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Il caso Aljope arriva in Senato. Trovato un posto alternativo per i migranti. A fine mese l’asta per l’ex hotel foto

Presentata interrogazione dai Cinque Stelle, ma intanto il centro per minori stranieri potrebbe aprire altrove

Ci sono diverse novità sulla vicenda, più volte trattata, dell’ex hotel Aljope di Guglionesi, preso in affitto per accogliere 30 minori richiedenti asilo sulla base di un bando nazionale vinto dalla società di Vincenzo Di Giacomo, (titolare anche del Sayonara di Isernia a sua volta già convertito in centro accoglienza).

Il progetto ha ottenuto il via libera del ministero, piazzandosi tra l’altro ai primi posti della graduatoria nazionale. Sembrava, fino a qualche settimana fa, tutto definito. Ma sono intervenuti nuovi fatti.

Nel frattempo il caso è arrivato all’attenzione del Senato. Il MoVimento 5 Stelle, che aveva già interessato il Sottosegretario al Ministero dell’Interno  Molteni per chiedere un parere in merito alla determina con cui la vecchia amministrazione comunale ha cambiato la destinazione d’uso dell’immobile, ha presentato una interrogazione. Il portavoce in Senato Fabrizio Ortis ha chiesto di fare chiarezza sulla vicenda. “Non è una questione politica – dice il Movimento – dato che Guglionesi già accoglie uno Sprar. Si tratta invece di rispettare la volontà dei cittadini e del bisogno di rilancio di un territorio”.

Già durante l’estate era stata organizzata una raccolta firme che ha raggiunto quota 600, una dimostrazione “che i guglionesani desiderano che l’Aliope torni a essere quello che era”. Posizione concorde con la volontà politica espressa dall’Amministrazione del nuovo sindaco Mario Bellotti, che all’unanimità ha espresso il desiderio che la struttura resti a destinazione ricettiva, come chiarito anche dal vincolo di concessione del terreno comunale. Luogo ideale per un centro benessere, albergo e sala cerimonie. Peraltro la struttura di via Dante Alighieri, inaugurata nel 1989 e che si sviluppa su 4400 metri quadri, ha la più grande sala cerimonie della regione. In più di vent’anni ha celebrato migliaia e migliaia di matrimoni, diventando fiore all’occhiello per tutto il territorio. Poi però, nel 2016, è arrivato il fallimento E da allora l’Aljope è sotto concordato, in attesa di essere venduto all’asta.

Altro fatto nuovo intercorso riguarda proprio la data della prossima asta, fissata al 28 settembre. Il prezzo dell’hotel è sceso a poco più di 700mila euro, dal milione iniziale. Ci saranno acquirenti? Secondo indiscrezioni raccolte in paese più di qualcuno sarebbe interessato a rilevarlo, e non solo fra gli imprenditori locali. Nei giorni scorsi sarebbero venuti da Roma per dare un occhiata all’hotel, dove sono stati fatti di recente lavori per rimodularlo in modo da renderlo adatto a ospitare 30 minori non accompagnati. C’è una novità anche da questo punto di vista perché, da quanto si scopre in maniera ufficiosa, sarebbe già stato deciso un cambio di immobile per il progetto di accoglienza. Il titolare della società che ha vinto il bando, arrivando secondo in graduatoria, e che ora ha diritto a 2 milioni di euro da utilizzare nel progetto di accoglienza, non conferma. E nemmeno smentisce.

Negli ambienti bene informati si dice da giorni che i minori saranno ospitati in un altro posto. Una villa in via Lampedusa riadattata allo scopo. Si aspettano conferme in tal senso, che presumibilmente arriveranno nei prossimi giorni anche perché gli imprenditori interessati a rilevare l’Aljope per restituirgli la sua storica mission, cioè attrarre turismo, avrebbero già incontrato Vincenzo Di Giacomo trovando un accordo di massima. Niente guerra – che in fin dei conti non conviene a nessuno. Si tratta di imprenditori locali che da tempo hanno manifestato la volontà di acquistare la struttura e trasformarla in hotel, spa, centro eventi, nel rispetto del vincolo di concessione del terreno comunale rilasciato nell’ormai lontano 1980.

Una possibilità, questa, che piace molto al Movimento 5 stelle, che ha espresso forti dubbi sul centro accoglienza in considerazione di certificati, vincolo che impone una struttura alberghiera, delibera di consiglio contro il cambio di destinazione d’uso e volontà di centinaia di cittadini che vogliono vederla rinascere. I grillini hanno raccolto a ogni livello istituzionale la segnalazione della portavoce in comune Giuliana Senese e degli attivisti locali. L’obiettivo – sostengono – è quello di restituire all’Aljope la sua funzione di attrazione turistica. Se sarà possibile o meno è troppo presto per dirlo. Però le chance di una riconversione dell’albergo in linea con la sua storia e le sue potenzialità sembrano nettamente migliorate. Ora l’ostacolo principale è proprio l’acquisto all’asta.