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Concorso fotografico ‘Il Molise resiste’: la campobassana Giulia Abbazia straccia tutti e si piazza sul podio foto

Campobassana, sedici anni ed una passione: fotografare la vita di tutti i giorni ed imprimere sul rullino le usanze della sua regione. Si chiama Giulia Abbazia ed ha vinto il premio nazionale dedicato a Tony Vaccaro

Si chiama Giulia Abbazia è originaria di Campobasso, dove frequenta il liceo classico Mario Pagano, ed a soli 16 anni ha vinto il premio nazionale di fotografia dedicato al reporter di guerra Tony Vaccaro. La manifestazione, svoltasi a Bonefro dal 31 agosto fino al 2 settembre, ha visto la partecipazione di numerosi amanti della fotografia che, a colpi di scatti e stampe, hanno cercato di portarsi a casa l’ambito primo premio: mille euro in contanti ed una foto autografata dallo stesso Vaccaro.

A spuntarla, nell’edizione 2018, è stata Giulia: una ragazza timida, modesta e di poche parole che con la sua grande passione riesce ad imprimere sul rullino ed a trasmettere emozioni uniche e particolari. Ha vinto grazie ad una foto che è l’immagine della cultura e delle usanze regionali, caratteristiche che la giovane studentessa ricerca accuratamente nei comuni molisani, per rappresentarle attraverso uno scatto accurato in grado di trasmettere i sentimenti e la fatica del quotidiano.

Una passione, la sua, iniziata un po’ per caso grazie ai programmi televisivi dedicati alla fotografia che, come lei stesse ammette in esclusiva ai microfoni di primonumero.it, le hanno permesso di conoscere ed apprezzare questo mondo, aiutandola a superare, seppur temporaneamente, la sua timidezza. La macchina fotografica è un po’ la sua ‘coperta di Linus’, una sorta di terapia che la sta aiutando a relazionarsi con gli altri e ad affrontare il mondo con meno riserbo.

Tra le tre fotografie che Giulia ha presentato al concorso è stata selezionata ed è risultata vincitrice quella che rappresenta una scena abbastanza usuale nei centri molisani: una ragazza in jeans e camicia intenta a strigliare uno stupendo cavallo bianco con la criniera di treccine, all’esterno della scuderia De Girolamo di Colletorto.

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Come è nata questa passione?

“Ho iniziato questo percorso da circa due anni. Vedevo spesso dei programmi tv dedicati alla fotografia ed ho deciso di provare. Da quel momento è stato un crescendo. Ho deciso di seguire dei corsi per affinare la tecnica. Il primo al quale mi sono iscritta è stato quello tenuto dall’insegnante Paolo Cardone che mi ha fornito le basi della fotografia. Poi ne ho seguito un altro più avanzato e non smetto mai di aggiornarmi perchè ho ancora tanto da imparare”.

Come mai hai deciso di partecipare al concorso?

“Devo ammettere che all’inizio non ero convintissima, soprattutto a causa della distanza che intercorre tra la città dove risiedo (Campobasso) e Bonefro. La spinta necessaria me l’ha fornita Massimo Di Nonno esperto del campo dell’associazione Vivian Maier, presso cui ho fatto un corso di fotografia avanzata. Mi ha invogliata a partecipare e così ho compilato il modulo”.

Che fotografie hai presentato?

“Si tratta di tre scatti dedicati alla vita quotidiana. Quello vincitore l’ho fatto in un equiturismo di Colletorto, sia la scena che l’esposizione sono semplici e naturali e ritrae una ragazza che striglia il cavallo. Anche gli altri due scatti sono dedicati alla mia terra, il Molise e descrivono la sua cultura rurale”.

Come superi la tua timidezza con i soggetti che fotografi?

“La fotografia mi aiuta a superare questa mia timidezza, anche se a volte è difficile approcciarmi con i soggetti che mi accingo a fotografare. Molto spesso mi trovo a dovermi avvicinare parecchio ai soggetti o chiedere loro di posare in determinate posizioni. E’ difficile, ma la passione per la fotografia supera di gran lunga la mia introversione”.