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Zuccherificio, via ai lavori di smantellamento dell’impianto. Sindacati in Regione per sostegno al reddito foto

I lavori di smantellamento agli impianti e ai macchinari all'ex zuccherificio del Molise sono iniziati, rimarranno solo le palazzine e i capannoni. "E' un pezzo di storia che muore" dichiara un ex operaio. Intanto i sindacati chiedono alla Regione ammortizzatori sociali a favore degli ex operai.

I lavori di smantellamento degli impianti e dei macchinari di quello che era lo Zuccherificio del Molise sono iniziati: da una decina di giorni a questa parte gli operai della Bm Rottami di Verona, azienda che si è aggiudicata i beni mobili della fabbrica battuti all’asta “senza incanto” nel febbraio dello scorso anno, hanno preso il posto delle maestranze. Niente barbabietola da scaricare, niente zucchero da produrre ma solo tanti bulloni da svitare e attrezzatura da smontare, impacchettare e rivendere al migliore acquirente.

La scritta “Zuccherificio del Molise” posta sul silos è stata rimossa già da molto tempo. Ora, invece, a dominare la scena di quello che era lo stabilimento saccarifero molisano, l’ultimo del mezzogiorno d’Italia, è la gru della Bm Rottami di Verona, azienda che si occupa di commerciare, stoccare e smaltire rottami oltre alla demolizione di fabbricati, impianti industriali e navali.

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Lo stabilimento è diventato un cantiere a cielo aperto ed è presidiato da uomini della sicurezza che ne impediscono l’accesso. Per accedervi bisogna fare una richiesta direttamente al Tribunale di Larino oltre che all’azienda veronese. A cominciare dal piazzale, dove sono posti i nastri trasportatori, sino dentro i vari capannoni, dove si svolgevano le varie fasi di trasformazione della barbabietola da zucchero, passando per le officine e il reparto caldaie, gli operai della Bm Rottami lavorano a giorni alterni allo smantellamento degli impianti e delle varie attrezzature. Materiale che sarà rimesso sul mercato e venduto al miglior acquirente. Saranno risparmiati solo lo scheletro dei capannoni e le palazzine degli uffici: questi saranno venduti in un secondo momento.  “Questo è il momento peggiore di tutta la tragica storia degli ultimi anni dello stabilimento – confessa Gianluca, uno degli ex operai -. Vedere smantellata la propria storia lavorativa fa davvero male”. “Questa è un’industria che ha contribuito alla crescita di questo territorio – continua – vederla chiusa e vuota è come ricevere una pugnalata al cuore”. 

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Eppure nonostante il dolore e il rammarico per aver perso il posto di lavoro, Gianluca riesce a trovare il modo di sorridere e di rincuorarsi. “L’unica cosa che mi consola è sapere che i nostri impianti, i nostri macchinari continueranno a lavorare e a fare la fortuna di altre aziende”. Un po’ come i familiari di una vittima quando donano gli organi a chi ne ha bisogno.

Nel mentre si sta compiendo questa donazione di “organi industriali”, l’Assessore regionale al lavoro Luigi Mazzuto ha incontrato i rappresentanti sindacali territoriali di categoria dei lavoratori dell’ex Zuccherificio del Molise spa. L’incontro, avvenuto venerdì 7 settembre, era stato sollecitato e voluto da questi ultimi al fine di condividere possibili percorsi di rilancio produttivo della filiera saccarifera oltre alla richiesta di individuare percorsi di sostegno al reddito a favore dei lavoratori espulsi dal processo produttivo.

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Mazzuto, oltre a garantire il pieno impegno del Presidente Donato Toma e della Giunta Regionale a ricercare “ogni utile interlocuzione con il Governo per individuare percorsi normativi utili a garantire un reddito dignitoso ai lavoratori”, ha delineato l’attuale situazione individuando come prima soluzione l’adesione dei lavoratori stessi “al bando di lavori di pubblica utilità, recentemente approvato dalla Giunta Regionale e rivolto alle amministrazioni pubbliche del territorio regionale”.