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Razzia su campo di canapa, sradicate duemila piante. Colpo da oltre 200mila euro

Ladri in azione su un appezzamento di Termoli nord. L'associazione 'Amici di Nonna Canapa' chiede maggiori tutele

Quasi duemila piante di canapa rubate in un campo di Termoli. Un furto che fra danni e refurtiva potrebbe portare a qualche centinaio di migliaia di euro. La denuncia arriva dalla coltivatrice molisana Serena Caserio che tramite la pagina Facebook dell’associazione nata in Molise ‘Gli Amici di Nonna Canapa’, che raccoglie 115 produttori in tutta Italia, ha fatto sapere quanto avvenuto nella notte fra mercoledì 12 e giovedì 13 settembre.

“C’erano quasi 2000 piante resistite all’alluvione, ai funghi, al vento. Non erano ancora pronte tutte ma dopo mesi di duro lavoro avevamo iniziato la raccolta e a due giorni della stessa, ecco la bella sorpresa” è la denuncia sul popolare social network. Al telefono la responsabile dell’associazione culturale con sede in contrada Montebello, a Montenero di Bisaccia, entra nello specifico. “Avevamo iniziato da due giorni appena la raccolta delle piante più colpite dal maltempo. Il terzo abbiamo trovato questa sorpresa. Non è giusto, dopo tutto il lavoro sotto al sole che c’è stato”.

Canapa furto

“Le infiorescenze possono valere dai 200 agli 800 euro al chilo – ha spiegato la giovane imprenditrice agricola -, ecco perché arrivano di notte con i furgoni, tagliano tutto e fuggono per poi vendere al mercato nero. Noi chiediamo alle forze dell’ordine di aiutarci, in questi giorni molti agricoltori dormono nei campi. Invece subiamo ingiustificate repressioni”.

Questo perché i furti si stanno moltiplicando. Secondo quanto riporta l’associazione, altri colpi si sono verificati in Abruzzo, Puglia, Basilicata e Sicilia. Marco Sborgia, da anni produttore di canapa industriale in Abruzzo, ha rivelato che diversi coltivatori stanno facendo installare delle telecamere nei campi.

In Molise gli associati con “Gli amici di Nonna Canapa” si trovano a Montenero, Termoli, San Martino. Altri coltivatori, anche tramite serre, sono a Larino, Guglionesi, Palata. Si sa infatti che con la canapa si possono ricavare molti prodotti, dalla pasta ai mattoni e tanti giovani si stanno reinventando agricoltori proprio perché il mercato è in espansione.

Tuttavia resta il luogo comune della canapa utilizzata per fumare. Questo perché si confondono canapa e marijuana e nello specifico secondo la Caserio “piantagioni di thc con la produzione di cbd, una filiera che trasforma le infiorescenze in olii, prodotti di bellezza, tutto nel rispetto della legge. L‘intera pianta è commercializzata per bioedilizia, tessuti, cordami”. Un mercato che fa evidentemente gola anche ai malviventi.

Ciononostante secondo Serena Caserio non c’è abbastanza attenzione da parte delle forze dell’ordine. “Girano per i campi di giorno, li controllano per vedere cosa viene coltivato. Ma dovrebbero girare di notte, per prendere i malviventi. L’associato, un coltivatore che ha un appezzamento di terreno dalle parti di colle della Torre, nella periferia nord di Termoli, ha comunque intenzione di ricominciare. “Stiamo facendo una sperimentazione di cui poi beneficerà tutta la nazione. E nonostante non sia obbligatorio abbiamo dichiarato tutto ai Forestali. Ma dobbiamo essere tutelati” insiste la Caserio.