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Dal sisma alla disoccupazione record, i sindacati incalzano il ministro Lezzi: “Risorse insufficienti”

E’ un lungo documento quello che Cgil, Cisl e Uil inviano al ministro per il Sud Barbara Lezzi alla vigilia del suo arrivo in Molise. E’ una delle tappe nel suo giro di ‘ricognizione’ nel Mezzogiorno. Ed è anche la prima visita di un esponente del governo un mese dopo il terremoto del Basso Molise, l’ultima tegola caduta su una regione che annaspa, che vanta una disoccupazione da record (certificata di recente da Eurostat), aziende fallite e infrastrutture da incubo.

I massimi rappresentanti della Triplice – Sandro del Fattore (Cgil), Leo Malandra (Cisl Abruzzo e Molise) e Tecla Boccardo (Uil) – dipingono un quadro nerissimo nelle quattro pagine recapitate all’esponente del governo Lega-M5S.

“È quanto mai necessario prendere consapevolezza che la condizione economica e sociale del Molise è conseguenza diretta delle scelte politiche europee, del governo nazionale e del governo regionale, ognuno con le proprie responsabilità”, esordiscono i sindacati nella missiva. Dal loro punto di vista, “pensiamo che si debba cambiare direzione rispetto alle politiche finora messe in campo”.

Il primo cambio di marcia riguarda i fondi europei, le cui percentuali di spesa sono irrisorie. E questo è il motivo numero uno della visita della Lezzi in Molise.

La programmazione dei Fondi comunitari in Molise – l’accusa delle organizzazioni sindacali – procede con un passo ‘molto lento’, mettendo a repentaglio anche le poste sulla nuova programmazione”. Questi i numeri forniti dalla Triplice: su un totale di risorse di fondi comunitari (FSE e FESR), pari a 153,7 milioni di euro, sono stati selezionati progetti per 103 milioni di euro (il 67% del totale). E se il FESR ha un livello di impegni pari al 72%, molto indietro nella programmazione, il FSE è fermo al 57,2%.  Questo “desta preoccupazione in quanto è proprio all’interno di tale Fondo che rientrano le misure più vicine ai cittadini come l’inclusione sociale, il contrasto alla povertà, l’aumento dell’occupazione, l’istruzione e la formazione. Ebbene, su questa voce, il livello della spesa certificata è fermo al 4,7%, un numero che parla da sé”.

I sindacati sono d’accordo a creare una task force per non disperdere risorse fondamentali per la ripresa del Molise.

E poi c’è da affrontare l’emergenza viabilità e il terremoto. Per la ricostruzione post sisma, argomentano Del Fattore, Malandra e Boccardo, “l’aver riconosciuto lo stato di emergenza con una dotazione economica molto flebile, non lascia tranquilli le popolazioni che a tutt’oggi vivono fuori dalle proprie abitazioni o attendono di poter rientrare. Le risorse stanziate sono del tutto insufficienti, così come è insufficiente l’approccio con il quale si affronta la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio”.

C’è poi il capitolo ‘lavoro’: i sindacati ricordano la loro lotta per il riconoscimento dell’Area di crisi complessa. Tuttavia, “dopo 4 anni siamo ad un finanziamento a valere sulla legge 181, pari a 15 milioni di euro per 13 aziende verificate da Invitalia, con una ipotetica ricaduta occupazionale di circa 170 posti di lavoro. Dunque, la pur minima possibilità di ripresa di questo territorio, al momento è fortemente compromessa”. Al Governo nazionale chiedono perciò di “accelerare e velocizzare tutti gli adempimenti oltre che ricercare risorse aggiuntive senza le quali non potremmo garantire una ripresa produttiva nemmeno per quelle aziende che hanno ancora una possibilità di rilancio”.

La garanzia di strumenti di sostegno al reddito per coloro che sono rimasti fuori dal mercato del lavoro è un’altra delle questioni che la Triplice sottopone al ministro Lezzi.

Il Molise è una regione di grande dignità – concludono – che pretende il sostegno e l’impegno che merita, ben diverso dall’assistenzialismo di cui i nostri volenterosi cittadini fanno volentieri a meno, pronti come sono a dare il loro contributo per la crescita occupazionale culturale del loro territorio e dell’intero Paese”.