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Terminal, corse regolari ma il braccio di ferro tra Comune e Regione continua fotogallery

Migliaia di pendolari hanno affollato la stazione degli autobus di Campobasso per raggiungere, da lì, scuole e licei. Rientrata la paura di una sospensione del servizio resta ancora da ricercare la soluzione ai tagli. Il braccio di ferro tra Comune e Regione continua.

Tutto regolare al Terminal di Campobasso dove stamattina, 13 settembre, migliaia di studenti, provenienti per lo più dai paesi dell’hinterland, hanno affollato la stazione degli autobus.

E’ il primo giorno di scuola: il traffico mattutino in città è tornato intenso, i pullman sono stracolmi di ragazzi e tante mamme-lavoratrici tirano un sospiro di sollievo perché i loro figli sono di nuovo impegnati con le attività scolastiche.

primo gg di scuola

Come preannunciato l’11 settembre non c’è stata alcuna sospensione del servizio delle navette che da piazza San Pio di Pietralcina portano alle scuole e verso l’ospedale: la minaccia del Comune di Campobasso è rientrata dopo la stretta di mano in Regione tra il sindaco Antonio Battista e il governatore Donato Toma.

Una soluzione al problema non c’è ancora e i tagli al settore trasporti, che avevano spinto l’assessore comunale De Bernardo a intimare la cancellazione di un servizio essenziale in concomitanza con la riapertura delle scuole, restano confermati.

Municipio e Regione hanno fatto sapere che risolveranno il problema anche se i dettagli non li hanno ancora forniti. Fino a ieri, 12 settembre, l’assessore regionale Vincenzo Niro ha detto di non aver ricevuto neppure la nota del Comune propedeutica all’avvio della procedura risolutiva che invece, il suo omonimo in Comune, ha riferito di aver spedito in mattinata.

terminal cb

Rebus a parte è chiaro che la Regione deve fare le sue valutazione “sulle reali esigenze e non tanto sulla richiesta che ci manderà il Comune di Campobasso” queste le parole di Niro.

Insomma, quel clima di rinnovata intesa tra i due enti deve dare ancora i suoi frutti. Ma almeno oggi 10mila pendolari non sono rimasti a piedi.