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Comunali, centrodestra e centrosinistra alla ricerca dell’unità. M5S dice no ad alleanza con Lega

A otto mesi dal voto, la politica termolese muove i primi passi. Dopo il passaggio di Marone alla Lega, centrodestra e centrosinistra cercano l'unità interna. Il M5S dice no a alleanza con il carroccio.

A poco più di otto mesi dal voto del rinnovo del Consiglio comunale, a Termoli la politica locale inizia a spostare le prime pedine sullo scacchiere cittadino. A fare l’apertura di questa lunga partita  è stata la Lega che sabato 8 settembre ha presentato il suo nuovo “acquisto”: il consigliere comunale di opposizione Michele Marone.

marone lega

Un passaggio che, seppur rimasto all’interno dell’alveo del centrodestra, ha decretato una prima certezza: per la prima volta dalla sua fondazione, 8 gennaio 1991, il simbolo della Lega è presente tra i banchi di Palazzo S. Antonio ma, soprattutto, sarà presente sulla scheda elettorale per le consultazioni amministrative della prossima primavera. Come è stato accolto questo passaggio dalla politica cittadina? Sarà possibile un contratto di governo locale tra Lega e Movimento 5 stelle?  E ancora: quale è lo stato di salute della maggioranza comunale?

Qui centrodestra

“Era un vuoto istituzionale che abbiamo colmato”, ha dichiarato il coordinatore regionale nonché Assessore regionale Luigi Mazzuto il giorno della presentazione di Michele Marone all’hotel Meridiano. Una casella che si va a riempire e che potrebbe portare a degli stravolgimenti nella coalizione di centrodestra cittadina per come l’abbiamo conosciuta sino ad ora. Se è vero che l’ex moderato Marone ha subito messo in chiaro che “non mi ricandiderò a sindaco, è un’esperienza che ho già fatto. Lascio ad altri questo onore”, è anche vero che Mazzuto ha rimarcato come “siamo la prima forza della coalizione e in quanto tale abbiamo più responsabilità rispetto ad altri”. Un avvertimento al resto della compagnia e un chiaro segnale che, a prescindere dai futuri tavoli, l’uomo che dovrà fare sintesi nella compagine dell’attuale minoranza consiliare sarà scelto dal “carroccio”.

L’ex sindaco, e attuale consigliere di minoranza, Antonio Di Brino giudica positivamente l’approdo di Marone alla Lega. “Intanto è una scelta personale che va rispettata, una collocazione legittima – afferma –. Inoltre è positiva perché è un passaggio che non implica nessuna pretesa politica futura (chiaro riferimento alla rinuncia alla candidatura a sindaco)”.  Un acquisto, quella dalla parte della Lega, che comunque rimarca l’attrattiva verso un partito che oggi è diventato maggioranza nella coalizione e, stando agli ultimi sondaggi, anche nel Paese. “Al netto della crisi dei partiti – spiega Di Brino – bisogna dire che il centrodestra ha un suo elettorato forte e consapevole. Un elettorato che in questo momento premia molto le politiche della Lega che sono più radicali a discapito di noi moderati”. “Ma – continua –per riuscire a vincere le amministrative dobbiamo puntare all’unità della coalizione, dove ogni componente sarà fondamentale. Le ultime elezioni regionali hanno dimostrato proprio questo”. Unità che potrebbe essere minata qualora si dovesse riproporre in formato locale il famoso contratto di governo Lega- Movimento 5 Stelle. “Mai dire mai però, onestamente, credo non sia possibile riproporlo a Termoli”.

Un tema, questo di un ipotetico accordo Lega – 5 stelle, che sta a cuore anche al consigliere Annibale Ciarniello: “Non penso possa accadere ma se dovesse concretizzarsi io non sarò sicuramente della partita” questo perché “la Lega rappresenta la nuova destra, ed io mi considero un uomo politico di destra, mentre il M5S è la nuova sinistra, cultura che rispetto ma non condivido”. Ciarniello confida a Primonumero.it che “anche io sono stato contattato dalla Lega per entrare a farne parte. La mia posizione è in stand by perché verrebbe sicuramente giudicata opportunistica in vista delle elezioni e, per quanto mi riguarda, non è così”. Così come il suo collega Di Brino, giudica “positivamente” la nuova collocazione di Marone e al contempo invita tutta la coalizione a “unirsi e avviare un percorso unitario in vista del voto di primavera”.

Ma c’è anche chi come Christian Zaami, ex coordinatore cittadino di Direzione Italia (movimento politico fondato dall’onorevole Raffaele Fitto), lavora alla creazione di un movimento civico che sia da supporto all’intero centrodestra. “Il nostro obiettivo – spiega Zaami – non è quello di creare qualcosa di alternativo al centrodestra dei partiti ma quello di far confluire in un movimento civico tutti coloro che si riconoscono nel centrodestra ma non si sentono rappresentati dai partiti”.   Gli incontri son già iniziati “perché abbiamo a cuore Termoli e speriamo che a maggio si possa si voltare pagina”. Una alternativa ai partiti nelle modalità preparatorie, nella costruzione e nella scelta dei candidati. “Noi saremo da supporto al centrodestra e lavoreremo per unirlo ma – conclude Zaami – lotteremo affinché il candidato sindaco non solo sia unitario ma anche politico. L’era dei tecnici va dichiarata conclusa”.

