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Il Molise delle mille emergenze, dalle frane alle strade ai sismi. I sindaci: “Non allargare il cratere, ricostruzione subito”

Molise, una emergenza continua. Emergenza alluvioni, frane, dissesto idrogeologico e ora terremoti che si trascinano, a catena, il problema critico della viabilità.

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Questa mattina nell’incontro organizzato dalla Cgil A Guglionesi, nella casa del fanciullo, si è parlato delle problematiche recenti e più antiche di una regione che, come è sotto gli occhi di tutti, poco sembra contare anche a livello nazionale, se non altro per l’esiguità dei numeri demografici.

Gianna Fracassi, Segretaria nazionale del sindacato, ha sottolineato la necessità di mettere in campo un progetto economico da subito finalizzato soprattutto alla prevenzione, un piano di sicurezza per il territorio molisano: urgente passare dalla propaganda ai fatti, alla concretezza. Il riconoscimento dello stato di emergenza, avvenuto ieri sera al termine della riunione del Consiglio dei Ministri, la prima dopo la pausa estiva ma comunque venti giorni dopo la scossa che ha portato danni e terrore, fa tirare un sospiro di sollievo ai sindaci dei comuni terremotati che però sono, con tutta evidenza, delusi dalla somma stanziata per la emergenza.

Franco Pallotta, sindaco di Montecilfone, dubita che i fondi stanziati potranno bastare alle spese che fin qui ci sono state, dalla Protezione Civile ai vigili del fuoco, fino ai vari sbattimenti e demolizioni che si dovranno affrontare. “Mi auguro che con la finanziaria queste somme vengano incrementate per la nostra emergenza e confido che il Governo possa riconoscere il diritto ai nostri cittadini di sistemare le loro abitazioni”.

Mario Bellotti. primo cittadino di Guglionesi, ribadisce ancora una volta quanto già chiesto alla Regione, e che verrà nuovamente portato all’attenzione, questa sera, dei parlamentari molisani nell’incontro di Montecilfone, ovvero che si possa limitare il cratere sismico ai Comuni che effettivamente hanno subito danni, e che sono oltre a Guglionesi anche Montecilfone, Palata, Acquaviva, Larino e Guardialfiera. “Evitare di ripetere gli errori del passato quindi non allargare l’area del cratere”: Bellotti, come si può ascoltare nella videointervista, ha anche rimarcato la grande difficoltà che ha caratterizzato le pubbliche amministrazioni dei centri terremotati di operare con leggi ordinarie e tanti rischi.  “Non bastano certamente i soldi stanziati, ora la nostra necessità e ricostruire e ricostruire in fretta”.

Intanto questa mattina sono andati via, come era stato già anticipato ieri, i mezzi e gli uomini dei Vigili del fuoco, che dalla notte del 16 agosto scorso sono rimasti operativi in paese con una postazione fissa e diverse squadre di Campobasso, Isernia e di fuori regione, arrivate per la tutela e la protezione degli abitanti e per effettuare le verifiche sulle agibilità. La colonna rossa è ripartita con un po’ di rimpianto fra la popolazione, che in tanti giorni ha avuto modo di apprezzare le qualità anche umane, oltre che professionali, degli uomini del 115.