuto del Decreto dignità è stato il “non confronto con le organizzazioni sindacali prima che venisse approvato”. Ora la Uil sta “cercando di evidenziare al Governo che ci sono delle criticità e c’è il rischio che questa volontà di bloccare il precariato si trasformi in una sorta di turn over dei precari ogni 24 mesi”.

“Crediamo che la concertazione sia ancora una buona prassi da perseguire per il bene del nostro sistema produttivo ed occupazionale – conclude Ivana Veronese -. Riteniamo che le novità introdotte non saranno, da sole, sufficienti a scardinare quella cattiva flessibilità che prima di celarsi negli abusi ed usi distorti delle due tipologie contrattuali che si intendono correggere, si annidano in altre forme di lavoro non governate e non regolamentate dalla contrattazione collettiva dove continua ad essere troppo labile il confine tra autonomia e subordinazione (lavori su e attraverso piattaforme digitali, collaborazioni) e tra istituti non contrattuali e contratti subordinati (come nel caso dei tirocini extracurriculari). Il tutto a scapito delle tutele e dei diritti della parte più debole del rapporto di lavoro”.