Sanità, Sbrocca attacca governo e ministra Grillo: “Nomini subito il commissario”

Il sindaco di Termoli Angelo Sbrocca chiede che venga presto nominato il commissario ad acta per la Sanità in Molise e attacca il governo. “È proprio il caso di dire che questo Decreto Genova è malfatto e non accontenta proprio nessuno – afferma il primo cittadino in una nota -. Non soddisfa i genovesi che scontenti minacciano contestazioni contro Roma che non li capisce (nuovi leghisti contro la Lega ormai romana sic!), non soddisfa i molisani che hanno ricevuto il contentino economico azzittente per il recente terremoto (non sufficiente neppure per abbattere e rifare il serbatoio dell’acqua a Montecilfone) e non un euro in più (come a dire non contate nulla accontentatevi), non soddisfa i pentastellati molisani perché è stato stralciato con un colpo di spugna l’articolo 45 che prevedeva l’impossibilità di nominare Toma quale commissario alla sanità. Veramente un bel pasticcio”.

Sbrocca si sofferma sulla parte che riguarda la nostra regione. “Sono diversi mesi che siamo senza commissario. In altri termini senza chi deve firmare gli atti relativi alla nostra Sanità (ricordiamo che il Molise è in piano di rientro) e che deve programmare i fondi assegnati alla Sanità che sono la quasi totalità del nostro bilancio regionale. Il vuoto assoluto”.

L’affondo è anche politico. “I nostri parlamentari pentastellati avevano fatto di tutto per impedire la nomina di Toma quale Commissario ed avevano fatto di tutto affinché tale veto venisse in qualche modo sancito legislativamente al fine di evitare possibili ricorsi. Rientra nella legittimità politica. Ma il risultato ad oggi qual è? Non avevamo il Commissario e non lo abbiamo ancora”.

Sbrocca si rivolge poi alla ministra Giulia Grillo. “Il ministro della Sanità compia questo atto dovuto e faccia la nomina anche senza l’articolo 45: è nei suoi precisi poteri e doveri. Le altre Regioni – in piano di rientro – hanno tutti il proprio Commissario e, dunque, possono amministrare questo strategico comparto senza incertezze e senza vuoti amministrativi. Perché al Molise ciò non è consentito dal Governo gialloverde? Perché il Governo è lampantemente omissivo?

Altra considerazione che viene spontanea è quella di chiedersi il perché di questa incompatibilità fra il Presidente della Regione e la figura di Commissario della Sanità? Ma non erano proprio i pentastellati ed i leghisti che hanno sempre sostenuto il basta con i tecnici ed il governo dell’Italia torni alla politica? Forse il Molise non fa parte dell’Italia? O forse questa regola non vale quando i Presidenti di Regione fanno parte di altro schieramento politico?”.

E ancora, il sindaco di Termoli sottolinea che “è di oggi la notizia che la  Sanità molisana grazie al lavoro svolto dall’ex presidente regionale e commissario alla Sanità, Paolo Di Laura Frattura, per la prima volta dopo anni raggiunge il massimo risultato dei livelli essenziali di assistenza. Il lavoro svolto dal presidente e commissario Frattura, dopo aver sanato il debito sanitario lasciato dai governi precedenti di oltre 600 milioni di euro, ha dato i suoi frutti.

Un’ultima considerazione di natura politica deve essere fatta in relazione al fatto che un provvedimento che sancisca l’ incompatibilità – qualora passasse – è addebitabile non solo ai Cinque Stelle ma anche alla Lega. Negli ultimi tempi una parte del centrodestra per tutte le azioni di governo non condivise imputa la responsabilità ai soli pentastellati come se la lega governasse un’altra nazione ed operando una evidente fictio politica che a mio parere deve essere stanata.

Pertanto caro Ministro della Salute il Molise non può aspettare più ed allora proceda alla nomina del Commissario senza attendere un provvedimento legislativo che le faccia da paracadute per la scelta che vorrà operare“.

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