Autumn in Molise: l’incanto nel video di Manuel Bove, che racconta una terra bellissima, ma…

Sfumature di arancio e oro, rosso vinaccia mischiato al verde profondo come l’olio nuovo. Alberi che si spogliano al limitare di boschi fitti, ripresi in volo sfiorando le cime dei monti avvolte dalla foschia, mentre sotto si stendono tappeti morbidi, strade come serpenti incantati e animali in libertà. E’ il Molise di Manuel Bove, giovane videomaker di Termoli che qualche anno fa ha lasciato questo territorio per Milano, dove ha potuto trasformare la sua passione in un lavoro.

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Termolese, dunque. Eppure innamorato anche della montagna, di quella parte sorprendentemente bella che evoca la Svizzera o l’Austria e che invece è il cuore semisconosciuto d’Italia, un fazzolettino di terra che “non esiste” anche se restituisce colori ed emozioni paesaggisticamente incantevoli.

Il racconto del Molise meno noto e scontato in una manciata di secondi, in un video naturalistico e genuino, scevro da filtri e altre “raffinatezze” tecnologiche, girato lo scorso anno nel mese di ottobre sulla strada che va da San Massimo a Roccamandolfi arrivando a Campitello Matese.
Questione di “amore” al di fuori dei campanilismi e della retorica di chi è certo che basti uno scorcio di trabucco al tramonto per diventare la Costiera Amalfitana.

Questione, anche, di sensibilità: Manuel Bove è tra quei molisani che per diletto, senza interesse alcuno, immortala il Molise bello ma anche frustrato dalla poca attenzione che i molisani, per primi, prestano alla loro regione. “Sono felice di poter raccontare con i miei mezzi espressivi una terra che mi piace – confida – e che anche grazie a questi piccoli assaggi può contare su un riscontro di visibilità. Spero che serva a far piacere il Molise ai molisani”.

Già. Scontato – ce lo insegnano la storia, l’economia – che questa terra non si sa vendere e non sa far fruttare i suoi tesori come hanno fatto tanti altri territori, magari molto meno belli. Problemi di mentalità e cultura. Di turisti considerati polli da spennare. Di spirito di impresa sottoterra. Di natura maltrattata. Perché la verità è che la bellezza, da sola, non basta.

Il risultato dell’inerzia è che la migliore forma di pubblicità forse degli ultimi anni è il tormentone del Molise che non esiste, immaginato e rilanciato da altri. Che funziona solo finchè c’è qualcuno che vuole venire a vederlo. E in questo caso, va da sé, oltre ai video pure meravigliosi di Manuel Bove (e altri artisti della fotografia) entrano in gioco i molisani.