Milleproroghe, affondo della Venittelli: “I rappresentanti molisani non ci hanno difesi”

Il decreto milleproroghe, approvato al Senato lo scorso 20 settembre con 151 voti a favore e 93 contrari, è finito al centro del ciclone dei partiti con un crescendo di tensioni che sta coinvolgendo tutti i politici. Dopo la sua conversione in legge, il Molise ne è uscito danneggiato con una considerevole perdita: 28 milioni di euro, divisi tra i due capoluoghi di regione per la riqualificazione delle aree più degradate, sono spariti. Pouf, spazzati via in un minuto.

Una decisione che pesa, e tanto, sul bilancio regionale e cittadino già di per sé assottigliato dalla crisi economica, rappresentando “un atto contro le prospettive di sviluppo della nostra terra – dichiara la Dirigente nazionale dem Laura VenittelliPer favorire i comuni delle regioni del nord come Lombardia e Veneto. Un vero e proprio scippo per il nostro Molise ed a favore dei comuni delle regioni Leghiste del Nord Italia”. L’esponente del PD ha espresso tutto il suo sdegno nei confronti dei rappresentanti del Molise in Parlamento incapaci, a suo dire, “di difendere gli interessi dei cittadini. La Regione Molise, nonostante la presenza di un assessore leghista e di altri rappresentanti leghisti, non avrebbe mai potuto cedere le risorse assegnate con il precedente governo al cosiddetto Lombardo-Veneto”.

Niente più finanziamenti per il sud, dunque, da sempre bistrattato dai vari governi ed al centro dell’ultima tornata elettorale firmata M5S-Lega che avevano dichiarato, a più riprese, quanto il meridione fosse importante per la crescita della nazione tanto da ottenere un alto numero di consensi proprio in queste realtà: “Quel che fa maggiore specie e che desta stupore – aggiunge l’esponente del partito democratico –  È  come mai un Movimento come i 5 Stelle che al sud traggono forza vitale elettorale si rendano complici di uno scippo al territorio, a vari territori. Non possiamo che protestare contro le opportunità che perderanno i nostri due capoluoghi Campobasso e Isernia”.

La dirigente nazionale Dem non riesce a mascherare la propria delusione rispetto all’attuale azione dell’esecutivo di Palazzo Chigi a maggioranza giallo-verde: “Il Governo Conte e la deriva Nordista guidata dalla Lega hanno mostrato il loro vero volto – scrive ancora la Venittelli – Di rapina si tratta, rapina politica, poiché sono soldi che saranno dirottati su enti locali che non ne necessitavano affatto nel meccanismo di perequazione e sussidiarietà”.

Si tratta di un colpo di spugna che ha cancellato tutti i fondi che sarebbero serviti a rivitalizzare le nostre periferie. Il Governo ha spazzato via anche gli avanzi in bilancio, scegliendo, almeno per il momento, di non sbloccarli. Decisione che trova ulteriore contrarietà nella dirigente nazionale dem che commenta: “Usare i fondi del bando periferie per finanziare lo sblocco degli avanzi significa togliere trasferimenti agli enti locali per fargli utilizzare soldi che sono già nella loro disponibilità. Quindi le due questioni non possono essere messe assieme”.

La Venittelli contesta anche quanto affermato dall’onorevole Federico “perché l’iniziativa fu tutta finanziata mentre il riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale è decisamente un pretesto per definanziare i progetti, già in corso d’opera, dei comuni del sud e di quelli molisani. La sentenza della Corte 74/2018 non dice che le risorse vanno sottratte ai Comuni assegnatari, ovvero a tutti i comuni assegnatari del Bando per le periferie urbane, ma solo la necessità di acquisire nel corso delle procedure la previa o successiva intesa con le regioni interessate”.