75 anni fa gli alleati sbarcavano a Termoli e la liberavano dai nazisti. Il ricordo nelle parole di Carlo Cappella fotogallery

La ricostruzione di Oscar De Lena nel giorno del 75esimo anniversario dell'arrivo degli inglesi durante la seconda guerra mondiale

Ricorrono oggi i 75 anni dello sbarco alleato a Termoli. Il presidente dell’Archeoclub locale, Oscar De Lena, ha voluto condividere coi lettori la ricostruzione di quelle ore drammatiche.

“Nelle prime ore del 3 ottobre 1943  Commandos alleati sbarcano presso Termoli e si impadroniscono del porto e della città: immediatamente si affianca loro la 75° divisione inglese che, portandosi verso nord lungo la costa, stabilisce una testa di ponte oltre il fiume Biferno.

Nei diari di guerra degli inglesi quella notte veniva descritta come una notte “nera come la pece” …pioveva forte e nessuno si aspettava che alcuni mezzi militari partiti 27 ore prima dal porto di Manfredonia potessero arrivare proprio in quella notte. Il sergente Jock Campbell fu uno dei primi a mettere i piedi sulla spiaggia di Termoli”.

Quindi Oscar De Lena lascia il racconto alle parole di Carlo Cappella.

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“La notte del primo ottobre – così Cappella – i tedeschi minarono il cavalcavia ferroviario e gli scambi, che furono disinnescati la notte stessa dal ferroviere Giuseppe Ciavatta, ex-tenente del Genio della guerra del 1915-18.

Un altro ferroviere, Luigi Nardini, fungeva da interprete con i tedeschi, riuscendo a far ottenere alla stazione ferroviaria razioni di riso e farina.

Lo sbarco avvenne il 3 ottobre 1943 alle 2.45. Ero all’epoca telegrafista presso la stazione ferroviaria di Termoli. Sull’aiuola del piazzale esterno vidi sette morti (4 tedeschi e 3 ufficiali inglesi. Altri 27 tedeschi, che dimoravano presso l’Hotel Corona, vennero fatti prigionieri.

La guarnigione tedesca venne certamente presa di sorpresa, in quanto alcune ore prima avevano lasciato la stazione quasi tutti ubriachi. Il giorno successivo iniziarono i cannoneggiamenti tra le corvettte inglesi fuori della strada del porto e i tedeschi che avevano piazzato i loro pezzi su un colle dietro il cimitero.

I tedeschi, sparando contro le navi inglesi, colpirono il paese. Una bomba colpì, in Via F.lli Brigida, la casa dei Casolino, allora fabbrica di acque gasate e pastificio, causando due morti. Un’altra  bomba colpì l’edificio scolastico “Principe di Piemonte”. Un’altra ancora investì un camion inglese nei pressi della Villa Comunale (ora sede del Municipio), causando la morte di 21 inglesi e 3 civili, della famiglia Smargiassi. Altri due morti si ebbero vicino alla palazzina dei ferrovieri (Viale Trieste), a causa di uno spezzone di aereo precipitato.

Altre sei morti tedeschi erano nei pressi dell’attuale Banco di Napoli; altri tre vicino al cancello d’ingresso del palazzo Graziani, in via Nazionale. Qui sostava un camion tedesco che trasportava una pedalina tipografica per stampare monete.

L’ospedale civile ai trovava nella scuola Elementare “Principe di Piemonte”, il campo cucina nel seminario, gli uffici militari col Maggiore di città, in punti diversi: casa Manfredo Chimisso e Tommaso Campolieti, in via XX Settembre e casa Giulio D’Andrea in via Borgo.

La villa Agostimelli (oggi Cariello) ospitò gli altri ufficiali. I morti civili ed inglesi furono sepolti dapprima nella villa Comunale; dopo due mesi furono rimossi. La zona fu recintata e disinfettata”.

De Lena conclude con un auspicio. “Ci auguriamo tutti che episodi del genere non avvengano più e che la pace tra i popoli possa durare in eterno”.

In un video, che è possibile rivedere qui, Oscar De Lena ricostruisce e racconta quell’avvenimento.

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