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Isolati da 7 mesi per il crollo di un ponte: i soldi ci sono, ma i lavori non partono

Il 5 marzo scorso il ponticello che collega i comuni di San Biase, Sant'Angelo Limosano e Limosano con la Bifernina è venuto giù: la Regione ha trovato subito le risorse ma la Provincia - proprietaria della strada - non ha ancora fatto partire i lavori. Domenica i cittadini delle tre comunità hanno protestato contro il presidente Antonio Battista mentre il senatore Fabrizio Ortis ha attivato i contatti col ministero della Difesa per la realizzazione di un ponte militare a costi e tempi ristretti. Intanto l'unica via percorribile è estremamente pericolosa e impraticabile con la neve.

Ci sono 1400 molisani isolati da quasi sette mesi: si tratta delle comunità di Limosano, Sant’Angelo Limosano e San Biase. Una nutrita rappresentanza di cittadini è scesa in piazza domenica 23 settembre per protestare contro la Provincia di Campobasso per la mancata riapertura della strada e la ricostruzione del ponte crollato il 5 marzo scorso.

Il paradosso – rispetto a tante altre emergenze viabilità della nostra regione – è che in questo caso i soldi per fare i lavori ci sono ma per ragioni che non si comprendono non vengono spesi.

limosano ponte

I sindaci dei tre comuni un tempo collegati proprio dal ponticello venuto giù per assenza di manutenzione sono sul piede di guerra. Il presidente della Provincia, Antonio Battista, “ha ignorato le nostre legittime richieste – ha detto il primo cittadino di Limosano Angela Amoroso – In questi mesi ho scritto più volte al presidente, senza mai ricevere una risposta. Mi sono rivolta al prefetto, che ha sollecitato per ben tre volte Battista a dare spiegazioni di una inerzia ingiustificabile… nessuna risposta…”.

Il sindaco ha chiesto anche aiuto al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, si è rivolto agli organi di informazione ma dall’ente di via Roma nessun cenno “fino a quando – era il 20 settembre scorso – il presidente Battista ci ha espresso vicinanza e solidarietà a mezzo stampa. Ma non è di questo che abbiamo bisogno soprattutto dopo una prolungata assenza come la sua sulla vicenda”.

limosano ponte

 

Ma andiamo con ordine: tutto inizia il 5 marzo 2018 quando parte del vecchio ponticello numero 77 di Limosano viene giù. Parliamo dell’unico collegamento dei tre paesi alla Bifernina e dunque alla costa e al capoluogo. Il tratto stradale di competenza provinciale viene subito chiuso e la Provincia stessa, nella successiva ordinanza, rimarca la situazione di isolamento grave causato dal fatto che “per i mezzi pesanti e gli autobus non ci sono percorsi alternativi”.

Insomma, è un disastro che mette in grande difficoltà i sindaci i quali, comprensibilmente, non sanno cosa rispondere agli studenti, agli universitari, ai lavoratori e a tutti quelli che per mille ragioni diverse devono andare e venire da Limosano e dintorni.

La situazione è talmente preoccupante che la Regione finanzia subito, con 200 mila euro, i lavori di ricostruzione del tratto stradale indicando, come ente attuatore, la Provincia di Campobasso che è proprietaria dell’arteria.

limosano ponte

“Gli uffici provinciali – questo ha spiegato il sindaco Amoroso – hanno impiegato sei mesi per redigere uno studio di fattibilità (preliminare) di sette pagine! E per le indagini geognostiche che avranno un costo di circa 6000 euro è stata indetta una procedura aperta indicando come termine di esecuzione ben 180 giorni… Sei mesi, senza tener conto del ritardo e dell’emergenza! Ho letto (nessuno me l’ha trasmesso) che con un decreto pochi giorni fa il presidente Battista ha approvato un cronoprogramma che prevede l’ultimazione dei lavori a dicembre 2019… la ricostruzione di un piccolo ponticello, essenziale per la sopravvivenza di tre comunità, verrà inaugurato con il ponte Morandi di Genova, o forse dopo”.

Questa scadenza è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso perché costringerebbe i tre paesi a sopportare i disagi per oltre un anno ancora. Salvo ritardi, imprevisti, burocrazia e giornate di lavoro che con l’inverno di mezzo sono da mettere in conto.

 

Della questione si sta interessando anche il senatore Fabrizio Ortis (M5S) il quale si è attivato per una soluzione alternativa.

“In qualità di membro della Commissione Difesa al Senato ho messo in contatto diretto il presidente della Regione Donato Toma con il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, per chiederle di valutare la costruzione di un ponte militare in tempi brevissimi e a costi contenuti, che permetterebbe così di aggirare gli ostacoli burocratici, ripeto, incomprensibili, che da circa sette mesi costringono i cittadini di tre comuni molisani a percorrere una strada comunale con caratteristiche di strada interpoderale, altamente scoscesa e con una carreggiata di dimensioni ridotte, quindi estremamente pericolosa e non transitabile nel caso di nevicate, frequenti nella stagione invernale sempre più vicina”.

Intanto la direzione della società di trasporto pubblico Sati ha fatto sapere di aver richiesto agli enti competenti l’adozione “di ogni più utile azione tesa al ripristino della regolare percorribilità delle strade che collegano la città capoluogo di regione con i comuni di Limosano, San Biase e Sant’Angelo, al fine di garantire la regolarità e la continuità dei servizi di trasporto gestiti ed evitare qualsiasi ulteriore disagio in danno all’utenza”.