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Il ministro del Sud fra gli sfollati: “Aiuteremo queste persone, serve stima dei danni”. E promette agevolazioni per finire la ricostruzione del 2002 fotogallery

Barbara Lezzi incontra alcune famiglie che hanno perso la casa per il terremoto del 16 agosto scorso. "Serve una stima dei danni, ne ho già parlato col Governatore. Dobbiamo aiutare queste persone il prima possibile". Non si sbilancia sulle somme che il Governo concederà al Molise ma esclude che i 2 milioni dati finora servano a coprire tutto. E sulla ricostruzione dopo San Giuliano di Puglia, ancora incompleta, punta il dito sulle inefficienze del passato ma intravede una soluzione per il presente: "Ho già chiesto una deroga con decurtazioni al 4% invece che all'8% per poter concludere quanto prima e pagare le imprese che stanno lavorando". Dopo un veloce sopralluogo a Palazzo Vernucci continua la visita a Palata.

“Ci dovete aiutare, non ce la facciamo più. Ci dovete aiutare, io ho sei figli, non possiamo stare in tenda”. Lacrime e singhiozzi, braccia tese. La madre è una dei 75 sfollati di Guglionesi, da un mese esatto catapultati fuori casa perché il terremoto del 16 agosto ha aperto squarci, allargato crepe, fatto piovere calcinacci. La sua casa è completamente inagibile. Oggi, 17 settembre, vuole parlare con il primo – e finora unico – esponente del Governo arrivato nel Molise sismico, dove la ricostruzione iniziata 16 anni fa è incompleta e ora si aggiunge questa nuova emergenza che ha danneggiato – irrimediabilmente, in alcuni casi – centinaia di abitazioni in BassoMolise.

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Barbara Lezzi, 46 anni, ministro per la coesione territoriale del Governo Conte, impropriamente definita ministro per il Sud, l’ascolta, chiede di vedere i bambini, scopre che stanno facendo i compiti su una brandina all’esterno della tenda azzurra della Protezione Civile. Il campo montato dalla notte del 16 agosto scorso è in fase di smantellamento. La maggior parte delle tende sono state portate via perché, chiarisce il sindaco Mario Bellotti, “Molte persone hanno trovato altre sistemazioni, naturalmente provvisorie e nell’attesa di conoscere il destino delle loro case”.

Il Governatore del Molise Donato Toma, al fianco del Ministro con l’architetto Giarrusso che coordina il dipartimento regionale di Protezione Civile, spiega il sisma di agosto. Racconta la paura, il disagio, l’emergenza abitativa che va a sommarsi ai problemi non ancora risolti della ricostruzione seguita al sisma di San Giuliano di Puglia ormai 16 anni fa. Barbara Lezzi, eletta nelle fila del 5Stelle, è gentile senza essere affettata. “Quando avremo il conteggio esatto dei danni del terremoto ci attiveremo perché queste persone possano tornare a casa loro. Ci sono anche minori che vanno a scuola e non è una condizione possibile questa”. Vivere in tenda è difficile, malgrado l’assistenza finora profusa dal Comune e dalle associazioni di volontari, oltre che dalla perfetta macchina della Protezione Civile. La madre piange: “Il sindaco fa quello che può, ma noi abbiamo bisogno di una casa…”.

Una casa, fa capire il Ministro Lezzi, è fondamentale e i molisani che l’hanno persa la riavranno. Non si sbilancia né sui tempi né sulle somme, ma dice in presenza di vertici istituzionali e stampa che “in collaborazione con la Regione cercheremo e troveremo il prima possibile una soluzione per queste persone. Ci saranno dei fondi destinati espressamente a questo”.

Cifre che esulano dai 2 milioni di euro assegnati per la prima emergenza, ma che come presupposto determinante – ribadisce Lezzi – vedono una stima “quanto più precisa possibile dei danni”.

Troppo presto per dare i numeri, ma non per garantire che gli “errori del passato non saranno replicati”. Il Molise, con un terremoto datato 31 ottobre 2002, non ha nemmeno completato la ricostruzione, ferma al 70 per cento. “È chiaro che non c’è stata efficienza nella spesa di quei fondi – continua il Ministro – io però adesso penso al futuro, ho chiesto che sia concessa una deroga all’anticipazione per finire la ricostruzione”. Anziché avere decurtazioni sull’8 % Lezzi ha proposto il 4% “per poter concludere quanto prima e pagare le imprese che stanno lavorando. E dopo 16 anni di attesa io credo di poterla concedere insieme al nostro dipartimento. Ho già chiesto questa deroga per velocizzare, e quello che possiamo fare adesso è rendere efficace questa misura e stare vicino a questa popolazione”.

Una visita veloce, che occupa qualche istante per dare due carezze a bambini e un rapido scambio di battute con gli attivisti del Movimento 5 Stelle, che già conosce e ai quali – c’è anche la consigliera Giuliana Senese, candidata sindaco di Guglionesi – di tornare presto, “magari con la mia macchina, senza mobilitare dieci persone appresso a me” per discutere anche di programmi politici e del Movimento. Smentisce tensioni tra Di Maio e Salvini, respinge al mittente le accuse di “condono” sulla “pace fiscale” che a livello centrale si sta perfezionando, risponde alle agenzie sulla Tap: “Non è importante”. La visita termina presto, un sopralluogo rapido al palazzo di via Martiri d’Ungheria considerato pericolante (“Così non può restare, bisogna metterlo in sicurezza”)  e poi risale in auto per raggiungere Palata, con Toma e gli altri, che oggi hanno almeno la soddisfazione di aver incassato la visita di un Ministro nei luoghi colpiti dal terremoto.