Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Mare vietato a Rio vivo, Legambiente: “Torrenti inquinati, lo diciamo da anni”. 4 esposti in Procura foto video

Le accuse degli ambientalisti: "Avevamo denunciato l'inquinamento con Goletta Verde e siamo stati minacciati di querela"

Il divieto di balneazione a Rio vivo è ancora in vigore, oltre 24 ore dopo la notizia che dagli esami Arpa il livello di enterococchi ed escherichia coli nelle acque del litorale sud è in eccesso e il bagno non si può fare per ragioni di salute. Un disagio per residenti, turisti e balneatori, sebbene il forte vento di oggi abbia allontanato molti possibili bagnanti. Adesso Legambiente, che danni punta il dito contro i torrenti e i fiumi inquinati, torna a chiedere monitoraggi più accurati e sanzioni per i responsabili. Della vicenda per altro è stata interessata anche la Procura di Larino. Sono ben quattro infatti gli esposti presentati dall’associazione ambientalista dopo le analisi effettuate dalla Goletta Verde che mettevano in risalto il cattivo stato degli scarichi dei torrenti nelle acque che bagnano Termoli.

Adesso il divieto di fare il bagno a Rio vivo col Comune che segnala la presenza di scarichi illegali, per il momento non individuati. “La notizia non ci sorprende affatto perché negli anni con i monitoraggi svolti dalla Goletta Verde, che mai si sono voluti sostituire ai controlli ufficiali, abbiamo più volte segnalato le criticità presenti nei sistemi depurativi regionali – dichiarano da Legambiente Molise –. Infatti, ogni anno abbiamo segnalato livelli di forte inquinamento nei pressi della foce del canale Rio Vivo indagando parametri quali gli enterococchi intestinali e l’escherichia coli”.

Come ricorda l’associazione ambientalista “il problema della cattiva depurazione affligge purtroppo tantissime zone dell’Italia, visto che nel nostro Paese circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato. Sebbene non vi siano procedure di infrazione pendenti sul Molise, continuano a permanere criticità ormai croniche. Motivo per cui sarebbe opportuno che gli organi competenti indaghino per definire le cause che compromettono lo stato di salute di mare e fiumi, utilizzando anche i nuovi strumenti repressivi previsti dalla Legge 68 del 2015 sugli ecoreati in caso di scarichi illeciti.

Da qui la decisione di Legambiente di rivolgersi alla magistratura. ”Visti i risultati negativi delle analisi delle acque svolte dai tecnici di Goletta Verde, abbiamo deciso di avviare un’azione giuridica presentando quattro esposti alle autorità competenti per denunciare i responsabili della cattiva depurazione, secondo quanto previsto dalla legge sugli ecoreati”.

“All’Arpa Molise – continuano da Legambiente Molise chiediamo l’avvio di un monitoraggio delle aste fluviali regionali, volto a localizzare le criticità, per individuare e punire i responsabili di eventuali sversamenti illeciti, in modo da aiutare i comuni costieri ad affrontare la cattiva depurazione proveniente dall’entroterra. Alla Regione Molise chiediamo di avviare una seria politica di gestione dei corsi fluviali, per mezzo di uno strumento che permetta la riqualificazione partecipata dei fiumi e dei bacini fluviali quale il contratto di fiume. Tutto questo – concludono gli ambientalisti – per migliorare la qualità del mare molisano a vantaggio di tutti: residenti, turisti, pescatori e soprattutto i balneatori che, nelle scorse settimane, criticando l’attendibilità delle sue analisi, hanno minacciato denunce nei confronti della Goletta Verde.”

Video correlati

1 di 1