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Lavori all’anno zero nel paese delle frane. Ora gli architetti ‘salvano’ almeno il centro storico

Servirebbero circa 8 milioni di euro per riparare i danni causati dalla frana dello scorso marzo. Mentre Governo e Regione latitano, almeno l'Ordine degli architetti avvia un concorso di idee per risistemare la piazza e l'area adiacente il bellissimo castello angioino. Ma Civitacampomarano rischia di diventare un paese fantasma.

Un anno e mezzo dopo la frana che ha semi distrutto il centro storico e opere primarie (strade, reti fognarie), provocato crolli e reso impraticabili abitazioni private e il Municipio, a Civitacampomarano i lavori sono all’anno zero. Né ci sono finanziamenti per riparare i danni causati dal dissesto del marzo 2017. Per ora sono stati puntellati gli immobili pericolanti ed è entrato in funzione un sistema di monitoraggio del movimento franoso.

Regione e Governo pare che abbiano dimenticato il paese che ha dato i natali a due illustri personaggi della storia d’Italia, Vincenzo Cuoco e Gabriele Pepe, e che vanta un patrimonio storico-artistico molto importante. Basti pensare al bellissimo Castello angioino.

Un gioiellino da tutelare. Tanto che prima della frana l’Ordine degli architetti della provincia di Campobasso aveva pensato di valorizzare quel piccolo borgo. Come? Con un concorso di idee (uno dei pochi realizzati nella nostra regione) presentato questa mattina – 19 settembre – nella sede di via Pascoli e aperto ai professionisti di tutta Italia.

Un segnale di attenzione per le realtà locali da parte degli architetti molisani nonostante anche per loro non sia un momento facile. “Per il concorso di idee – spiega il presidente dell’ordine Guido Puchetti – abbiamo deciso di stanziare 20mila euro e ci faremo carico di tutte le spese per il progetto di sistemazione dell’area antistante e la piazza attorno al castello angioino di Civitacampomarano”.

Un’iniziativa che prova a tamponare anche “il periodo di sofferenza che sta vivendo anche questa professione”, oltre “ad essere un’opportunità di partecipazione per tutti, che invece viene precluso dall’attuale Codice degli appalti che ha portato all’esclusione del 90% dei professionisti dai progetti delle opere pubbliche”. Una situazione che “penalizza sia i giovani architetti che i più anziani”.

Il concorso di idee, aperto pure agli ingegneri, è stato avviato lo scorso 5 settembre e sarà possibile presentare i propri progetti entro la fine di novembre. Una apposita commissione giudicatrice poi valuterà le idee presentate. “Ci stano arrivando proposte da tutta Italia”, conferma Puchetti.

Inoltre, per garantire la massima trasparenza è stata creata una apposita piattaforma web (https://www.conidee.it) che sarà pure a supporto delle pubbliche amministrazioni. “A noi non interessa solo fare il concorso di idee, auspichiamo che il progetto non resti lettera morta e speriamo che ci siano anche i finanziamenti”, puntualizza il presidente dell’Ordine degli architetti. Questa per Civitacampomarano, poi, non sarà una iniziativa isolata perché, dice ancora, “anche per il prossimo anno abbiamo messo in bilancio una somma per realizzare un altro concorso di idee a favore di un altro ente locale”.

Queste iniziative sono un segno di vicinanza ai territori e consentono di dare un senso di futuro e di prospettiva alle comunità di un piccolo comune come Civitacampomarano”, sottolinea il primo cittadino Paolo Manuele.

Puchetti Ordine degli Architetti e sindaco Civitacampomarano Paolo Manuele

A Civitacampomarano, diviso tra la zona rossa che è inagibile e la zona blu che è a rischio, si vive con difficoltà enormi. Per il dissesto non ci sono finanziamenti nè regionali nè nazionali. Le uniche somme stanziate erano quelle della Protezione civile per l’assistenza alla popolazione assegnando il contributo per l’autonoma sistemazione.

Quindici giorni fa il Comune ha inviato una stima sulle attività da porre in essere e avviare la progettazione. La scheda è stata inviata alla Regione e poi sarà trasmessa al Ministero dell’Ambiente per ottenere le risorse economiche. “Servirebbero circa 8 milioni e 200mila euro, ma è una prima stima”, precisa il sindaco Manuele. “Purtroppo – osserva poi – c’è una grande disparità normativa tra i danni da terremoto e i danni causati dal dissesto idrogeologico: nel primo caso l’indennizzo per i privati è molto alto, raggiunge anche l’80%; nel secondo caso, siamo al 30%”.

In queste condizioni, per i privati è quasi impossibile riparare le abitazioni danneggiate. E dunque il rischio è che Civitacampomarano diventi un paese fantasma.