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Torna dalle vacanze in Grecia e le diagnosticano la febbre del Nilo: ora è in Rianimazione. Asrem: “Nessun rischio contagio”

Dopo le ferie a Salonicco una anziana donna greca che vive in Molise da anni è stata ricoverata in condizioni gravissime nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Cardarelli di Campobasso. "Ha contratto il virus West Nile mentre era in Grecia" rassicurano dall'Asrem. Escluso il rischio contagio.

E’ ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Cardarelli di Campobasso la donna greca che ha contratto il virus West Nile, meglio nota come febbre del Nilo.

I medici che si stanno prendendo cura di lei e che le hanno diagnosticato il virus ritengono che l’anziana – affetta da meningo-encefalite – abbia contratto l’infezione a Salonicco da cui è rientrata qualche giorno fa e dove aveva cominciato già ad accusare i sintomi iniziali della malattia. L’area da cui proviene rappresenta una zona in cui l’infezione è diffusa mentre il Molise – regione in cui vive da anni – non è considerata area endemica.

Il caso è grave a causa dell’encefalite sopraggiunta sebbene non ci siano rischi di trasmissione perché le comuni misure precauzionali sono efficaci.

Rianimazione Cardarelli

La direzione sanitaria dell’Asrem e la Regione Molise stanno seguendo il caso con attenzione. Potrebbe rendersi necessario “dover mettere in atto tutte le dovute misure previste dal piano ministeriale di controllo del piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus” come spiegano dalla direzione generale di via Ugo Petrella.

Si tratta di una ipotesi remota: se l’infezione fosse stata contratta in Molise si dovrebbero bloccare, per esempio, le donazioni di sangue visto che altre persone potrebbero essere state punte dalla zanzara che trasmette la malattia. Ma non è questo il caso: la donna accusava già vomito, dolori alla testa, febbre e nausea mentre era in Grecia. Al suo ritorno a casa è stata ricoverata risultando positiva al test West Nile.

 

“La malattia del Nilo Occidentale – spiegano dall’Asrem – è un’infezione virale trasmessa dalla puntura di zanzara che non si trasmette da persona a persona, né da altri animali all’uomo direttamente. Il Molise, come si deduce dai dati del Ministero della salute che monitorizza i casi d’infezione, non è considerata area endemica, come alcune altre regioni in cui negli ultimi anni si sono verificate le epidemie”.

Salonicco è tra queste.

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi d’infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

“Tra i casi sintomatici meno dell’1 per cento delle persone infette – ed è, purtroppo, il caso dell’anziana donna greca ricoverata a Campobasso – si manifesta come grave meningo-encelite con alto tasso di letalità”.