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Terremoto Molise, Toma: “I 2 milioni solo un anticipo”. E sul cratere: “Non ci sarà perimetro: chiunque ha avuto danni sarà indennizzato” foto

Se i sindaci avevano chiesto di non allargare il cratere, il Governatore del Molise individua una strada completamente diversa: “Chi ha subito danni dal terremoto e potrà dimostrare il nesso di causa-effetto sarà risarcito. Non ci sarà un perimetro determinato entro il quale far arrivare i soldi”. Toma difende la sua interlocuzione diretta con la Protezione Civile e il Governo: “I due milioni di euro sono un semplice anticipo perché questo c’era nel capitolo. Ma ci daranno molto di più”. E promette: “Il palazzo pericolante di Guglionesi e i serbatoi di Montecilfone e Tavenna avranno la copertura”

Terremoto in Molise? Non ci sarà alcuna perimetrazione, non verrà fissato un limite geografico ai centri colpiti. Chiunque ha subito danni a causa delle scosse e sarà in grado di dimostrarlo, indipendentemente dal fatto che abiti a Montecilfone o Agnone, sarà risarcito.

Il colpo di scena arriva quasi per caso, al termine di un incontro con la stampa che il Governatore Donato Toma ha convocato per fare il punto sulla questione sanità e annunciare la sua determinazione – ribadita con una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conto – a fare il Commissario ad acta, “se no è un disastro”.

Ma è anche l’occasione giusta per parlare di ricostruzione. E del cratere sismico. Che non ci sarà, o almeno: non ci sarà nel senso tradizionalmente inteso. I sindaci dei paesi più colpiti, da Montecilfone a Larino, da Palata a Guglionesi, lo hanno chiesto in tutte le salse, confortati anche dagli esponenti del 5Stelle: “Non si ripetano gli errori del passato, si eviti di disperdere risorse e aprire al meccanismo dei furbetti. I soldi arrivino a chi ha avuto veramente danni”. La strada che il Presidente della Giunta regionale indica va in tutt’altra direzione, ma a suo dire è una questione di forma, perché la sostanza non cambia: “Sarà risarcito chi ha avuto un danno e potrà provarlo. Anche se si tratta di persone che abitano non in prossimità dell’epicentro, come Colletorto. L’importante – aggiunge – è certificare che la lesione, il cedimento, il crollo, siano avvenuti come conseguenza delle scosse di agosto scorso”.

Bisognerà dimostrare un nesso di causalità, aggiunge, ricordando che “le false dichiarazioni sono un reato, e la guerra fra i poveri è inutile e dannosa”. Esclude che si possa aprire la strada a furberie, prevaricazioni, ingiustizie, come avvenuto già 16 anni per un sisma che registra ancora una ricostruzione incompleta, ferma al 70%. “Dopo San Giuliano è cambiato tutto, anche la stessa Protezione Civile. E quello del Molise è considerato un terremoto come gli altri, non di serie b”.

Porta l’esempio di Ischia, che ha ottenuto il denaro necessario in due step: i 5 milioni concessi inizialmente sono diventati circa 32 milioni di euro al momento della quantificazione dei danni. “Il Governo ci sta trattando come gli altri, noi non ci sentiamo assolutamente abbandonati e anzi siamo soddisfatti del rapporto con il Governo e la Protezione Civile Nazionale, che poi è quella che fa le ordinanze”.

E, a proposito di ordinanze, il nodo cruciale: i due milioni assegnati al Molise sono una prima tranche. Toma è certo che in futuro i finanziamenti concessi al Molise per i danni del sisma aumenteranno e che “tutti quelli che hanno avuto danni saranno indennizzati”. Garantisce, sul presupposto di una interlocuzione costante con Borrelli, il capo della Protezione Civile che è già stato nel Molise terremotato, che ci sarà una copertura anche per la messa in sicurezza di alcune criticità “straordinarie”, come il palazzo pericolante di Guglionesi, il serbatoio a rischio crollo di Montecilfone e quello lesionato di Tavenna. Probabilmente tre strutture da abbattere.

 

“I due milioni del decreto del Consiglio dei Ministri – spiega il Governatore, mai tanto determinato – sono un anticipo. E’ stata fatta una stima sommaria di quello che ci vuole nei primi giorni e nei primi mesi per far fronte all’emergenza”. Smentisce l’onorevole del M5Stelle Antonio Federico, che poche ore prima ha avvertito che la somma stanziata era la metà di quella richiesta perché il Molise ha presentato istanze improprie. Toma non è d’accordo: “Ci hanno dato tutto quello che potevano, hanno raschiato il barile” dice ancora. “Ci hanno detto chiaramente che nel fondo per le emergenze e calamità naturali c’era solo quella somma: se ne avessero avuto una superiore, ce l’avrebbero concessa. Ma questo non deve spaventarci. Il capitolo di bilancio sarà rimpinguato e il Molise avrà la copertura dei danni” conclude, precisando che la Regione sta acquisendo le schede della Protezione Civile e che chiederà a breve un ulteriore stanziamento “che non sarà quello definitivo ma ci permetterà di dare la giusta assistenza alle popolazioni fino a quando non avranno ricostruito la propria casa e non potranno ritornare nelle proprie abitazioni”.

 

Sui criteri per la dimostrazione del danno nessun dettaglio. Si saprà quando uscirà l’ordinanza. Il rischio che le richieste possano essere effettivamente superiori a quelle reali e “motivate” esiste. Siamo in Italia, d’altronde. Per esempio, qualcuno gli ricorda, Agnone ha aperto il Coc e ha annunciato di aver subito danni causa sisma. “Non mi risulta che Agnone abbia strutture private lesionate – taglia corto Toma – ma in ogni caso evitiamo la guerra tra poveri. E poi ci saranno i tecnici, i controlli, le indagini”. Tuttavia per il presidente il pericolo di ripetere gli errori passati al momento non esiste. Nemmeno in un cratere vago e non delimitato come quello che si prospetta all’orizzonte (“Un danno è un danno, che si sia verificato nell’epicentro o a 30 chilometri di distanza”), per alcuni spauracchio e per altri balsamo.