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Caos bando dirigente, Di Michele accusa: “È un imbroglio, porterò le carte in Procura”

Nik Di Michele accusa l'Amministrazione comunale di aver imbrogliato in merito alla stesura del regolamento del bando pubblico per l'assunzione di un dirigente comunale nel settore finanze. "Lo hanno fatto per favorire l'attuale dirigente". La diretta interessata si difende: "Ho tutti i requisiti per partecipare"

“Tutto questo concorso è un imbroglio, ed io l’ho scoperto”. Nick Di Michele, consigliere comunale di minoranza del Movimento 5 stelle, carte alla mano attacca la maggioranza comunale in merito al bando pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato e pieno di un dirigente nel settore finanze. Un imbroglio che secondo Di Michele dovrebbe: “favorire l’assunzione di un uomo/donna a loro gradito”.

Non una svista, non un errore di battitura o un refuso dovuto alla distrazione ma, per il grillino, un vero “imbroglio” che risiederebbe nei requisiti richiesti per poter partecipare al bando pubblico. Nella conferenza stampa di venerdì 5 ottobre, Di Michele fa notare di come nella domanda di partecipazione venga esplicitamente richiesto: “di non aver riportato condanne penali né avere procedimenti penali in corso”; mentre nel regolamento del bando “sparisce la frase “procedimenti penali in corso lasciando solo il non aver riportato condanne penali anche con sentenza non passata in giudicato (cioè non definitive, ndr)”. Perché, si chiede il grillino?

nik di michele

Presto detto: secondo Di Michele la discordanza tra la domanda e il bando sarebbe stata fatta per favorire “l’attuale Dirigente al settore finanze del comune di Termoli, la dottoressa Carmela Cravero”.  Nulla di personale, si affretta a dire il consigliere, ma “bisogna dire basta a questa Amministrazione che imbroglia”. Una denuncia forte che verrà trasmessa anche alla Procura della Repubblica in quanto “la dirigente in questione – continua Di Michele – non potrebbe partecipare al concorso in quanto ha un procedimento penale in corso, e io voglio vederci chiaro”.

Il Consigliere Di Michele, durante la conferenza stampa, ha consegnato a tutti i presenti il decreto di citazione in giudizio della Procura della repubblica di Larino che vede Carmela Cravero imputata in un procedimento penale.

Al netto delle “verità” del consigliere bisogna evidenziare che, a norma di regolamento, per l’ammissione o meno al concorso, vale quanto scritto nel bando e non quanto scritto nella domanda di partecipazione, semplice autocertificazione del concorrente.  La dottoressa Carmela Cravero, da parte sua, conferma di aver partecipato al concorso, i cui termini di partecipazione sono scaduti lo scorso 30 settembre, rispettando quanto scritto all’interno del regolamento del bando. Di avere i requisiti, da suo punto di vista, per ricoprire l’incarico: “ho presentato la domanda corredandola dei titoli in mio possesso – dichiara la Dirigente comunale -. Non ho mai compilato il modulo prestampato che il consigliere Di Michele sostiene essere vincolante”. Un modulo che evidentemente non è obbligatorio, a differenza del bando pubblico e il regolamento che lo norma. L’unico scritto sul quale ogni concorrente può essere ammesso o escluso dal concorso. In pratica: il bando in questione non vieta che i candidati abbiano procedimenti penali in corso, e di conseguenza Carmela Cravero non ha commesso alcun falso.