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Tregua sul trasporto: il terminal riapre. Corse garantite da giovedì per 10mila pendolari

Dopo l'incontro che questa mattina si è svolto a palazzo Vitale, Regione Molise e Comune di Campobasso hanno trovato l'intesa ed evitato la soppressione delle linee da e per il terminal di via Vico e che collegano all'ospedale Cardarelli. Da giovedì 13 settembre, dunque, le corse saranno garantite regolarmente.

Possono tirare un sospiro di sollievo i 10mila pendolari che ogni giorno arrivano a Campobasso: le corse che partono da via Vico e conducono al centro della città, nelle scuole e all’ospedale ‘Cardarelli’ saranno ripristinate dal 13 settembre, ossia quando l’attività didattica riprenderà regolarmente dopo la pausa estiva e migliaia di studenti arriveranno dai paesi della provincia.

Dopo settimane ad alta tensione, con 37 sindaci che si sono ribellati alla decisione del Comune di Campobasso di tagliare le linee per mancanza di risorse, il terminal riapre. O meglio, il servizio di trasporto urbano sarà garantito appieno.

E’ stato però prima necessario un confronto tra il governo regionale e quello cittadino. Ieri sera, 10 settembre, la telefonata tra il governatore Donato Toma e il sindaco di Campobasso Antonio Battista: “Ci vediamo alle 10 in Regione per risolvere questa vicenda”.

A palazzo Vitale la trattativa si sblocca, come conferma il comunicato stampa diramato alle redazioni giornalistiche poco prima delle 12 e 30.

Proficuo incontro questa mattina – si legge nella nota – presso la Giunta regionale tra il presidente della Regione Donato Toma, il sindaco di Campobasso Antonio Battista l’assessore regionale Vincenzo Niro e l’assessore di Palazzo San Giorgio Francesco De Bernardo. Il vertice si è concluso con l’impegno delle parti a trovare la soluzione alla problematica dei servizi di trasporti pubblico locale al Terminal autobus di Campobasso anche attraverso l’adozione di atti normativi dedicati. Nelle prossime ore saranno forniti maggiori dettagli sulla modalità operative”.

Come si procederà? La Regione Molise, trapela dall’Assessorato guidato da Vincenzo Niro, “provvederà a modificare la legge attuale”. In parole povere, bisognerà rivedere il testo che applica al Comune di Campobasso il taglio del 30% delle risorse destinate al trasporto pubblico locale riconoscendo al capoluogo un importo maggiore, in grado dunque di garantire i servizi per coloro che abitano nella provincia.

Ma prima il Municipio di Campobasso dovrà inviare alla Regione Molise e alla Seac una lettera propedeutica all’avvio degli atti.

Quanti soldi saranno stanziati? Dall’Assessorato regionale al Trasporto per ora non si sbilancia nessuno: “Valuteremo la richiesta del Comune, dobbiamo fare le nostre verifiche”.

Insomma se dalle parti di viale Elena c’è cautela, si respira un maggiore ottimismo a palazzo San Giorgio.

“Ci siamo lasciati con una stretta di mano, l’accordo c’è”, commenta a Primonumero il sindaco Antonio Battista. “La Regione farà gli atti necessari per sostenere il servizio di trasporto pubblico locale”.

Le procedure dovrebbero essere concluse entro giovedì 13 settembre. La ‘pace’ tra i due enti dunque è stata sancita. Con buona pace dei 10mila pendolari che rischiavano di arrivare a Campobasso e di restare a piedi.

La notizia suscita reazioni positive pure da parte dei sindacati e dell’Unione degli Studenti che avevano invocato l’intervento del prefetto di Campobasso per l’eventuale interruzione di pubblico servizio. Un rischio che pare essere stato scongiurato dopo l’intesa tra Regione e Comune. Ora, l’auspicio espresso dalla Cgil e dall’Unione degli studenti, è necessario istituire “un tavolo permanente di confronto, in Prefettura, per elaborare in maniera definitiva una programmazione complessiva per un sistema di trasporto regionale efficiente, responsabile e sostenibile che tenga conto delle diverse caratteristiche territoriali.

Nello specifico, un’attenzione particolare va data ai flussi di pendolari che giungono nella città capoluogo in determinati periodi dell’anno, come ad esempio in occasione dello svolgimento a regime delle diverse  attività scolastiche, di formazione universitaria, artistica e nelle circostanze in cui, soprattutto le fasce più deboli di popolazione, necessitano di visite specialistiche, diagnostiche e cure presso i centri ospedalieri che insistono prevalentemente in località Tappino”.

Invece per la Faisa Cisal, Uilt, Fit Cisl e Ugla l’intesa consentirà di “evitare disservizi ai cittadini e scongiurare i licenziamenti dei lavoratori garantendo la continuità lavorativa e la tranquillità delle loro famiglie”.