Qui 5 stelle  

Partiranno con i favori del pronostico specie se dovessero riprodurre a livello locale un contratto di governo che in questo momento li vede alleati con la Lega. Il Movimento 5 stelle secondo il suo rappresentante in Consiglio comunale, Nik Di Michele: “E’ più maturo rispetto a quattro anni fa: siamo cresciuti sia sotto l’aspetto prettamente politico istituzionale ma anche tra la gente”. Un salto di qualità che il Consigliere quantifica nelle “tante criticità che abbiamo individuato in questi anni: dal tunnel al depuratore passando per il decoro cittadino. A noi – spiega – si sono avvicinati sia gente comune che tanti professionisti della città. È tra loro che verrà fuori il nome che farà sintesi e cercherà di vincere le elezioni per dare una vera svolta a Termoli”. Una affermazione che di fatto respinge, o quantomeno blocca un possibile contratto di governo cittadino con la Lega. “Non è possibile perché tra le loro fila sicuramente ci saranno tanti transfughi di destra e di sinistra che magari, in passato, hanno anche governato la città. Ecco, noi ci poniamo come alternativa e di conseguenza non possiamo dare continuità diretta e indiretta a chi ha decretato la morte di Termoli”. Infine su Marone: “Insieme abbiamo portato avanti diverse tematiche e battaglie in Consiglio comunale, la sua è una scelta di carattere personale e politico che rispetto, ma non cambia il mio pensiero su chi deve far rinascere la città”.

Qui centrosinistra

Come sta la compagine di maggioranza? Quale è lo stato di salute del centrosinistra termolese? “La maggioranza gode di ottima salute – si affretta a dire il Consigliere Antonio Giuditta –, siamo coesi e affiatati e stiamo portando a termine il nostro mandato elettorale”. “Certo, su alcune cose potevamo fare meglio, ma questa è una amministrazione che ha raggiunto obiettivi importanti”. Diverso il discorso sullo stato di salute del centrosinistra. “Così come nel resto del Paese – spiega Giuditta – il centrosinistra è diviso in mille rivoli: la crisi del Pd è solo la punta di un iceberg che coinvolge tutta la sinistra. Bisogna trovare, ritrovare una unità e ripartire dai valori che ci contraddistinguono”. Una unità che a Termoli può garantire solo Angelo Sbrocca, attuale sindaco della città. “Sbrocca è la perfetta sintesi di una maggioranza composta da varie anime con provenienze culturali e politiche diverse. Per vincere in primavera bisogna ripartire da ciò che ci unisce e non da ciò che ci ha diviso”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Oscar Scurti. “A differenza delle amministrazioni che ci hanno preceduto, siamo una delle poche che raggiungerà il fine mandato senza rimpasti e scissioni clamorose”. Per il consigliere dem diventa importante “ripartire dalla solidità di questa maggioranza, dal lavoro svolto e dai progetti messi in campo che hanno elevato il grado di attrattività della città”. L’unica grana di questi anni è relativa alla presa di posizione dell’ex capogruppo Pd Antonio Sciandra. “Lavoreremo in modo che anche le sue criticità possano rientrare”. Lo stesso Scurti, infine, individua in “Sbrocca la persona che può dare continuità al lavoro iniziato quattro anni fa”.

A rimarcare l’importanza e la centralità dell’attuale primo cittadino è anche il consigliere Mario Orlando: “Sbrocca è stato fondamentale per farci vincere nel 2014 e fondamentale lo è stato in questi anni, non vedo perché non si possa continuare sulla stessa scia”. Anche per Orlando la maggioranza è compatta e coesa e invita chiunque “volesse vedere le opere e i progetti da realizzare e quelli da completare a visitare l’Urban center”.  

Infine il Consigliere Vincenzo Sabella. Uomo fedele alla maggioranza, ma che fa discutere per le sue prese di posizioni social che in tanti giudicano molto più vicine alla destra leghista che al centro moderato con il quale è stato eletto, chiarisce: “Il lavoro, l’impegno e la passione che ho per l’attività amministrativa non sono in discussione così come non lo è la mia fedeltà al sindaco e a questa maggioranza, basta vedere e verificare il mio comportamento nell’aula consiliare”. Così come “non posso rinunciare a quelli che sono i miei valori e le miei idee: da sempre sono contro l’abusivismo così come a una immigrazione incontrollata, sono favorevole alla famiglia tradizionale e credo che in un momento storico come questo vadano aiutati prima i tanti italiani che non hanno reddito e casa”. Pensieri e parole che “non è in programma nessun passaggio ad altri partiti e alla Lega”.