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Corecom, Talucci si difende: “Io incompatibile? Assolutamente no. Scelto per il mio curriculum”

Fabio Talucci, numero uno del Corecom, recentemente nominato dal presidente del Consiglio regionale, rispedisce al mittente le accuse di incompatibilità col suo ruolo di garante delle comunicazioni: "Aver querelato un giornale non mi rende incompatibile". Affiancato da due avvocati e da nessun giornalista spiega: "Non ho selezionato io i curriculum ma ho esperienza perché quando ero assessore in Provincia avevo anche la delega al sistema informativo".

Incompatibile col ruolo di presidente del Corecom per aver querelato un giornale? “Secondo me no”. Inconferibile per la presenza nella passata giunta provinciale? “E perché mai se ho terminato l’incarico più di due anni fa?”. Nomina inopportuna perché non essere giornalista, così come gli altri due componenti del Comitato? “Non l’ho deciso io, ma sopperiremo a questa carenza con le mie competenze”.

Fabio Talucci, neo presidente del Comitato regionale per le Comunicazioni, un organismo di garanzia e consulenza per la Regione Molise con funzioni di controllo sul sistema delle comunicazioni in ambito regionale, rispedisce al mittente tutte le accuse che gli sono piovute addosso in queste settimane. Da quando, cioè, il presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone, sostituendosi ai poteri dell’assise di via IV Novembre, ha voluto alla guida del Corecom il consulente commercialista di Petacciato.

Oggi pomeriggio a Palazzo D’Aimmo Talucci ha presentato la squadra dopo la loro prima assemblea: Nicola Lavanga sarà il vice presidente mentre Angela Catalano, avvocato anche lei come il primo ma termolese, sarà la quota rosa “perché le donne hanno più sensibilità verso certe materie e sono certo che sarà l’interfaccia ideale rispetto a un vecchio tecnico come me”.

“Un tecnico e non un politico”: così si descrive Talucci il quale, in realtà, con la politica ci va a braccetto da anni: è stato assessore all’Urbanistica del Comune di Petacciato dal 2007 al 2012 e vicepresidente della Provincia di Campobasso dal 2011 al 2016. A Palazzo Magno ha fatto l’assessore al Bilancio, per tre anni è stato anche vicepresidente di Ali-Comuni Molisani e sempre in Provincia sotto la presidenza di Rosario De Matteis, delegato al Sistema informativo.

Proprio questa esperienza avrebbe convinto Micone a selezionare Talucci tra i vari curriculum inviati alla Presidenza del Consiglio che il 3 ottobre ha designato i membri del Comitato assieme a tutta un’altra serie di  designazioni negli organi di amministrazione attiva, consultiva e di controllo della Regione di competenza dell’assemblea legislativa.

Prematuro parlare già di progetti per il futuro considerando che il Corecom si è riunito oggi per la prima volta. “Tra i primi provvedimenti che abbiamo esaminato – ha detto Talucci – anche il ricorso al Tar da parte di una cooperativa editoriale esclusa dai contributi pubblici all’editoria”.

Si tratta di una delle tante competenze del Corecom che è chiamato a esaminare i requisiti di accesso ai benefici economici per le varie testate giornalistiche, online e del sistema radiotelevisivo.

Ecco perché – tra le altre cose – la garanzia di assoluta imparzialità del presidente e degli altri due membri va assolutamente perseguita. Ma se quello stesso presidente ha un contenzioso in corso con un giornale locale è in grado di assicurare quel requisito di indipendenza preteso dal legislatore e inserito come principio cardine per la scelta dei componenti del Comitato? Secondo la Federazione nazionale della stampa no.

Per il sindacato molisano “se un componente nominato del Corecom ha un contenzioso giudiziario con una testata giornalistica questo lo pone in una situazione di ovvia incompatibilità. E’ come se un commissario – diceva qualche giorno fa il presidente di Assostampa Giuseppe Di Pietro – avesse un contenzioso con un operatore telefonico e poi debba fare la conciliazione o l’arbitrato con un utente: è un fattore oggettivo ostativo di incompatibilità”.

Non per Talucci il quale si è detto convinto del contrario “perché è come se il presidente del consiglio dei ministri, che si occupa di decidere insieme al ministro delle comunicazioni sull’assegnazione delle emittenze televisive (forse Talucci intendeva dire radiofrequenze, ndr) non potesse querelare il Corriere della Sera”. Esempi a parte, secondo la Fnsi permane incompatibilità e si sta valutando anche un ricorso.

Sulle reazioni negative da parte dell’Ordine dei giornalisti e del sindacato il relazione all’assenza di un giornalista nel Corecom il presidente Talucci ha spiegato: “Mi avrebbe fatto piacere ma non sono io che ho selezionato i curricula, anzi, non so neppure chi, oltre a noi tre, ha partecipato. Il mio è questo – ha detto mostrandolo durante la conferenza stampa – evidentemente il legislatore (cioè il presidente del Consiglio regionale Micone che non viene mai chiamato per nome nonostante la loro sia un’amicizia di lungo corso, ndr) ha ritenuto soddisfacente l’esame delle nostre esperienze anche se non siamo giornalisti. Ma cercheremo di sopperire a questa carenza con le mie competenze acquisite in materia di comunicazioni, con quelle dei due avvocati Lavanga e Catalano e con l’interazione con la vostra categoria con la quale mi auguro di poter avere uno scambio proficuo”.