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Periferie, Conte: “Finanziamo opere concrete, non le chiacchiere”. Ma i soldi rischiano di arrivare fra 3 anni

Governi e Comuni in cerca di una mediazione per 'recuperare' le risorse destinate alla riqualificazione delle periferie e cancellate dal decreto Milleproroghe. Da Palermo il premier Conte sottolinea: "Io ho assicurato il modo per recuperare i finanziamenti per consentire ai progetti già deliberati di essere realizzati”. Il sindaco di Campobasso: "Siamo fiduciosi".

La tensione sul bando periferie è sempre più alta. Soprattutto perché la cancellazione dei finanziamenti destinati alla riqualificazione delle periferie è realtà dopo l’ultimo passaggio in Parlamento del decreto Milleproroghe. 28 milioni non arriveranno più in Molise: 18 erano stati assegnati dal governo Gentiloni a Campobasso, 10 a Isernia. In pochi mesi lo scenario è cambiato completamente: il bando periferie è stato ‘raso al suolo’ dal nuovo esecutivo Lega-5Stelle e si sta cercando una soluzione in extremis dopo le proteste degli enti locali.

Da Palermo questa mattina – 14 settembre – il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, che ha incontrato una delegazione di venti sindaci e dell’Anci, ha puntualizzato che “abbiamo trovato una soluzione proficua per chi vuole fare opere concrete e non le chiacchiere”. Inoltre, il bando voluto dal governo precedente “era stato dichiarato incostituzionale e noi stiamo recuperando il profilo di costituzionalità. Io ho assicurato il modo per recuperare i finanziamenti per consentire ai progetti già deliberati di essere realizzati”.

Un punto di accordo infatti è stato trovato: la prossima settimana, con un decreto del governo, saranno stanziati i fondi “sulla base delle effettive necessità dei Comuni”, ha dichiarato il presidente dell’Anci Antonio De Caro.

Il rischio insomma è che saranno finanziati solo i progetti esecutivi. E Campobasso e Isernia, a cui l’ex governo Pd aveva assegnato complessivamente 28 milioni di euro, rischiano di perdere parecchi soldi e di non riuscire a completare la riqualificazione delle periferie immaginata dalla rispettive amministrazioni. Nel capoluogo di regione, ad esempio, attualmente ci sono i progetti esecutivi per realizzare la pista ciclopedonale a Selvapiana con un percorso benessere (“si potrà arrivare allo stadio a piedi”, assicura il sindaco Antonio Battista), orti botanici e impianti fognari nella zona ‘candidata’ nel bando periferie. Si potrebbe invece essere costretti a rinunciare al restyling del mercato coperto di via Monforte (che il Comune vorrebbe rendere simile al Fico di Bologna) e alla ristrutturazione dell’ex mattatoio di via Garibaldi se Roma dovesse assegnare solo le ‘briciole’.

Un’ipotesi a cui a palazzo San Giorgio non vogliono nemmeno pensare.

Il governo ci ha garantito che ci sarà restituito quello che ci è stato maltolto”, sottolinea il primo cittadino di Campobasso davanti ai giornalisti nella conferenza stampa che si è svolta oggi in Municipio con la sua vice Bibiana Chierchia, il sindaco di Isernia Giacomo d’Apollonio e il presidente della Commissione Urbanistica.  E poi c’erano i rappresentanti del partenariato: l’Ance, l’Acem, Cgil, Cisl e Uil, l’Ordine degli architetti.

E’ importante che le risorse non vengano smarrite, poi vediamo i tempi. Noi abbiamo affrontato delle spese e qualcuno dovrà rimborsarle”, scandisce Battista.

Per il momento le amministrazioni dei due capoluoghi vogliono fidarsi delle parole del premier: “Non daremo luogo ad iniziative giudiziarie perchè per me la stretta di mano vale, siamo fiduciosi”. Ma c’è massima allerta. Soprattutto perchè in ballo c’è un miliardo e 200 milioni di euro. Sarebbero invece ‘salvi’ finora gli 800mila euro su cui decide la Conferenza Stato Regione. I Comuni rischiano dunque di perdere una ‘valanga’ di soldi. Fondi che perderebbero di riflesso anche le imprese edili che non lavorerebbero più nonostante la crisi abbia già provocato la perdita di 4500 posti di lavoro.

Mercoledì si svolgerà il consiglio direttivo dell’Anci che continuerà a tenere il fiato sul collo al governo, mentre si preannuncia bollente il prossimo consiglio comunale monotematico in programma a Palazzo San Giorgio la prossima settimana. Lunedì 17 sarà fissato dai capigruppo.

La tensione resta alta e ‘avvelenata’ dalle polemiche politiche. “Purtroppo c’è uno scontro tra le istituzioni” insiste Battista che poi alza la voce ricordando che “la sfiducia nelle istituzioni è il brodo primordiale nel quale alcune forze politiche in Italia hanno preso il sopravvento”. Un riferimento a Lega e M5S che attualmente governano il Paese.

Fra pochi giorni dunque si saprà se la partita si sbloccherà. Ma se lo stesso vicepresidente del Consiglio Salvini ha definito quei progetti “disegnini su fogli di carta fatti per gli amici degli amici”, la strada per il riconoscimento dei soldi per le periferie è veramente in salita.