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Obbligo vaccinale, Molise lo sancisce con legge. M5S: “Inutile”. Centrodestra e centrosinistra votano insieme “per chiarezza”

Seduta infuocata in Consiglio regionale dove ieri è stata approvata la legge sull'obbligo vaccinale. Si tratta del primo caso in Italia. Per il Pd e il centrodestra la norma sarà utile a chiarire i vuoti del decreto Lorenzin, mentre per il Movimento 5 Stelle è "a rischio incostituzionalità e non servirà a niente".

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Una lunga fila di mamme, papà e bambini si forma quotidianamente al centro vaccinazioni dell’Asrem di via Toscana a Campobasso. Una scena che si ripete, identica, in tutte le città italiane dove i genitori vogliono mettersi in regola con gli obblighi vaccinali prima del rientro a scuola. Sembrerebbe una mera questione sanitaria, ma nel Consiglio regionale del Molise è diventata terreno di scontro politico.

Ieri, 11 settembre, l’aula di Palazzo D’Aimmo ha approvato la legge n. 13 proposta dai consiglieri del Pd, Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla. L’argomento era stato già al centro della seduta del 9 agosto scorso.

La Pdl, passata coi voti del centrodestra, ribadisce che per l’iscrizione a scuola bisogna aver assolto gli obblighi vaccinali stabiliti dalla legge e anche con le vaccinazioni raccomandate dal Piano nazionale prevenzione vaccinale. L’innalzamento delle vaccinazioni obbligatorie contenuto nel discusso decreto dell’ex ministra Beatrice Lorenzin è quello, lo ricordiamo, che ha dato impulso ai movimenti per la libertà vaccinale (impropriamente noti come NoVax)

Il Molise è la prima regione italiana a dotarsi di una normativa di questo tipo. “Sarà uno strumento utile a fornire delle certezze” ha detto il governatore Donato Toma qualche minuto prima della votazione. Il suo appello, però, non è stato accolto dal Movimento 5 Stelle i cui esponenti hanno detto no alla proposta definita “deiezione legislativa” dal consigliere Andrea Greco.

Una espressione che ha fatto uscire dai gangheri il presidente del consiglio Salvatore Micone il quale, a causa dell’appassionato intervento dell’esponente di minoranza, gli ha tolto la parola sospendendo la seduta della mattina che è ripresa nel pomeriggio. Tra lui e i consiglieri Facciolla e Fanelli – padri della legge passata solo dopo le 17 – c’era stato già uno scambio di opinioni più che vivace e anche questo aveva alimentato un clima di tensione in aula.

A detta di Greco e del suo gruppo “la legge non servirà a nessuno, creerà ulteriore confusione tra i dirigenti scolastici che non sapranno se dovranno adottare la legge nazionale e il decreto del ministero o la legge regionale. Non c’era alcuna urgenza di approvarla e se siamo noi molisani i primi ci sarà un motivo. La verità è che le regioni non sono competenti in materia di vaccini e si rischia l’impugnativa da parte dello Stato”.

Inoltre entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge la Giunta dovrà approvare le linee guida che preparerà l’Asrem e specificare in che modo troverà applicazione la legge 13 anche per i casi di bambini che, per esempio,  rischiano con le vaccinazioni. Il sospetto dei 5 Stelle è che dietro questa ferma presa di posizione del centrodestra (avallata dal Pd) si possa celare uno scontro col ministero della Salute. Giulia Grillo, neo titolare dei dicastero, non ha intenzione di cedere sul commissario ad acta preferendo –  lo ha detto più volte – un tecnico a un politico. Insomma, quel ruolo per lei non dovrebbe andare a Donato Toma ma a un esterno.

L’accusa lanciata in aula è stata rispedita al mittente dallo stesso presidente della Regione: “Non sono in contrasto col governo o col ministro Grillo con la quale sto ragionando”.

Ha difeso a spada tratta la legge 13 la consigliera Fanelli. “In questi giorni tra le mamme, nei parchi frequentati dai nostri bambini c’è un unico argomento: i vaccini. Oggi non abbiamo affatto perso tempo o sperperato denaro pubblico ma abbiamo fatto una cosa molto utile visto che – e questo è innegabile – c’è urgenza di fare chiarezza”.

Che è esattamente quello che ha intenzione di fare il ministro Grillo che proprio oggi, in un lungo post su fb, ha detto che “in Parlamento è stato depositato un disegno di legge per superare l’insufficiente impostazione del decreto Lorenzin, che focalizzandosi unicamente sull’obbligo ha prodotto una guerra di religione sulle politiche vaccinali”.

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