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Fondi europei, la ministra per il Sud in Molise: “Chiederemo deroga per non far tornare i soldi indietro”

Barbara Lezzi, titolare del dicastero per il Mezzogiorno, a confronto con il governatore Donato Toma sulla spesa dei fondi europei. "Chiederemo una deroga per non perdere le risorse, neppure un euro deve più tornare indietro, quelli sono soldi degli italiani". Choc viabilità: "Sono venuta in auto perché in treno sarebbe stato impossibile ma è indecente"

E’ arrivata a Campobasso in auto “perché era impossibile venire in treno ed è indecente”. Basterebbe solo questo esempio vissuto stamattina, sulla propria pelle, dalla ministra per il Sud, Barbara Lezzi, a dare la misura di quanto necessario sia programmare e spendere le centinaia di milioni di euro che l’Europa mette a disposizione delle Regioni le quali, puntualmente, li rimandano indietro. Settecentomila euro sono quelli ‘in ballo’ per il Molise, una cifra da capogiro

lezzi in Molise

La visita in Molise della titolare del dicastero per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno è iniziata negli uffici di via Genova intorno alle 11 di oggi, 17 settembre, dove prima di rilasciare interviste agli operatori dell’informazione locale la ministra del M5S ha incontrato il governatore Donato Toma per un confronto tecnico sulla spesa dei fondi europei.

Ciò che i due hanno in comune, ed è stata la stessa Lezzi a rimarcarlo, è che sono al ‘timone’ da pochi mesi costretti a fare i conti coi ritardi dei loro predecessori.

Per questo la ministra ha subito fatto sapere che è pronta “a chiedere una deroga alla commissione europea rispetto alla scadenza naturale”. Un po’ di tempo in più, insomma, per verificare le criticità e per non dover rinunciare a progetti più complessi. “Mi ritrovo a dover accelerare la spesa e sono al governo da poco più di tre mesi, anche Toma sconta una vecchia programmazione. Bene, faremo leva su questo aspetto auspicando che la commissione prenda atto di questo aspetto più che della burocrazia. Dobbiamo evitare che anche un solo euro torni indietro”.

Toma da canto suo un po’ di terreno lo ha già riguadagnato: “Da quando ci siamo incontrati la prima volta a oggi – ha sottolineato il presidente Toma – siamo passati da 2 al 36 per cento di spesa certificata. Siamo stati bravi a recuperare il ritardo accumulato negli anni scorsi e ora saremo accanto al ministro per far sentire la voce del Molise e del Sud in Europa”.

La commissione europea, infatti, “ha in mente criteri penalizzanti” che renderebbero ancora più difficile l’accesso ai fondi.

 

Nei prossimi mesi la Lezzi incontrerà tutti i governatori e avvierà un confronto “anche coi sindacati datoriali e dei lavoratori per la nuova programmazione europea (post 2020). Mi aspetto massima collaborazione, ognuno deve spogliarsi della colorazione politica perché in ballo c’è il bene dell’Italia”.

Da parte sua c’è grande disponibilità a supportare le Regioni chiamate a programmare: “Siamo qui per dare sostegno affinché nessun euro venga perso. Il Molise, il sud e l’Italia intera non se lo possono permettere, in fondo, quelli che l’Europa redistribuisce, sono soldi anche nostri”.

Eppure per l’elevato grado di burocrazia, la mancanza di personale adeguatamente formato ma soprattutto per una “gestione negligente” si è arrivati troppo spesso a ridosso della scadenza senza aver fatto le opportune progettazioni “o, peggio ancora, a fronte di progetti già fatti e finanziati si sono usati i rimborsi europei. E’ stata una manovra contabile dei governi precedenti che hanno fatto fallire le politiche di coesione”.

Ecco perché le regioni del sud sono le più povere d’Europa con livelli molto alti di disoccupazione, soprattutto giovanile, e carenze infrastrutturali notate anche dalla ministra in Molise “ma anche il Puglia o in Calabria”.

Nel contratto di governo c’è l’impegno a risolvere questo gap col Mezzogiorno: “Nelle leggi di bilancio vorrei far destinare il 34 per cento della quota alle popolazioni del sud”.

Per il Molise oltre alla deroga valida per tutti la Lezzi ha garantito anche il suo impegno a far presente alla commissione la questione terremoto: “Col presidente Toma stiamo collaborando affinché i soldi non tornino indietro e per far ottenere ai molisani anche un efficace e soddisfacente grado di assistenza visto che c’è stato un terremoto”.

 

Lei è la prima rappresentante del governo a venire in Molise da quando c’è stato il sisma. Dopo la tappa campobassana sarà a Guglionesi e Palata, i paesi dell’epicentro, e potrà toccare con mano i problemi vissuti dalle popolazioni del basso Molise. Li raggiungerà percorrendo la Bifernina e le strade interne.

Alla fine di questa giornata avrà sicuramente un quadro molto chiaro di quelle che sono le difficoltà vissute, ogni giorno, dai molisani.