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Non picchiò la madre, Stivaletti può scontare i domiciliari a casa

Vincenzo Stivaletti è uscito da Poggioreale dove era rinchiuso dal 12 agosto per violenza sulla ex-compagna. Il Gip aveva respinto la richiesta di una misura alternativa perché agli atti figurava una testimonianza che raccontava di botte anche all’anziana mamma ma il difensore Silvio Tolesino ha smentito quell’accusa e da ieri il 52enne è rientrato a Campobasso

Quella che ha visto impegnato l’avvocato Silvio Tolesino è stata una vera e propria indagine difensiva. Composta da elementi e testimonianze che rispetto al Tribunale del Riesame –  dove il legale si era rivolto per scarcerare Vincenzo Stivaletti, campobassano di 52 anni arrestato a Napoli dopo che aveva massacrato di botte la convivente che lì si era rifugiata a casa del padre – hanno funzionato.

All’uomo cui il Gip aveva negato misure alternative alla detenzione a “Poggioreale” perché accusato anche di atti di violenza contro l’anziana madre che vive a Campobasso, il Riesame ha invece adesso concesso i domiciliari.

Da ieri ha fatto rientro in città e sconterà momentaneamente la pena proprio a casa della mamma.

L’avvocato Tolesino a sostegno infatti della sua richiesta ha portato dinanzi all’autorità giudiziaria una testimonianza che avrebbe smentito gli episodi di violenza nei confronti della madre convincendo i giudici della buona fede del 52enne.

Resta però la violenza nei confronti della compagna costretta ad un ricovero al Cardarelli di Napoli a causa delle lesioni riportate. Per quella dovrà attendere l’eventuale rinvio a giudizio e quindi il processo.

Il 52enne è stato ammanettato dai poliziotti di Napoli il 12 agosto scorso. Gli agenti lo trovarono particolarmente agitato tanto da dover chiedere l’intervento di un’altra pattuglia per far fronte alla sua furia. Quando sono arrivati i poliziotti, stava minacciando gli abitanti dell’appartamento dove si era rifugiata l’ex compagna. Ma l’uscio si è aperto solo quando è arrivato il 113 e una donna di 49 anni, in evidente stato di sofferenza fisica, con numerose ecchimosi alle braccia e al volto, ha spalancato gli occhi pieni di lacrime. Ai poliziotti ha subito detto di essersi rifugiata nell’appartamento del padre perché l’uomo, che era il suo convivente da circa un anno, era molto violento e non accettava assolutamente la separazione.

Accompagnata in ospedale, aveva un’ emorragia addominale in atto per la quale è poi stata ricoverata e curata.