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Fatture e vecchi debiti nascosti, ora il Comune deve pagare 240mila euro a Molise Acque

Sei fatture del 2015 e 2016 mai pagate senza che il debito venisse ufficialmente riconosciuto, altre tre non ricevute per sbaglio. Risultato? Adesso Petacciato rischia di dover tagliare settori vitali: “Ma non succederà, troveremo un accordo per rateizzare” assicura il sindaco Roberto Di Pardo

Più di 244mila euro di debiti da pagare a Molise Acque, l’azienda speciale regionale che fornisce acqua a tutti i Comuni della regione. Soldi che fino a poche settimane fa il Comune di Petacciato non immaginava neanche di dover versare e che invece graveranno sul bilancio 2018 e sui prossimi due, mettendo a rischio persino servizi essenziali. “Per i prossimi due anni dovremo versare 83mila euro, denaro con cui oggi garantiamo lo scuolabus, la manutenzione idrica e quella del verde pubblico” aveva detto in un movimentato consiglio comunale il sindaco Roberto Di Pardo in piena estate.

La buona notizia è che quei servizi, salvo cataclismi, non verranno toccati. Probabilmente perché Molise Acque dovrebbe accettare una dilazione nei pagamenti che salverà il Comune da una spesa troppo pesante da sostenere in un solo anno solare. La cattiva notizia è che contrariamente a quanto si pensava, la situazione debitoria di Petacciato è ben più grave del previsto.

Colpa di fatture apparentemente mai ricevute per una somma totale di 77mila euro, ma soprattutto per un debito frutto di ben sei fatture mai saldate e datate 2015 e 2016. Debiti che il consiglio comunale petacciatese non aveva mai riconosciuto, essendo stati in buona sostanza accantonati dall’Amministrazione La Palombara.

Ma nell’ottobre scorso Molise Acque è andata a battere cassa, lamentando tre fatture, addirittura risalenti al 2014 e 2015, per le quali non aveva mai avuto risposta. Venuta a conoscenza del fatto, la Giunta Di Pardo ha cercato di vederci chiaro.

Ci sono voluti mesi di approfondimenti e verifiche per scoprire, fra le pieghe del bilancio, uno scoperto non dichiarato. Petacciato non ha infatti saldato la fornitura dell’acqua all’azienda speciale regionale in occasione del consuntivo del primo semestre 2015 (oltre 35mila euro), dell’acconto per il terzo trimestre 2015 (oltre 31mila euro), del consuntivo del secondo semestre 2015 (oltre 22mila euro), dell’acconto del secondo trimestre 2016 (29mila euro e rotti), del consuntivo primo semestre 2016 (più di 20mila euro) e dell’acconto del terzo trimestre 2016 (altri 25mila euro e spicci). Totale 166mila 258 euro che si aggiungono ai 77mila 848 euro di quelle fatture che alla posta elettronica del Comune non risultavano.

La prima parte, contabilizzata in oltre 77mila e 8 euro, verrà coperta nel bilancio consuntivo 2018 da un avanzo di gestione. Restano oltre 166mila che verranno spalmati su due anni: il che fa 83mila e 549 euro l’anno, per l’appunto.

Nel consiglio comunale del 18 luglio 2018 è stata messa ai voti la delibera sul riconoscimento di questi debiti fuori bilancio. “Non farlo e cercare di andare a un contenzioso con Molise Acque ci avrebbe esposto al rischio di default. In caso di giudizio negativo, saremmo stati costretti a pagare tutto e subito, cosa impossibile per le casse del Comune” ha spiegato Di Pardo, per il quale “si può biasimare il ragioniere perché ha sbagliato, ma trovo gravissimo che nessuno della precedente Amministrazione se ne sia accorto”.

Forse l’unico punto sul quale è convenuto l’esponente di minoranza Matteo Fallica, che all’alzata di mani ha comunque espresso voto contrario “come segno di indignazione per quanto successo” e in aperta critica verso il responsabile del servizio finanziario, vale a dire Nicola Fratangelo che “non poteva non sapere, mentre l’Amministrazione attuale se ne doveva preoccupare già in sede di bilancio di previsione”.

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Fratangelo, in una lettera del maggio scorso, ha riconosciuto ufficialmente quanto in teoria avrebbe dovuto sapere da tempo, cioè che esistevano quelle fatture non corrisposte e c’erano quei debiti da saldare. Ciononostante non ha spiegato in alcun modo per cosa quelle somme sono state spese.

Sempre in fase di discussione, quel 18 luglio, la consigliera Giuliana Ferrara ha invece criticato la maggioranza per aver “sovraccaricato il bilancio gravando sui cittadini. Andava fatta una richiesta al precedente sindaco e inviare tutto a Procura e Corte dei Conti”. L’esponente di minoranza ha poi abbandonato l’aula in aperta polemica col primo cittadino. “Se la prendono con noi perché abbiamo riconosciuto i debiti e non con chi quei debiti li ha creati” il commento del sindaco. Anche se la stessa Ferrara ha definito colpevoli di quanto accaduto “il responsabile del servizio finanziario e la precedente Amministrazione”.

Ma al di là della polemica politica, resta il fatto di somme che il Comune avrebbe dovuto pagare a un fornitore e che ha utilizzato per altro. A che scopo? Della vicenda è stata interessata la Corte dei Conti, cosa tuttavia scontata, ma non è escluso che possano emergere rilevanze penali.