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Tra sfortuna e tradizione in cucina, alla prova dei fornelli con Cannavacciuolo trionfa il “Becchino umorista” foto

Accompagnato in barca da Cristian, il biologo marino, dal fratello Tommaso e da Maretto e Beniamino, pescatori termolesi, lo chef napoletano Antonino Cannavacciuolo inizia il suo viaggio in città. E sempre così, in mezzo all’Adriatico durante una battuta di pesca di razze, comincia anche la puntata dedicata alla città costiera molisana di “O mare mio” andata in onda domenica sera 23 settembre su Nove e girata a maggio scorso, quando in città l’arrivo del cuoco superstar aveva messo in subbuglio tanti cittadini alla scoperta e alla ricerca di una foto con lui.

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Ora, dopo mesi di attesa e annunci, ecco la puntata ricca di divertimento, scoperte, battute di ogni tipo e ricette, soprattutto. A mettersi ai fornelli prima di tutto è proprio Antonino Cannavacciuolo sul trabucco di Termoli, con uno sfondo pazzesco e un panorama spettacolare. Poi alla scoperta dei tre concorrenti che si sfideranno in cucina: se Valentina D’Agostino svela la sua passione per il cuoco napoletano e l’amore che rivede in un orsacchiotto dietro al bancone del bar in cui lavora, Joe Bavota si presenta con i suoi abiti di sempre tra giacche con mantello e cinturone, quelli di Elvis Presley, e regala allo chef una pasta ai piselli americana. Infine Primiano Bavota, direttamente dal suo ufficio. Lui, impeccabile anche nell’abito, non fa sconti a nessuno, tanto meno allo chef, a cui non risparmia nessuna battuta legata alla sua attività delle pompe funebri, tanto da offrirgli un banchetto succulento su una bara trasformata in tavolo da pranzo.

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Poi, sempre accompagnato dal “fido” Maretto, divenuto per un giorno il Cicerone termolese, lo chef mette alla prova i tre concorrenti con la treccia di Santa Croce davanti al sindaco della città, Maria Antonietta e nonno Francesco per guadagnarsi il formaggio, scopre la strada più stretta d’Europa e il gruppo folkloristico “A’ Scaffette” con Antonio, il terzo giudice della gara ai fornelli. 

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E finalmente, dopo giri e scoperte, si arriva in cucina, quella del risorante Villa Livia dove sotto lo sguardo dello chef in camicia bianca e munito di gadget anti sfortuna, i tre concorrenti si sfidano per creare il loro sciscillo: una rivisitazione della ricetta tipica termolese delle polpette cacio e ovo immerse nel sugo di pesce che ogni protagonista ha reinterpretato. Valentina – ribattezzata “Orsacchiotto sexy” – con un tocco di leggerezza degli ingredienti, Joe “l’Elvis Presley dall’eleganza discreta” – con uno in chiave americana e Primiano – il “Becchino umorista porta jella” – con le 17 polpette in chiave scaramantica. E proprio quest’ultimo si rivela essere il migliore tra i piatti, secondo il giudizio di Cannavacciuolo, mentre i due giudici popolari bocciano i piatti: “Troppo salato uno, troppo ketchup l’altro”.

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E infine a indossare la giacca bianca da cuoco e a mettersi ai fornelli è proprio l’imponente chef per uno sciscillo in chiave gourmet affiancato dal suo nuovo collaboratore, Primiano Bavota.

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Davanti al tavolo imbandito e a venti commensali, chef Cannavacciuolo consegna una lettera a Valentina, saluta i concorrenti, invita Primiano a lavorare di meno e se ne va. “Cari amici, di meraviglie a Termoli ne ho scoperte in abbondanza, non avrei mai potuto sperare in una avventura migliore”. Allo chef Termoli è piaciuta, proprio come aveva rivelato con una battuta veloce a Primonumero.it.

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