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Il Milleproroghe è legge: cancellati i soldi per periferie e tv. Doppia batosta per il Molise

Per il Molise è un colpo durissimo. E viene assestato dal governo Lega-5Stelle: il decreto Milleproroghe è legge. Oggi – 20 settembre – il provvedimento è stato approvato al Senato (foto Ansa) con 151 voti a favore e 93 contrari, dopo che il 13 settembre il testo aveva ricevuto l’ok della Camera con 329 voti favorevoli, 220 contrari e 4 astenuti.

Il disegno di legge cancella dunque i finanziamenti alle periferie: i 28 milioni promessi dall’ex esecutivo Pd al Molise (18 a Campobasso e 10 a Isernia) per la riqualificazione delle aree più degradate delle città sono stati spazzati via. Lo ‘scippo’, come lo ha definito l’Anci, è stato messo in pratica nonostante le rassicurazioni che nelle ultime settimane aveva fatto il premier Giuseppe Conte ai sindaci. Intanto, i soldi – 1,6 miliardi di euro – previsti dall’ex governo non ci sono più. Forse le risorse saranno inserite nella manovra.

L’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) decide di rompere i rapporti con il governo. Durissimo il presidente Antonio Decaro: “Nessun riscontro agli impegni assunti da Conte con i sindaci. In conferenza unificata sarebbe dovuta passare l’intesa che avrebbe sanato la presunta incostituzionalità di una parte dei fondi. Il governo l’ha prima inserita all’ordine del giorno poi l’ha tolta. Per ragioni tecniche, ci hanno detto. Ma noi siamo convinti che le ragioni tecniche siano superabili, quando c’è la volontà politica”.

La notizia ha creato parecchi malumori nel capoluogo regionale e a palazzo San Giorgio, dove fra qualche ora si svolgerà una seduta monotematica del consiglio comunale sull’argomento richiesto da undici degli eletti (primo firmatario . L’assise si preannuncia bollente, soprattutto per la presenza del parlamentare Antonio Federico, esponente del Movimento 5 Stelle.

Ma da oggi il futuro appare nero pure per le tv locali: il governo ha tagliato pure i finanziamenti destinati al settore rivedendo i criteri di assegnazione per le emittenti delle regioni più piccole e con un bacino di utenza minore.