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Perquisiti per la rapina del rolex ma la polizia scopre altro. E l’inchiesta diventa top secret

I due maggiori indiziati per l’aggressione avvenuta la notte del 28 agosto in Piazza Cesare Battisti ai danni di un giovane campobassano poi derubato del rolex sono stati individuati e perquisiti a casa dagli agenti della Mobile. Ma durante le verifiche sono emersi nuovi elementi che li collocherebbero in una nuova indagine. Bocche cucite tra gli investigatori. L’avvocato Silvio Tolesino: “Aspetto le carte, vediamo se ci sono elementi credibili per le accuse perché al momento non ne vedo"

Nel mirino della squadra mobile ci sono finiti in due. Per quella rapina in piena notte d’agosto e in pieno centro a Campobasso ai danni di un giovane derubato del suo orologio rolex (rivelatosi poi falso) – e  soltanto per il tempestivo arrivo della polizia non rapinato anche della sua macchina – gli agenti di via Tiberio stanno mettendo apposto i tasselli di un puzzle che in realtà hanno lavorato a completare sin dalle ore successive a quei fatti.

Riscontri intrecciati che giovedì sera sono confluiti nelle perquisizioni domiciliari a carico dei due maggiori indiziati per gli accadimenti  del 28 agosto scorso. La prima perquisizione eseguita a San Giovanni, uno dei quartieri più popolosi della città, ha dato esito negativo. La seconda, condotta in un altro appartamento di proprietà del primo sospettato (nei pressi della zona industriale) avrebbe invece portato alla luce elementi apprezzabili e validi per un’attività investigativa che pare possa aprire nuove piste e su altri fronti. Idem è accaduto quando gli uomini di Raffaele Iasi hanno perquisito anche la casa del secondo uomo indiziato. In sostanza la coppia di sospetti è adesso a piede libero ma le verifiche sono tutt’altro che chiuse.

Bocche cucite negli uffici di via Tiberio. Gli inquirenti non confermano però non smentiscono. Certo è che si sta lavorando. I poliziotti durante le perquisizioni hanno rinvenuto materiale illegale. Strumenti atti ad offendere ma anche droga.

Aspetti che si intessono  e che se da una parte sollecitano a chiudere le investigazioni sull’aggressione e la relativa rapina di agosto, dall’altro pare stiano dando linfa ad un nuovo e probabilmente più corposo fascicolo sul quale però nessuno vuole parlare. “Per il momento lasciateci lavorare – la risposta degli investigatori – a tempo debito qualora dovessero emergere elementi importanti che le autorità ritengono dobbiate sapere saremo noi a esporveli”.

Unico dato è che i due non sono sconosciuti alla banca dati delle forze di polizia. Furti, rapine ma anche droga. Uno dei due non fa uso di sostanze ma parrebbe introdotto nello spaccio. L’altro, invece usa sostanze e smercia.

tolesino

L’avvocato Silvio Tolesino che difende uno dei due a piede libero ha precisato che “per quanto a mia conoscenza non credo ci siano elementi probatori decisivi capaci di collocare a quell’ora e in quel giorno il mio assistito in Piazza Cesare Battisti dove sarebbe accaduta l’aggressione. Quanto alle perquisizioni non ho nulla da dire – tira corto il difensore –. Aspetto di leggere verbale e atti per meglio comprendere accuse, ipotesi di reato e quant’altro”.