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La mission: salvare vite. E nei cieli molisani arrivano le Forze dell’Aeronautica

E’ terminata la mega esercitazione internazionale che per quattro giorni a Campochiaro ha accolto oltre 400 uomini dei vari Corpi e reparti d’Italia. “Grifone 2018” ha testato con successo le capacità di ricerca e soccorso servendosi delle nostre montagne

Un  gruppo di militari è all’ingresso. Si accerta dei mezzi in entrata e in uscita in quella che a Campochiaro, nella sede della Protezione civile, è diventata in questi ultimi giorni una base militare che ha ospitato l’edizione 2018 del progetto “Grifone” dell’Aereonautica, un’esercitazione internazionale di volo che ha una sola mission: salvare vite umane in situazioni estreme.

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All’ingresso siamo in regola, nomi, auto e l’alt diventa nella radiotrasmittente via libera.

Siamo accompagnati alla base e il passaggio nei corridoi creati dalle tende militari è un pugno allo stomaco. L’immaginazione corre ad Amatrice, all’Aquila, a Rigopiano… dove questi soldati hanno operato in situazioni di emergenza per salvare più vite possibili.

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Adesso qui, in Molise, sono arrivati per addestrarsi perché “queste esercitazioni – spiega il generale di volo dell’Aeronautica, Antonio Conserva – sono indispensabili per intervenire in qualsiasi momento, in ogni urgenza, con qualsiasi calamità”.

Qui, nell’azione pianificata e condotta ogni anno in siti diversi dall’Aeronautica ci sono gli osservatori stranieri di Qatar, Kuwait, Libano, Bosnia Herzegovina, Serbia, Usa, Austria e Spagna.

E poi gli assetti dell’Esercito Italiano con le squadre soccorso del 9° e del 3° Reggimento Alpino, dell’Aeronautica Militare, gli elicotteristi dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco. Il  Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – responsabile del coordinamento delle squadre di soccorso a terra – il Corpo Ausiliario Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, la Protezione civile e il Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza 118 della Provincia di Campobasso.

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Tante uniformi, un solo obiettivo. 33 ore di volo, 400 uomini, 10 velivoli e 35 squadre. Un’unica squadra che si è addestrata senza considerare il colore della propria divisa o il nome scritto sulla propria maglietta. Questo è stato lo spirito e l’obiettivo dell’esercitazione internazionale organizzata a Campochiaro e questa è stata la sensazione che chiunque ha avvertito guardandosi attorno durante un viaggio conoscitivo nel campo poco prima che la simulazione avesse inizio.

Sono arrivati in Molise da tutta Italia e anche dal mondo per mettere a fattor comune le proprie esperienze e conoscenze.

Sull’aviosuperficie ci sono i mezzi, dopo il briefing del direttore del campo, media e autorità vengono accompagnate agli elicotteri dove uomini e donne in uniforme raccontano le loro missioni. C’è il questore Mario Caggegi che osserva e apprezza. C’è il comandante provinciale dell’arma dei carabinieri, Emanuele Gaeta compiaciuto della giornata. E ci sono i rappresentanti istituzionali.

Un momento quasi solenne quello della rassegna dei velivoli spezzato al termine del circuito, dal rumore delle eliche che iniziano a girare e che invita tutti a mettersi dietro le transenne di sicurezza perché l’esercitazione ha inizio. I mezzi si alternano sulla pista, si alzano in volo, si perdono verso il massiccio del Matese per tornare poco dopo e riprodurre davanti a centinaia di visitatori le azioni utili a salvare vite umane. Quelle che si fanno da terra e in volo. Straordinario.

In pochi metri di asfalto ci sono persone, professionalità, storie di chi salva vite.

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Scopo principale dell’esercitazione è stato per l’Aeronautica Militare quello di addestrarsi alla pianificazione, direzione, condotta e supporto, da zona isolata di operazioni “complesse e sostenute”, di ricerca e soccorso di sopravvissuti a sinistri aerei militari su terra operando congiuntamente al personale dei reparti di volo italiani e stranieri del soccorso aereo, dei centri di coordinamento e delle squadre di terra per la ricerca e soccorso, sia di giorno che di notte, favorendo la reciproca conoscenza e lo sviluppo di procedure comuni

“La passione, la competenza e la professionalità di tutto il personale impiegato ha permesso di lavorare uniti come una sola squadra. Unico obiettivo quello di operare per la salvaguardia della vita umana.” Queste le parole del Generale Conserva che ha poi ringraziato il Molise per la “straordinaria ospitalità e mi scuso con le popolazioni che attorno a Campochiaro hanno dovuto sopportare il rumore dei nostri elicotteri in azione non soltanto di giorno ma anche di notte. Però sappiate che questo lavoro ci permette di essere sempre pronti ogni volta che il cittadino ha bisogno di noi”.