Guerra sui trasporti: dopo le dimissioni, Libertucci ci ripensa. Ora il dietrofront e il “dietro le quinte”

Il consigliere che l'8 settembre scorso aveva lasciato l'incarico smentendo l'ipotesi che fosse a causa dei contrasti con De Bernardo per la gestione del Tpl oggi è stato rieletto a capo dell'organismo consiliare. E nella nota del Pd si legge: "ma le sfide sulla mobilità urbana non terminano con la positiva risoluzione della vicenda del trasporto pubblico urbano"

Era l’otto settembre scorso quando il consigliere comunale del Pd, Pino Libertucci, aveva comunicato le sue dimissioni dalla carica di presidente della Commissione Mobilità.

Decisione definita immutabile e quindi definitiva inviata con una pec agli altri  componenti della commissione, ai capigruppo e al presidente del consiglio comunale.

Sin da subito si ipotizzò che a scatenare la scelta che sembrava l’anticamera di una frattura insanabile all’interno della maggioranza (che preannunciavano un clima di fuoco anche in vista dell’imminente avvio della campagna elettorale per le Comunali) fosse stato il modo di gestire la questione del trasporto pubblico locale (con il conseguente taglio delle corse al Terminal di via Vico poi rivisto) da parte dell’assessore Francesco De Bernardo. A Primonumero il dimissionario Libertucci smentì categoricamente questo aspetto. “La mia è una scelta di carattere personale – disse raggiunto al telefono – Nulla a che vedere con il trasporto locale, non alimentiamo voci inconsistenti”.

Dimissioni lampo, in realtà. Pino Libertucci, a poco più di una settimana da quella decisione così drastica, è stato rieletto  presidente della commissione Trasporti del Comune di Campobasso. I consiglieri di maggioranza hanno votato compatti per il suo nome e in una nota inviata dal capogruppo del Pd Giose Trivisonno gli augurano “nuovamente buon lavoro”. 

Ma nella nota si legge anche che “le sfide sulla mobilità urbana non terminano con la positiva risoluzione della vicenda del trasporto pubblico urbano ed in particolare del servizio navetta da terminal bus”. Vicenda che, ricordiamo, è stata risolta grazie all’intervento della Regione Molise. 

Dunque, di personale nella scelta dell’8 settembre c’era proprio nulla.

E allora a questo punto – vox populi vox dei – e l’ipotesi che il rieletto presidente della commissione all’epoca chiuse la porta perché in contrasto con le scelte relative al servizio di trasporto locale erano più che fondate. Nasconderle è servito a nulla.

Intanto il gruppo Pd coglie l’occasione anche per ringraziare “il sindaco che ancora una volta ha dimostrato saggezza e lungimiranza nel gestire la vicenda ed ottenere quello che a nostro giudizio è necessario per una città come Campobasso”. E annuncia che per il prossimo consiglio comunale il gruppo presenterà una mozione proprio sul tema del ruolo di Campobasso come capoluogo di regione. Per la serie, vissero tutti felici e contenti.