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Terremoto, il Governo riconosce l’emergenza ma dimezza la richiesta della Regione foto

Sono due i milioni di euro concessi al Molise per i danni e l'organizzazione post sisma dal governo nazionale, in riunione oggi 6 settembre

Per il momento al Molise terremotato dovrebbero arrivare due milioni di euro. Toma che con la struttura della Regione ha istruito la pratica presentata dalla Protezione civile nazionale e discussa nel tardo pomeriggio di oggi dal Consiglio dei Ministri tra le “varie ed eventuali” ne aveva chiesti almeno quattro.

Una cifra appena sufficiente a fronteggiare le spese delle tendopoli, dell’impegno no-stop delle associazioni, delle tantissime verifiche sismiche su edifici pubblici e privati e sugli straordinari dei Comuni dell’epicentro, i cui sindaci hanno chiesto a più riprese rispetto per i “confini” del terremoto evitando gli errori del passato con ampliamenti del cratere che si sono rivelati un boomerang. Per il momento nulla si sa circa il cratere preso in considerazione, ma le notizie che arrivano da Roma confermerebbero che lo stato di emergenza è stato accolto, sebbene la copertura finanziaria in questa prima fase sia molto deludente.

La riunione del Consiglio dei Ministri di oggi è stata la prima dopo la pausa estiva, arrivata a tre settimane esatte dalla scossa di magnitudo 5.1 che ha compromesso decine e decine di edifici, causando complessivamente almeno 150 sfollati e innescando un grande senso di precarietà e paura nella popolazione del Basso Molise. Lo stato di emergenza è stato accordato solo oggi, malgrado il tempo trascorso e le rassicurazioni anche da parte di esponenti parlamentari del Molise. Questo è il primo atto assunto dal Governo per un terremoto che, come è evidente a tutti, è passato sotto silenzio e non ha registrato nessuna visita da parte di vertici governativi, né della Lega, né del MoVimento Cinque Stelle.

Inevitabile pertanto l’amarezza accompagnata in queste ore alla speranza che la somma promessa al Molise possa essere solo la prima tranche di un finanziamento più ampio, considerando le elevatissime spese di demolizione che sarà necessario mettere in bilancio, a cominciare dal serbatoio a rischio crollo di Montecilfone, per finire al palazzo di cinque piani di Guglionesi, sul quale è in corso la perizia. I consiglieri regionali del Partito Democratico, Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla, avevano suggerito la procedura più veloce della dichiarazione di emergenza regionale, attraverso una variazione di bilancio, ma si è preferito rimettersi al governo targato Conte che, ora è confermato, dei quattro milioni richiesti ne ha prima promessi e poi concessi soltanto due.