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Crescono gli sfratti per morosità, in Molise si traccia un quadro drammatico foto

Non sono affatto incoraggianti i dati sugli sfratti che emergono da uno studio della Uil. Nel 2015 i provvedimenti esecutivi subiscono un rincaro del 23,7% rispetto al 2008, attestandosi a quota 64mila 676. Tra questi la quasi totalità è dovuta a morosità.

Un fenomeno che sembra inarrestabile, complice anche la crisi economica degli ultimi anni che assottigli i redditi di centinaia di persone, che delinea un quadro sempre più preoccupante anche per il Molise: “Da noi c’è uno sfratto ogni 904 famiglie – annuncia il leader della Uil molisana Tecla Boccardo – L’anno passato ben 784 richieste di esecuzione con 124 sfratti eseguiti e famiglie messe per la strada”.

La causa è da ricercarsi nella cosiddetta morosità incolpevole “cioè da una situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo, in ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare”, come specifica il sindacato.

In un momento storico di enormi difficoltà economiche, in cui numerose fabbriche sono costrette a migrare all’estero a causa dell’eccessiva tassazione, la Uil intravede una soluzione al problema degli sfratti per morosità: “Uno strumento utile sarebbe ripristinare il Fondo sostegno affitti – fa sapere la Boccardo – Azzerato per il 2016 dalla legge di stabilità, consentendo alle regioni di attuare una politica di programmazione adeguata alle esigenze dei cittadini. È necessario mettere al centro di tutto l’affitto, tramite l’introduzione di politiche fiscali premianti, come, ad esempio, quella di prevedere la possibilità per l’inquilino di detrarre dalle tasse parte dell’affitto, facendo emergere, tra l’altro, le tantissime locazioni in nero. Appare chiara, quindi, la necessità di un effettivo piano di rilancio dell’edilizia popolare che possa creare, attraverso l’opportuno coordinamento di risorse pubbliche e private, le condizioni per il reperimento di abitazioni caratterizzate da costi realmente sostenibili per le famiglie”.

Non solo politiche che aiutino le famiglie, ma azioni messe in campo per risanare quartieri “mezzo abbandonati – continua la leader del sindacato – Basti pensare al centro storico di Campobasso e ad alcune aree tornate sulle cronache per episodi di disagio sociale o di paesi che si stanno spopolando, investimenti in edilizia popolare, agevolazioni per chi possiede immobili e li affitta a prezzi ragionevoli, aiuto economico alle famiglie con redditi troppo limitati per permettersi il canone di locazione”.