Il Pd avvia il post-Fanelli: primarie il 16 dicembre per scegliere il nuovo leader

Il segretario regionale sarà scelto tramite le primarie del 16 dicembre: entro il 12 novembre la presentazione delle candidature. E' la decisione presa al termine dell'assemblea regionale, alle 21 e 30 circa, che si è svolta questa sera, 8 ottobre, a Isernia. Le diplomazie sono già al lavoro per fare sintesi tra i vari nomi che già girano negli ambienti politici, come quelli di Vittorino Facciolla, Laura Venittelli e Carlo Veneziale. Ma potrebbe essere delle partita anche un esponente della società civile come l'avvocato Nicola Scapillati o un rappresentante della corrente 'rutiana'.

Il nuovo leader del Pd si conoscerà il 16 dicembre, quando si svolgeranno le primarie per scegliere la persona che prenderà il timone lasciato all’indomani delle Politiche da Micaela Fanelli. Il Pd Molise insomma anticipa il partito nazionale, che ancora non ha definito la data delle consultazioni popolari per scegliere il post Renzi.

La proposta del coordinamento regionale ed esposta da Franco Capone viene approvata alla fine dell’assemblea, il primo importante appuntamento per i democratici che si ritrovano a Isernia dopo le macerie causate dal crollo elettorale. Il Pd è calato al 17% dei consensi, ha perso il governo del Paese il 4 marzo e della Regione Molise il 22 aprile.

Il rischio di una batosta anche alle prossime elezioni – Europee e Amministrative di maggio – rende necessario l’avvio di un nuovo corso.

Dalle ore 10 dell’11 novembre alle ore 20 del 12 novembre sarà possibile presentare le candidature per le primarie. I nomi degli aspiranti leader del Pd già stanno circolando negli ambienti politici: gli ex assessori Vittorino Facciolla (che alle Regionali ha preso oltre 4mila voti) e Carlo Veneziale (candidato presidente alle elezioni di aprile), l’ex onorevole Laura Venittelli. Ma ci potrebbe essere qualche sorpresa: la candidatura di esponenti della società civile come l’avvocato Nicola Scapillati. E potrebbe esprimere un proprio candidato pure la corrente che fa riferimento a Roberto Ruta, scomparso dalla scena politica.

C’è chi, come la stessa ex parlamentare termolese, ha già un’idea: “Il segretario non deve essere qualcuno che ha già un incarico istituzionale”. Se così fosse, dalla partita sarebbe escluso proprio Facciolla.

Intanto le diplomazie sono al lavoro. Perché trovare un candidato unitario, che possa mettere insieme le varie correnti del Pd, è l’obiettivo numero uno ma la missione appare impossibile. Almeno a parole, la volontà è suggellare finalmente la pace dopo la guerra interna degli ultimi anni, culminati con l’addio di alcuni esponenti come Danilo Leva (approdato a Leu) o la realizzazione di altri movimenti ed esperienze politiche. L’Ulivo 2.0 – diventato poi Molise 2.0 – fondato da Roberto Ruta è l’esempio più emblematico.

L’analisi degli errori tiene banco durante l’assemblea, alla quale non partecipano – per via di alcuni impegni – né la segretaria uscente Micaela Fanelli né il sindaco di Campobasso Antonio Battista.

A coordinare i lavori sono Laura Venittelli e Lorenzo Coia, mentre nel parterre si notano – tra gli altri – i volti di Bibiana Chierchia, Maria Teresa d’Achille, Nicola Messere, Carlo Veneziale, Vittorino Facciolla, Antonio Pardo D’Alete, Giose Trivisonno, Giovanni Di Vita. E poi dal basso Molise arrivano pure Oscar Scurti e il segretario della Federazione basso Molise Pasquale Marcantonio.

Sul tavolo le varie proposte. Come quella di Messere: “Troviamo una unità sul progetto, poi pensiamo al leader. C’è gente che vuole chiede del Pd, che vuole sapere cosa faremo”.

Invece per Coia “è importante recuperare un rapporto con gli elettori perché di errori ne abbiamo commessi tanti”. E coraggiosamente infrange una sorta di tabù: torna a parlare dell’ex governo Frattura. A cui non risparmia critiche perché, dice, l’ex governatore che “si era allontanato troppo dai cittadini”. Feroce pure il giudizio sul duo Ruta-Leva: “Leva è il padre delle disgrazie di questo Pd, ha pensato solo ad essere eletto”. E ancora: “Non si vince prendendo Scarabeo o Patriciello. Chi pensa di salire sul tram andasse da qualche altra parte”.

Il più atteso probabilmente era Facciolla, che ha dato la sua disponibilità a candidarsi alla segreteria. Ma, sottolinea, “dobbiamo ritornare sul territorio, dobbiamo dare agli elettori la speranza che possiamo ripartire con un segretario forte e un partito forte”.

Nel mea culpa generale c’è chi accusa il partito di non avere avuto la schiena dritta rispetto al governo regionale, di aver mancato di autonomia. “Tutto è cominciato dal 4 dicembre“, aggiunge la Chierchia riferendosi al referendum voluto da Matteo Renzi. “Ci siamo fatti trascinare in errori che ci hanno fatto male, ma ora con il coordinamento stiamo facendo un’esperienza in controtendenza rispetto ad un partito nazionale che non sembra ancora unito e coeso. Noi nel Molise, con il coordinamento, stiamo sperimentando un importante laboratorio politico di confronto e decisione”.

Infine, alcuni vedrebbero di buon occhio la candidatura di Carlo Veneziale che quando prende la parola scandisce le caratteristiche del prossimo leader del Pd molisano: “Umiltà, voglia di fare, consapevolezza, appartenenza e prospettiva rispetto alla fase che abbiamo di fronte”.

Pur nella diversità di vedute, tra i democratici c’è consapevolezza di essere rimasti l’unico punto di riferimento di un centrosinistra allo sfascio in Molise e in Italia, dove le sirene del centrodestra – o meglio della Lega – suonano più forti che mai. Ma i pilastri su cui fondare la nuova ‘casa’ mettendo da parte ruggini e litigi sembrano ancora troppo fragili.