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La chiesa è chiusa, parte la raccolta fondi per la ristrutturazione: servono 1,2 milioni

Nel piccolo centro alle porte di Campobasso l’associazione Cgm, con l’aiuto di Don Moreno e la collaborazione dell’amministrazione comunale è partito il progetto “Loco card” per reperire le risorse utili a ristrutturare il duomo chiuso a causa delle gravi lesioni riportate subito dopo il terremoto del 2002

Erano le 19.30 del 5 marzo 2005 quando diversi calcinacci caddero dal campanile di Ripalimosani.

A staccarsi furono i caratteristici mattoncini giallo e verde (quelli che hanno dato i colori distintivi del paese) della cupola del campanile. La causa quell’anno fu l’ondata di maltempo che coinvolse in particolare anche Ripalimosani.

Ma il cedimento dello storico Duomo si evinse già con il terremoto del 2002.

Poi a febbraio scorso la notizia che la Regione Molise aveva stanziato 100 mila euro per il Comune di Ripa destinati proprio a risistemare il campanile.

Una buona notizia sulla quale il Comune guidato da Michele Di Bartolomeo si è messo subito al lavoro.

Martedì scorso sono infatti iniziati i lavori e il sindaco conta che entro trenta giorni il campanile sarà ristrutturato.

Ma la chiesa resta “ferita”. Per riaprirla sono necessari interventi che sfiorano il milione e duecento mila euro. A tanto ammontano i danni nel Duomo dell’Assunta che sorge all’estremità di una caratteristica scalinata un tempo frequentatissima da ripesi e non solo ma oggi deserta proprio perché la comunità di parrocchiani si è dovuta spostare in periferia (zona Quercigliole).

“Per la riapertura – ha precisato il primo cittadino – il percorso sarà più difficile in quanto le risorse necessarie, ad una prima stima, superano il milione di euro. I lavori, a differenza del campanile che è a carico dell’ente comunale, spettano anche alla Curia con la quale anche grazie alla mediazione di Don Moreno stiamo ragionando su come procedere”.

Ma la comunità di Ripalimosani nel frattempo non resta a guardare.

E sulle orme di quello che accade già in molte parti d’Italia ha avviato una grande raccolta fondi per la Chiesa madre del paese.

Il palazzo comunale ha aderito al progetto di raccolta fondi avviato in paese dall’associazione Cgm che edita “Il Gazzettino”, la storica rivista quadrimestrale che arriva a tutti i ripesi in Italia e nel mondo.

Ad appoggiare l’iniziativa naturalmente la parrocchia guidata da don Moreno Ientilucci.

Il progetto si chiama “Loco Card”, un sistema di fundraising che abbina le associazioni ai negozi.

Un sistema semplice: l’associazione acquista delle card che distribuisce ai suoi associati, invitandoli ad andare a fare la spesa nei negozi convenzionati, i quali versano il 3% dell’importo ricevuto direttamente al progetto.

Dunque ogni ripese che riceverà gratuitamente la sua personale card non dovrà far altro che i suoi normali acquisti, mostrarla al negoziante (o alla cassiera del Conad di Campobasso) che registrerà la spesa segnando numero della card e l’importo. Sul cellulare arriverà un messaggio di ringraziamento e la percentuale verrà immediatamente accreditata sul conto dell’associazione.

“Abbiamo potuto avviare l’iniziativa grazie ad uno sponsor, la Pizzetteria al Corso di Campobasso che ha acquistato le prime 50 card. Altre 50 sono state acquistate dall’azienda Ikomoto di un amico – spiega Antonella Iammarino, presidente Cgm e direttore del Gazzettino –. Le card costano 2 euro ciascuna e vengono consegnate gratuitamente con la richiesta di fare acquisti nei negozi aderenti, in particolare il Conad del Pianeta. Speriamo di raccogliere un po’ di soldi per fare la nostra parte”.

Le prime cento card sono in distribuzione un po’ a caso, a breve ne verranno acquistate delle altre con l’ausilio di altri sponsor. Periodicamente, attraverso un messaggio telefonico, la popolazione verrà aggiornata dell’ammontare che verrà accreditato su un apposito conto e che apparterrà davvero a tutti.

“L’ho trovato subito un progetto molto valido perché davvero costa poco a tutti – ha detto Marco Giampaolo, assessore alle finanze – ed abbiamo subito creato un team di riferimento con i rappresentanti di tutti i partner. Contiamo sul supporto di tutte le associazioni di Ripa che piano piano stiamo coinvolgendo e speriamo di lavorare, una volta tanto, tutti insieme verso un solo obiettivo: rivedere aperta la nostra chiesa”.

Santa Maria Assunta è sigillata ormai da tre anni per lesioni strutturali che ne hanno compromesso l’agibilità.  I fondi necessari per riaprirla sono tanti: “Stiamo lavorando su ogni fronte per raggranellare il denaro necessario – ha spiegato Giampaolo – ma anche la popolazione in questo modo potrà fare la sua parte, senza grandi sforzi, ma solo con un po’ di attenzione e sensibilità verso il proprio paese”.

Le card in circolazione a Campobasso e dintorni al momento sono circa 2000 ma il numero è in crescita perché il sistema è davvero redditizio per le associazioni e non pesa ai negozi, che possono scaricare la percentuale come costo di sponsorizzazione. Il Comune di Campobasso, che al progetto ha aderito da tempo, sta per far decollare un’iniziativa di carattere sociale e diversi negozi stanno per aggiungersi alla lista.

Ora il gruppo “Loco Card” di Ripalimosani passerà al coinvolgimento degli esercizi commerciali in paese e di quelli che i ripesi hanno a Campobasso, perché nessuno venga escluso dalla possibilità di entrare in questo grande movimento solidale.

Tutte le informazioni sul progetto sono reperibili sul sito www.lococard.org. Per informazioni e adesioni il progetto “La Nostra chiesa” di Ripalimosani è sul sito Ripalimosanionline.it.